Aforismi, frasi e citazioni. Una guida al sito Aforisticamente

Menzionato da importanti testate giornalistiche tra cui Il Sole 24 ore e New Yorker, vincitore di importanti premi internazionali, Aforisticamente è considerato uno dei siti web più importanti al mondo sull’aforisma contemporaneo (dal 1980 ai giorni nostri).

Qui di seguito una mappa per orientarsi nel sito.

Aforismi per autore (Italia), dalla B di Baroni alla Z di Zuccarino

Aforismi per autore (nel mondo), dalla A di Raúl Aceves alla Z di Urszula Zybura

Aforismi per nazione, dalla A di Argentina alla T di Turchia

Aforismi, frasi, pensieri e battute dei migliori autori di Twitter

Calendarismi: frasi e aforismi sul calendario ovvero la contemporaneità vista attraverso il modello della forma breve (Natale, San Valentino, Festa della donna, Giornata mondiale della poesia, etc)

Ebook gratuiti di aforismi

Le ultime parole prima di morire di personaggi illustri

Frasi e aforismi finanziari (la crisi economica, le banche e i banchieri, l’inflazione, la tasse, il denaro, etc)

Aforismi sul corpo umano e le sue parti ovvero il frammento sul frammento

Aforismi sul cibo e la cucina

Collana editoriale Aforisticamente

Contatti: fabrizio.caramagna AT gmail.com

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Koan
Calembour
note, enigmi, frasi
citazioni, frammenti, lampi
limerick,  sentenze, haiku, apoftegmi
precetti, battute, proverbi, koan, ritratti, tweet
agudezas, massime, motti di spirito, epigrammi, paradossi
aforismi, aforemi, metaforismi, euforismi, anaforismi, poesismi, afasismi
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microsaggi, intermezzi, parabole, pensieri
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Witz

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Scrittori di aforismi su Twitter, Bon1z

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @bon1z (Boniz). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autore scrive di sé: “Ho una quarantina d’anni e vivo a Verona dove faccio il manager nel mondo del turismo”.

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@bon1z è su Twitter dal 2011 (“ma scrivo solo dal settembre 2012”). “Alla base – mi rivela l’autore – c’è il desiderio di spiazzare, riconsegnando originalità ai luoghi comuni e alle banalità, motivazione per nulla fine a sé stessa ma legata al desiderio di condividere pensieri molto più strutturati e ovviamente poco sintetizzabili, attraverso provocazioni, antitesi e paradossi. Probabilmente un vano tentativo, perché chi mi retwitta spesso lo fa perché faccio ridere o perché l’ho spiazzato o perché… ‘me lo farei’ (giuro che succedono anche queste cose). Per fortuna con gli amici veri i miei pensieri si rivelano punti di arrivo o di partenza di riflessioni più ampie e complesse”.

I tweet di @bon1z sono guizzi, lampi, provocazioni, in un vorticare di antitesi e di paradossalità sistematiche.Quando le prime parole di un tweet sembrano fare il verso a una banalissima frase fatta che crea attese scontate, ecco invece che subito dopo si rivela l’esatto contrario: la verità si rivela nell’improvviso impatto di un’abitudine mentale con una visione diversa. Così il lettore si trova spesso di fronte a un tweet dove la struttura binaria carica e poi spara a raffica l’esatto opposto di ciò che si pensava di leggere. In uno dei suoi tweet @bon1z scrive: “penso spesso a come non sarebbe stato tra noi” (quando invece il lettore si sarebbe aspettato un “come sarebbe stato tra di noi”). E si veda anche “questa cosa che ci incontriamo deve iniziare” (capovolgendo il più comune “deve finire”) o “non posso più stare senza di te lo vai a dire a me” (invece che un “altro”) o anche “nessuno mi parla come taci tu” (quando ci si aspettava un “come parli tu”).

Un altro procedimento che @bon1z usa è quello di un umorismo intento a operare con l’assurdità delle significazioni, il non senso delle designazioni della frase. L’effetto che ne deriva è quello dello spaesamento logico all’interno del fluire consueto del linguaggio quotidiano. Ecco alcuni esempi: “quasi tutto è meglio di niente. figuriamoci tutto” oppure “se tu, là fuori, sapessi quanto sei anche qui” oppure “non sto dicendo che non ci capiamo, sto dicendo che non ci capiamo” o “non posso distrarmi un attimo che mi distraggo un attimo” o infine “hai tutta l’aria di avere tutta l’aria che mi manca”. In questo vorticare di proposizioni che smentiscono la struttura logica su cui erano nate e che creano nuove aperture mentali @Bon1z sembra voler, ogni volta, distogliere la parola – e la frase – dalla sua funzione ovvia e rassicurante. Così i suoi tweet diventano spesso (mi si passi un neologismo) delle “improprietà” linguistiche, improprietà e abusi sintattici imperdonabili per chi segue pedantemente le convenzioni sociali, ma che messi una dopo l’altro nel flusso della timeline, restituiscono in modo netto una diversa rappresentazione del reale. Con questo procedimento @bon1z mostra la percentuale di assurdo che il linguaggio inevitabilmente porta con sé e, poiché con quello stesso linguaggio rappresentiamo il mondo, la nostra vita e ciò che costituisce i nostri sentimenti, l’autore arriva a indicare quanto l’assurdo e la contraddizione siano costitutivi di ciò che in mancanza di meglio chiamiamo realtà.

Presento una selezione di tweet di @bon1z. Come altri autori di Twitter, quelli di @bon1z sono tweet incentrati sulla persona. In questa estrema mobilità sintattica, in questo gioco delle antitesi che si divorano per poi subito rigenerarsi, in questi flussi linguistici che talora diventano quasi dei nonsense, @bon1z spesso si rivolge a un tu femminile, di cui ricorda tutto (“dal primo all’ultimo sogno”), donna immaginaria (“stasera vorrei dire alla donna della mia vita che sarebbe ora di smetterla di non avere la minima idea che io esisto”), ma anche donna reale, che si muove all’interno di una scena fatti di vuoti e pieni, parole e silenzi, desideri e frustrazioni, slanci d’amore e anche sbalzi d’umore, tra un qui e un lì, un adesso e un mai più.

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@bon1z, Tweet scelti

pensavo che oggi è il giorno più bello della vita di qualcun altro.
siamo tutti felici per te, qualcun altro

entro in ascensore. c’è una ragazza bellissima.
mi guarda, mi sorride e sussurra:
– piano?
– pianissimo, grazie

ci sono persone indimenticabili.
e nessuna cura

non vorrei creare falsi allarmi, ma ho il sospetto che la vita possa essere molto più bella di così

mi piaci perchè sei riservata.
a me

quando chiudi una porta, verifica accuratamente di trovarti dalla parte opposta del motivo per cui la chiudi

un giorno chiederò agli specchi cos’hanno concluso, dopo tanto riflettere

come quando sei tra te e te, e ti senti fuori luogo

questa cosa che ci incontriamo deve iniziare

tutto è male quel che sfinisce il bene

ho provato di nuovo ad affogare il dolore ma a questo punto credo sia anfibio

ci sono persone così lontane nello spazio e così vicine nei pensieri che uno si chiede perché cazzo non si debbano incontrare

(sono le scelte che non facciamo a renderci schiavi)

sono stanco di trascinare questo sacco di cose da dirti

quasi tutto è meglio di niente.
figuriamoci tutto

adoro contraddirmi, è una cosa che non sopporto proprio

ho un sacco di danni ma li porto bene

– vuoi che me ne vada o cosa?
– cosa

hai tutta l’aria di avere tutta l’aria che mi manca

se tu, là fuori, sapessi quanto sei anche qui

non posso distrarmi un attimo che mi distraggo un attimo
Continua a leggere

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Scrittori di aforismi su Twitter, Mesmeri

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @mesmeri (Martina). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autrice scrive di sé: “Non sono niente di più né di meno di tante altre persone, anche se mi piace pensare di essere depositaria universale di certe emozioni. Faccio l’architetto “a ostacoli”, ho un compagno e un bambino di due anni che è il destinatario di quasi tutti i miei pensieri d’amore. Sono iscritta a twitter dal 2009 ma non ho fatto in tempo a capirne il funzionamento che una disavventura mi ha tolta dal mondo per un po’. Ho iniziato a scrivere nel febbraio del 2012, nella mia seconda vita”.

mesmeri_a.jpg

“Scrivo su twitter perché scrivere è il leitmotiv della mia vita: conservo diari dell’adolescenza zeppi di pensieri, pezzi di carta, lettere. E molti li ho buttati. Paradossalmente metto a disposizione di moltissime persone pensieri che mi vergogno a dire a voce. Ho scritto su ogni supporto e prima di condensare tutto in 140 caratteri ho scritto di cinema, di libri e di sciocchezze (e ogni tanto lo faccio anche per lavoro). A differenza di molti che sfogano il proprio malessere nella scrittura, io se sto male non scrivo affatto”.

Nei suoi tweet @mesmeri non scrive perle di saggezza (“Il mio percorso verso la saggezza è ancora lunghissimo”) e, se le scrive, “le infila in collane che non metterà mai”. Perché @mesmeri sta dalla parte “di chi non giudica con parole taglienti, di chi coltiva i propri dubbi, di chi si permette il lusso di essere fragile”, è una donna che ama ridere delle sue sciocchezze, della sua fragilità (“un cuore di burro”) e persino della sua volubilità (“Dell’essere femmina adoro la volubilità anzi la odio e ne rido e ci piango”) e la storia della sua vita è la storia “di chi si chiede se sia il caso di fare quella cazzata, mentre già la sta facendo”.

Però non tutto è come appare e come sembra. Dietro questa scrittura apparentemente “volubile” e “leggera”, dietro questo “diario minimo”, si nasconde un animo che ha conosciuto la vita (“Ho raccolto i pezzi di una me stessa frantumata, ricuciti con fatica, innaffiati con le lacrime. La mia seconda vita è il mio regalo per me”) e che ci descrive in modo quasi spietato le sue tante verità, anche quelle più dolorose. E se in modo leggero @mesmeri scrive “Agli esami di coscienza si può portare un argomento a piacere?”, poi in realtà il lettore capisce che questo esame di coscienza l’autrice se lo fa più volte interrogandosi su se stessa e sugli altri. Perché nella vita, piena di contraddizioni e di domande, resta sempre un senso di vuoto “dove non facciamo altro che travisare gli stessi ventuno grammi da cuore a cervello e viceversa” chiedendoci ogni volta quale sia il senso delle nostre azioni. E a volte ci si chiede se esista “una via di emergenza per uscire da noi stessi”.

Presento una selezione di tweet di @mesmeri. Tra le tante mamme di Twitter, anche @mesmeri racconta le gioie e l’impegno dell’avere un figlio e lo fa con delicatezza e con profonda nobilità d’animo. Tra i diversi tweet cito: “Un figlio ti cambia anche il ritmo del cuore” e “MAMMA. Fenomeno astronomico per cui un pianeta ruota attorno a un piccolo sole, secondo cui però il sole è lei. Raro esempio di reciprocità” e anche “Dovremmo essere spontanei come i bambini che, quando vogliono una carezza, ti prendono la mano e se la mettono sul viso”.

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@mesmeri, Tweet scelti

Se ho sperato, è stato solo per legittima difesa.

Sono in grado di litigare venti volte in modi diversi con la stessa persona, senza che quella persona nemmeno lo sappia.

Resta sempre un senso di vuoto perché non facciamo altro che travasare gli stessi ventuno grammi da cuore a cervello e viceversa.

La conquista non è mica portarsi a letto una donna, ma avere il permesso di spettinarla e sbavarle il trucco senza che lei protesti.

Infilo inutili perle di saggezza in collane che non metterò mai.

Nel mio dizionario, Negramaro è un vino. Modà invece è un errore ortografico.

Come quando credi di avere il coltello dalla parte del manico, e non vedi che la mano ti sta sanguinando.

“Desidera?” “L’insolito, grazie.”

Anna Karenina aspettava da settimane notizie di Vronskij, noi ci struggiamo se non abbiamo risposta in cinque minuti. I romanzi non durano più.

Sappiamo far male a noi stessi in modi tanto raffinati e fantasiosi che non ci lasciamo nemmeno i segni sulla pelle.

Ho tutto sotto controllo ma non so di chi.

Parole che ti ammazzano ed era pure fuoco amico.

Inducimi in tentazione, che poi ci penso io alla questione del male e a tutto il resto.

Avete presente?
Passerà.

Passo al lato oscuro perché sfina. Continua a leggere

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Scrittori di aforismi su Twitter, Slidhr (Odette De Crécy)

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @slidhr (Odette De Crécy). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autrice scrive di sé: “Non amo parlare di me, preferisco fluire distrattamente attraverso parole sovrappensiero e lucidi frammenti che lascio cadere sui chiaroscuri dei miei impulsi, forse perché mi piace l’immediatezza di un dettaglio colto nel caos e al contempo l’ambiguità del frainteso. Odette De Crécy, enigmatico personaggio proustiano, ne è la sintesi. Sono scivolata su twitter nel marzo 2013, con disinvolta diffidenza, ma poi ho iniziato un viaggio diverso nel momento in cui ho imparato a leggermi (ero la mia voce fuori campo). Ed è stato come prendermi per mano. E mi è piaciuto”.

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I tweet di @slidrh nascono “in un battito irregolare, nella sbavatura di un colore primario, in tutto ciò che decide di rimanere senza promesse”. Essi sono note a margine della logica, “flussi di incoscienza”, “pensieri randagi”, che si divertono a a tratteggiare disarmonie, “sproporzioni emozionali”, “leggere incoerenze”. Come scrive bene l’autrice “bisogna essere uno scarabocchio sul mondo, di quelli che mettono a soqquadro le simmetrie, così poco audaci”, perché alla fine anche nelle menti “ubriache di logica” si trovano sempre esemplari di lucida follia.

Lo stile dell’autrice sembra simile a linee di confine che si aprono dinnanzi ad altre linee, folgorazioni che rimandano ad altre folgorazioni, In perenne bilico tra la trattazione discorsiva e l’abisso ineffabile dei margini della pagine (la marginalità è una immagine che ricorre spesso nei suoi tweet “Mi piacciono i margini, le parti estreme che contengono tutto ma non lo sanno ancora”), @slidhr non muove dal senso, ma dalla sua indecifrabilità (“mi trovi nelle note a margine di un passo che non comprendi”) e alla logica convenzionale del linguaggio (“Parole, feroci convenzioni pronte a dare un nome a tutto, a bisbigliarti bugie e inventare nuovi mondi. Ma più belle quando indietreggiano”) sembra preferire il caos irregolare della pelle (“La pelle ne sa sempre di più. Lei, la figlia zingara della ragione, l’amante infedele del cuore”) e del sottopelle (“Quando perdo un po’ di me stessa vado a cercarmi sottopelle”).

Quella di @slidrh è una scrittura bordeline (“Seduta all’ultimo banco, rumorosa e dissidente”), che cammina con passo incauto sul ciglio della vita e delle emozioni (“è nei passi falsi che impariamo a camminare”), pronta a rovesciare regole, pensieri ponderati e persino punteggiature. Perché per fortuna, in un mondo dove vige troppo consenso, esiste ancora “la logica del caos”, in cui anime fragili e impavide, “anime di specie diversa e razza sconosciuta”, anime “ancorate alle nuvole”, riescono a dare voce alle loro emozioni e ai loro “pensieri fluidi” e “randagi”.

Presento una selezione di tweet di @slidhr. Da tempo continuo a interrogarmi sulle asimmetrie di follower su Twitter, e sicuramente l’autrice è uno degli esempi più marcati di questa asimmetria: 2250 follower sono davvero un po’ pochi per il suo talento.

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@slidhr, Tweet scelti

In fondo, è nei passi falsi che impariamo a camminare.

La pelle ne sa sempre di più. Lei, la figlia zingara della ragione, l’amante infedele del cuore.

La prudenza ha i tacchi bassi. E la vita ha bisogno di storte per vederci chiaro.

Le emozioni le voglio contromano.

Come quando sei ad un passo dal sole e pretendi la luna.

Presentimenti. Femminili capolavori ingegneristici.

Mi piace la punteggiatura, crea sonorità e discordanze tra parole e impulsi, ma senza è come ritornare bambini. E corri con i lacci sciolti.

Ho smesso di cadere dalle nuvole. Ho imparato a stringerle.

Non è una buona idea è sempre un inizio perfetto.

Il broncio di una donna è un religioso rituale da decodificare con sapiente maestria

Il cuore è sempre in cima alla lista dei sospettati.

C’è troppa punteggiatura nella ponderazione. Preferisco il flusso d’incoscienza. Continua a leggere

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Scrittori di aforismi su Twitter, Sonopazzaio

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter, l’articolo di oggi è dedicato a @sonopazzaio (La Pazza). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autrice scrive di sé:

Parlare di me non è facile.
Figuriamoci parlare di lei.
Lei chi?
La Pazza, naturalmente.
Ovvero l’altra me che mi abita da sempre e che nel giugno del 2012 ha deciso di venir fuori a dire la sua.
Fuori di testa.
La mia testa.
Ero già su twitter con il mio nome, ma dopo qualche mese ho sentito la necessità di dar voce ad ogni mio singolo pensiero liberandolo dalla persona reale che lo scriveva.
La Pazza è un personaggio di fantasia (e la fantasia è anche un po’ il suo alibi).
Scrive paturnie e altre pazzate rispettando, senza volerlo, la doppia anima di chi la anima.
Nella bio di twitter si definisce bipolare (abita ora il Polo Sud, ora quello Nord) e tiene da sempre corsi di pazzia fool-immersion per ‘guarire’ dalla normalità.
Ogni singola parola si arrichisce di metasignificati.
Il vero gioco sta tutto lì: scomporre per poi ricomporre parole che sono delle vere tessere domino.
‘Parole effetto domino. Domino parole ad effetto’, dice.
Anche le foto scattate per caso danno voce a giochi in 140 caratteri.
E, a volte, diventano pretesto (e pre testo) per prendersi gioco di alcuni tormentoni su Twitter
(come la foto scattata al porto della mia città e la didascalia: “Mi siedo sempre dalla parte del porto”).
La Pazza da qualche tempo è anche fumetto o meglio Fumatto, grazie al fumettista Marco Delrio che ogni venerdì sforna una nuova vignetta basata sui dialoghi demenziali dell’hashtag #noncicapiamopiù.
In altre parole tutto è patchwork in progress“.

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Il gioco di parola, (calembour per i francesi, wit per gli inglesi, witz per i tedeschi), è il debordare del significante sul significato, è lo slittamento della struttura del discorso che ci fa riscoprire la forza originaria del linguaggio (liberandoci dalla sua re-pressione)

Tutto è stato già detto, le parole sono logore, così come le modalità discorsive e cognitive abituali, e occorre trovare sotto la logica del discorso un’altra logica che esprima qualcosa di segreto e di nascosto. In questo universo del “già detto” la variazione di una sillaba o anche di un semplice segno della punteggiatura ci permette di ritrovare la libertà e il piacere di giocare con le parole alla ricerca di un senso nuovo.

Come un chimico che unisce sostanze diverse nella speranza di trovare miscele detonanti e nuove materie, così @sonopazzaio gioca con il linguaggio portando gli abituali schemi del pensiero linguistico verso uno “sregolamento” sistematico (“Sei troppo preciso. Vedi di darti una sregolata”) alla ricerca di un senso nuovo. Perché il linguaggio (e il mondo) ha le sue ragioni, ma @sonopazzaio ne preferisce la “follia” (“Tieniti pure le tue ragioni. Io terrò stretta la mia follia”). Così ogni singola parola si arrichisce di metasignificati, “perché il vero gioco sta tutto lì: scomporre per poi ricomporre parole che sono delle vere tessere domino”. E se ci sono pensieri che non hanno nessuna voglia di trasformarsi in parole (“Ho pensieri che non hanno alcuna voglia di trasformarsi in parole”), ci sono parole, che prese in un verso imprevisto (“i girini di parole”), si trasformano invece in pensieri nuovi (“pensieri in via di sviluppo”, “pensieri in movimento”).

Presento una selezione di tweet (ovvero “pazzate”) dell’autrice. In questa cornucopia di intuizioni folgoranti (“Sono sempre sopra le righe”), degni di rilievo sono gli hashtag che costellano e danno un ritmo alla sua timeline come #buongiornounpazzo, #pazzanotte, #sparopazzate, #noncicapiamopiù (sui fraintendimenti del linguaggio) e altri ancora. Insomma una timeline tutta da leggere (l’autrice ha anche un blog Paturnie e altre pazzate  dove dei testi più lunghi, frammenti diaristici, talora in versi, “mille parole pronte pronte lì a cadere, una dietro l’altra”, danno voce a ogni singolo pensiero dell’autrice) .

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@sonopazzaio, Tweet scelti

Il destino ce lo costruiamo noi. E’ fato a mano.

Di alcuni di voi mi piacciono gli altri.

Amo quando parliamo. E quando parli, amo.

Chi non ti calcola si è fatto bene i conti.

L’amore è una trappola. Per troppi.

Cerco la parità dei sensi.

Ho un nodo in g8la.

Non ti muovi, eppure mi commuovi. Sensazioni senz’azioni.

Tu avrai pure ragione, ma io ho sentimento.

Ci resto male. Ma resto sempre.

Non fare le cose per forza. Ma non farle nemmeno per debolezza.

Programma del giorno:
– pensare a te
– pensare a te
– pensare a te
Non necessariamente in quest’ordine.

Nell’arco di una vita ventiquattro ore sono solo una freccia.

Ho un buco allo st maco.

Tu non mi meriti. Ed il merito è tutto tuo. Continua a leggere

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Scrittori di aforismi su Twitter, Luilla

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter, l’articolo di oggi è dedicato a @_Luilla_ (Luilla). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autrice scrive di sé: “Sono cresciuta in campagna tra torte di fango e cadute dagli alberi. Il mio sogno di diventare ballerina è svanito la prima volta che mia nonna ha messo in tavola le lasagne”.

Iscritta dal novembre 2010, nel suo profilo personale @_Luilla_ scrive che è su Twitter “per cazzeggiare, figuriamoci se mi interessa fare belle figura” e in un tweet aggiunge: “Non scrivevo così tante cazzate nemmeno sui diari di scuola”.

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Il tweet comico, la cosiddetta battuta o barzelletta o cazzeggio ironico, è un modello ricorrente e spesso abusato su Twitter. E il confine tra la demenzialità e l’arguzia, tra la battuta da salotto e il lampo di un motto di spirito, tra il ridere per ridere e il ridere per sciogliere i nodi del senso è spesso sottile e impalbabile. Rispetto ai tanti, molti autori di Twitter che hanno fatto della battuta il proprio punto di forza, @_Luilla_ ha questa capacità di far ridere non solo di pancia, ma anche e soprattutto di testa, con i suoi giochi sottili di parole e di idee, con il suo scetticismo sul mondo (“Dovremmo uscire di casa a giorni alterni. Un giorno io e uno la gente”), con la sagacia psicologica, con sua inconfondibile autoironia. L’autrice non usa la comicità in modo impersonale – quasi come uno sketch da palcoscenico – ma crea una specie di diario personale dove mette in scena – essendo lei la prima a ridere di se stessa – le proprie debolezze, le proprie idiosincrasie e anche le proprie aspirazioni (spesso mancate). Dalla taglia del proprio corpo (“Io sono una 42 che non ce l’ha fatta”) alla pigrizia (“La mattina prima di parlarmi dovrebbero contare almeno fino a mezzogiorno”), dalla dieta (“Io la farei la dieta a zone ma nella mia non prende”) alla vita coniugale (“Sta cosa che quando va a comprare le sigarette poi torna sempre deve finire”), dal social Twitter (“A quei follower che rimangono con me solo una notte volevo chiedere se almeno un po’ gli è piaciuto”) alla sua poca socialità (“Tutte queste App e non ce n’è una che ti segnali se nelle vicinanze c’è qualcuno che non vuoi salutare”), @_Luilla_ crea una mitragliata davvero inconfondibile di battute, trovate, sfoghi, sghignazzate, paradossi, morsi, ditate negli occhi, insomma il meglio del peggio di questo mondo in cui viviamo.

Presento una selezione di tweet di @_Luilla_

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@_Luilla_ , Tweet scelti

La mattina prima di parlarmi dovrebbero contare almeno fino a mezzogiorno.

Dovremmo uscire di casa a giorni alterni. Un giorno io e uno la gente.

A quei follower che rimangono con me solo una notte volevo chiedere se almeno un po’ gli è piaciuto.

Eppure eravamo dei bambini che ridevano per una linguaccia o se ci “portavano via il naso”. Perché siamo diventati così non so.

“Ehi, dove credi di andare?”
“Nel panico.”

Io la farei la dieta a zone ma nella mia non prende.

Ogni volta che mi dicono “Fai quello che sai fare meglio” mi viene l’istinto di aprire il frigorifero.

Volevo chiedere a quelli che copiano se sanno già cosa sto per scrivere che non ho voglia di pensare.

I tempi cambiano. Prima se tornava all’improvviso dovevi nascondere l’amante nell’armadio ora devi lanciare lo smartphone dalla finestra.

Tutte queste App e non ce n’è una che ti segnali se nelle vicinanze c’è qualcuno che non vuoi salutare.

La mia prossima vita seppur breve sarà intensa e con qualcuno che ci tiene a me più di ogni altra cosa. Sarò uno smartphone. Continua a leggere

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Scrittori di aforismi su Twitter, Twilla_Ria

Ci sono autori su Twitter nei cui frammenti e tweet è possibile sentire un’aria di famiglia. Una comune vocazione all’umorismo e al gioco di parole come esercizio puro dell’intelligenza, come una variazione sempre brillante dell’ironia e dell’autoironia, come forma di capovolgimento degli schemi linguistici e concettuali tradizionali. Si fanno chiamare “paroletariati” e giocando su una sola parola, togliendo o aggiungendo una sillaba, ricorrendo a una assonanza riescono a ottenere degli spiazzamenti di senso davvero originali.

Un’autrice che appartiene alla schiera dei paroletariati è @Twilla_ria (Lilla), un vulcano di calembour, anagrammi, motti sferzanti, arguzie, nonsense (mentre scrivo l’autrice sta partendo per un raduno degli “storpionimi”). @Twilla_Ria ama il gioco di parole e ironizza sopra questa sua passione (“Per darci un taglio coi giochi di parole, dovrei trovare la spada di Excalembour”). La parola è lo strumento che permette di capovolgere il senso delle cose e aprire nuove prospettive (l’anagramma di parole è “apro le”). Se il gioco di parole è una specie di giostra magica, il calembour è – per usare un anagramma – il suo “bruco mela” che fa salire sulle montagne russe del senso creando vertiginose associazioni (“Amore è quando due cuori entrano in coillusione” o “Sono o non sono d’io? Non so deicidermi” o addirittura in lingua inglese “I am + You are = We amare”).

Twilla_ria_zz.jpg

Il calembour/anagramma, pur se prevalente nella timeline, non è l’unico strumento che l’autrice usa per aprire nuovi mondi. L’autrice – che dice di amare Escher e si professa “escheriana” – al modo dell’artista olandese, lancia una continua sfida – attraverso lo strumento del linguaggio – alla percezione del reale, nel tentativo di rappresentare ciò che impossibile. Oltre ai non-sense, i motti sferzanti (l’autrice le chiama anche “burle”), i palindromi e i paradossi della logica (“Se avessi un euro per ogni volta che ho avuto un euro, avrei raddoppiato il capitale” o “Faccio il conto alla rovescia delle pecore per svegliarmi”), c’è da sottolineare l’uso molto particolare della gregueria, un modello tanto caro allo spagnolo Ramon Gomez de la Serna, definito “lo psicologo delle cose” e maestro nell’usare metafore e analogie sorprendenti che mutano la nostra percezione. Ecco alcuni esempi in @Twilla_Ria: “Il firmamento, una collezione d’autografi di vere star” o Ogni volta che il cielo s’innamora della terra, è un colpo di fulmine” o “Quando ai punti esclamativi va il sangue alla testa, si riposano un po’ facendo le i” o infine “Prima che il grattacielo fosse costruito, quando il cielo aveva prurito doveva aspettare qualcuno felice che lo toccasse con un dito”.

@Twilla_Ria ironizza sul suo talento (“La mia attitudine all’anagramma è un “talento latento”), ma i suoi tweet sono acuti e originali e i 1600 follower sono davvero pochi. Nella breve nota biografica che l’autrice mi ha inviato, scrive di sé: “Mi chiamo Il-aria e ho problemi di articolazioni (nomen omen). Amo la filosofia della scienza, il cioccolato e l’enigmistica. Da grande vorreı essere meno pıgnola, ma non è facıle smetterla coı puntını sulle ı. Sono vicentina, ma non mangio gatti né li fotografo: sono Instagram-free. Il mio lavoro preferito è fare l’autrice per un programma di Deejay tv che si chiama Lorem Ipsum”.

@Twilla_Ria è su Twitter da fine 2011, “un amico m’ha suggerito l’iscrizione, battezzandomi Twilla (il mio soprannome è Lilla). Mi è subito piaciuto molto perché amo la brachilogia, così sono rimasta”.

Presento una selezione di tweet di @Twilla_Ria. Sono talmente particolari e originali che si potrebbero definire “twillarismi” (per i miei altri articoli sugli autori di Twitter si veda Scrittori di aforismi su Twitter):

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@Twilla_Ria, Tweet scelti

Se avessi un euro per ogni volta che ho avuto un euro, avrei raddoppiato il capitale.

I soldi come unica religione. Moneteismo.

Chi ha ricevuto il mio cv doveva avere un contratto apro-getto.

Avrei dovuto dormire di più col sonno di poi.

Vi è mai capitato passare la serata a setacciare i cornflakes alla ricerca dei riccioli di cioccolato perché non c’è altro cacao in casa?

Faccio jogging a km 0.

Un senso?
Nessuno.
#anagramma

Io di solito so risolverlo ma… come si fa a staccare e riattaccare gli adesivi dal cubo di Rubik di Google?

Il mondo va a rotoli doppio velo.

Faccio il conto alla rovescia delle pecore per svegliarmi.

C’è un’app per oscurare tutte le discussioni deliranti post Grillo-Vespa. S’attiva premendo il tasto Off del vostro dispositivo elettronico.

Al “wireless per tutti” preferirei “tutti wireless”,
non più burattini.

O vita, desidero ore di sedativo.
#palindromo

Sembra impassibile ma sta sfingendo

In principio era il CAOS, poi dal CASO nacque COSA.
(Perché nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si anagramma) Continua a leggere

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Scrittori di aforismi su Twitter, Mr Heathcliff

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @MHeathcliff (Mr Heathcliff).

Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autore scrive di sé: “Avevo più o meno 14 anni quando, per la prima volta, ho trovato il coraggio di leggere qualcosa di mio a qualcuno. Il risultato è stato un perculare, durato mesi, da parte di quel gruppo di persone che chiamavo ‘amici’. Ho continuato, poi, a farlo di nascosto. Ho continuato a scrivere e a rileggere, per poi stracciare, tutte le parole che scrivevo. Sono stato malato. Malato di una sorta di ‘bulimia emotiva’, dove rifiuti quello che butti fuori (o dentro?) perché non ti piaci, perché non ti accetti. Ma non puoi fare a meno di buttarlo fuori. La mia toilette era la mia stanza. Le dita in gola, la mia penna. Solo che qui non c’entrano il corpo e il cibo in senso stretto. C’entra il cibo di cui si nutre l’anima, c’entrano le parole. Poi per fortuna la vita ti prende a sberle, cambi e capisci il vero significato della parola ‘amico’ e della parola ‘vergogna’. Certo, anche su Twitter c’è chi ti prende in giro. Ma gli amici, sono un’altra cosa”.

A proposito della sua iscrizione a Twitter, l’autore mi rivela: “Heathcliff è giovane e incosciente, nasce a febbraio del 2013. Se fosse un aggettivo sarebbe ‘orgoglioso’. Qui mi ci ha portato un amico (uno di quelli veri) e come per tutti i ‘posti’ in cui non volevo entrare, son finito per non volerne uscire più”.

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Possiamo descrivere l’amore? Potremmo anche tentarci, ma questo non vuol dire che si arrivi ad una descrizione definitiva. Ognuno a suo modo ha tentato di esprimerlo a parole, ma dietro ad ogni enunciato ciò che si spalanca è un’infinita possibilità di altri enunciati. Come molti altri autori di Twitter, @MHeathcliff pone l’amore al centro delle sue riflessioni, un amore rivolto a un Tu dietro il quale potrebbe essercene altri migliaia (“Quasi 5.000 tweet scritti per la stessa persona, ma senza sapere quale”), un amore fatto di emozioni, di corpi, di ricordi, di speranze, ma anche di delusioni e assenze.

Nella timeline di @MHeathcliff l’amore si avverte, si percepisce anche dove non c’è, attraverso queste vampate di linguaggio, questi lampi discontinui che si manifestano con messaggi, simboli, ritratti inequivocabili sulla Malinconia e sulla Felicità, sul Pieno e sul Vuoto, sull’Attesa dell’Altro. L’autore sa che deve riempire il proprio già detto, il già contraddetto, con la propria storia amorosa, che si scrive e riscrive ogni giorno (“Non posso scrivere senza scriverti. Questo è tutto”), perché il discorso sull’amore è un discorso infinito. Non è un romanzo con una trama e una sua linearità, ma un’enciclopedia, un dizionario che si aggiorna costantemente, un perpetuo calendario di avvenimenti che riguardano l’altro.

In preda alle sue figure, a queste fragili e dirompenti rappresentazioni di Amore, @MHeathcliff vive, è felice e malinconico, vuoto e pieno, si sforza, si prodiga, si cristallizza, si sceglie un ruolo, produce e scalfisce e a volte perde anche.

Presento una selezione di tweet di @MHeathcliff apparsi negli ultimi 6 mesi:

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@MHeathcliff, Tweet scelti

Sarebbe tutto più facile se le cose finissero quando finiscono.

Si volevano ma non sapevano volersi. Sbagliavano strada, si perdevano sempre. Sapevano solo mancarsi. Ecco, a mancarsi erano imbattibili.

Assomigli moltissimo ad una strada senza uscita, ma nel centro di Parigi. E piena di fiori.

Hai presente la storia della farfalla e l’uragano? Ecco, la farfalla sei tu. E l’uragano ce l’ho dentro io.

Io, nelle persone che hanno ancora il coraggio di aprirsi, mi ci chiuderei dentro.

Twitter è dove guarisci dalle tue paranoie e ti ammali di quelle degli altri.

Ho una relazione clandestina con la mia malinconia. Ma vi prego, non ditelo alla mia felicità.

Non ho problemi con l’alcol, ho problemi con la realtà.

E’ amore quando le paure che senti non sono le tue.

I momenti in cui sono stato davvero felice posso contarli sulle dita di una mano, la sua.

La felicità più autentica la senti sempre un istante prima della tristezza più profonda. Solo che te ne accorgi dopo.

Era quel tipo di donna che incontri una sola volta nella vita. E che impieghi tutta la vita a dimenticare.

C’è solo una sensazione più bella dell’innamorarsi di una persona: è quando non te ne frega più un cazzo.

La solitudine pesa, ma certe compagnie ti sotterrano. Continua a leggere

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