Scrittori di aforismi su Twitter, In Mino Veritas

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @tragi_com78 (In Mino Veritas).

Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autore scrive di sé: “Sono il risultato di un lungo processo di incubazione e come i peggiori incubi sono divenuto realtà. Nella vita faccio tutt’altro, cose molto serie, di cui ora vi parl… zzzzzzzz. Okay, dicevamo? Quello che scrivo qui è il frutto di una riflessione: niente è come sembra e un niente basta a cambiare tutto. Se non ci credete, provate a fare un gioco di parole. Come ho scritto sul mio blog/sito Inminoveritas, le regole sono fatte per essere riscritte. Addirittura ho esagerato, facendo delle magliette con i miei calembour tipo ‘Tutti i nudi vengono al petting’ o ‘Mangio ogni sera dal turco. Ke barb!’ che chi visita il mio blog può ammirare in tutta la loro demenza”.

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@tragi_com78 è iscritto su Twitter dal marzo 2011: “Ho iniziato a scrivere giochi di parole su Facebook, ma così, per puro spirito dissacratorio nei confronti di chi mi pareva usare quel social prendendolo e prendendosi troppo sul serio – anche sulla cacca del cane per intenderci – ho iniziato a riscuotere un discreto successo, qualcuno intelligente m’ha detto: ‘prova Twitter’ ed io l’ho fatto. Ora eccomi qua”.

@tragi_com78 appartiene alla schiera dei calembouristi e “paroletariati” di Twitter (di cui fanno parte anche @Egyzia, @LiaCeli, @Arcobalengo, @Texxmat, @egowalter e altri ancora) che lavorano, con grande efficacia, sul linguaggio e sulle parole e che, facendo uscire la frase dai consueti binari linguistici, si divertono ad aprire orizzonti di significato nuovi e talora paradossali.

La timeline di @tragi_com78 è il trionfo dell’invenzione, della genialità e dell’assurdo. L’autore definisce i suoi tweet come “afuorismi” e mai definizione fu più azzeccata. Con un semplice spostamento di lettere, di virgole, di segni grafici (a volte basta un semplice refuso, e del resto lo scrive l’autore stesso “ho poche idee, ma refuse” ), @tragi_com78 riesce a portare le parole e le frasi “fuori” dal loro contesto abituale, creando degli imprevedibili slittamenti linguistici del senso (“parlo a vanvera perché è l’unica che mi da soddisfazioni”). Come scrive bene l’autore “I contenuti non hanno contenitori” e il gioco è proprio nel creare nuovi e paradossali contenitori che danno alle cose un nuovo contenuto.

Presento una selezione di tweet dell’autore. @Liaceli, il punto di riferimento indiscusso di questo genere, definisce @tragi_com78 un vero e proprio “agit-prop del gioco di parole”:

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tragi_com78, Tweet scelti

Per Grillo introdurrei il reato di clowndestinità

Si diventa grandi quando si ha paura di scherzare col gioco.

Ti lascio perché ti amo troppo. Ma la verità è: un’altra.

Pare amore. E’ fantasia.

AAA cercasi consonante.

Chissà com’è Carlo d’Inghilterra nella vita reale.

Scrivendo versi rimando tutto a domani.

Vivo tra alti e bassi, incostante ascesa.

Pedofili, prima o poi vescovo tutti.

Ghe Renzi mi. Continua a leggere

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Dino Basili, Code pestate

Scritti all’indomani delle elezioni europee, questi aforismi di Dino Basili, giornalista parlamentare, dovrebbero essere seguiti dalla formuletta che scorre nei titoli di numerosi film: “Ogni riferimento a persone o fatti realmente avvenuti è puramente casuale”.

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Dino Basili, Code pestate

Gl’illusionisti stanno organizzando un sindacato di categoria. Sono in esaurimento i trucchi.

Tra le cose che “stanno male a lo munno”, un raro proverbio rimarca: “no fiasco ‘n mano a lo tedisco”.

Murales. “Piuttosto che niente è meglio piuttosto”.

C’era una volta la politica dei due forni. Pare siano insufficienti: si punta al raddoppio. Le pizze sono metà scotte e metà bruciacchiate.

Norberto Bobbio invitava non calpestare i penultimi. Passate poche stagioni, urge estendere la protezione ai terz’ultimi.

Risparmiare, risparmiare. Anche nei giornali si tira la cinghia. Eccezione: la groviera dev’essere della migliore qualità, altrimenti i buchi non sanno di niente.

Controllare severamente la retorica dei numeri. Alla larga, però, da un’Authority dei dati.

L’abuso dell’espressione “metterci la faccia” spiana la strada al “faccismo”.

Per i “caduti del video”, ovverosia le vittime degli scontri mediatici, latita la pietas che circonda i morti e feriti di altre battaglie. Anche se non mancano crudeli affinità.

Nuovo corso all’università dell’Insipienza: laurea in scienze del luogo comune, con master in prosopopea.

Al termine dello stage, l’esordiente Amleto ha ritoccato il monologo: “Esserci o non esserci”.

Le corde comiche cigolano, quelle tragiche sono ammollate. L’altalena dondola pericolosamente sul tragicomico.

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Scrittori di aforismi su Twitter, Unkarmapensante

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @unkarmapensante (CaraCatastrofe). L’autrice, che è su Twitter da novembre 2011, mi scrive che non ama le bio autocelebrative e mi chiede di citare semplicemente quanto appare nella sua pagina di Twitter: “Dosarsi è da interrotti”.

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La timeline di @unkarmapensante è un inno alla gioia dell’amore (“Il palinsesto della mia felicità ripete te all’infinito”), quell’amore che capita una volta sola nella vita (“Ami una volta sola così, nella vita. E ti senti stupido e perfetto in maniera così identica, che puoi perfino sopportarlo”) e prima del quale ogni cosa sembra essere stata inutile (“Svegliarmi per 32 anni senza di te è la cosa più inutile che mi sia successa”).

Se l’amore è una “esondazione intima” che può travolgere ogni cosa e la sua catastrofe può essere meravigliosa (“Siamo esondazioni emotive. Ci guardiamo travolgerci. La catastrofe può essere meravigliosa”), anche lo stile che lo descrive deve essere “esondante”. I tweet di @unkrmapensante non sono una proliferazione di asserzioni e ragionamenti dove la verità rischia di morire strangolata per troppa razionalità o ironia, ma un lampeggiare di immagini e intuizioni e sensazioni nude che passano, quasi sempre, attraverso la pelle più che attraverso la mente (“Chi dice che al cuor non si comanda, non ha mai avuto a che fare con la pelle”) e concentrano nella brevità di un istante la totalità armoniosa – e anche vertiginosa – di due persone che si amano. Così la scrittura di @unkarmapensante è piena di immagini, metafore e simboli che mostrano analogie potenti e impensate: “Sei viva, distesa, potente. Potresti essere il mare, il cielo, tutto quello che ti pare” o anche: “Ti porto sulla luna a prendere il sole” o anche “Io e te siamo la ciambella con il buco, l’erba del vicino, la botte piena, l’oro in bocca, la lingua che batte, chi la dura, chi la vince”. Il corpo, in particolare le labbra, i denti, la pelle, “sono la fionda di tutti i sensi”, e creano un linguaggio originale, fisico, corporale: “Tu scrivi, io ti bacio. Mica lo sanno, gli altri, da quanta lingua passano le nostre parole”.

Presento una selezione di tweet di @unkarmapensante:

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@unkarmapensante, Tweet scelti

Svegliarmi per 32 anni senza di te è la cosa più inutile che mi sia successa.

La gente sparisce in cento modi, torna in altri mille, non se ne va mai in cinquecentomila.

La felicità la misuri da quanta ginnastica al giorno fanno le tue guance.

Siamo esondazioni emotive.
Ci guardiamo travolgerci.
La catastrofe può essere meravigliosa.

Non conta dove gli occhi si posano.
Conta dove tornano.

Le mie labbra, con te, sono al parco giochi e hanno biglietti per ogni attrazione. Neanche ci pensano, allo zucchero filato

Ci sono punti del corpo sui quali le labbra fanno un rumore adesivo, diverso, morbido. Io me li sentirei anche con le cuffie, certi baci.

Lontano è subito troppo perché vicino non è mai abbastanza.

Mi svegli in certi modi che io vorrei addormentarmi centomila volte al giorno all’improvviso e dovunque.

C’è un istante perfetto, che si mangia gli altri. Puoi digiunare anche tutta la vita, dopo.

Quelli che sanno leggerti. Non è mica facile, sapete.
Cioè, le parole in fila sono una cosa, le parole nella fila giusta sono un’altra.

Le password restano più delle persone. Perché aprono tutto, mentre le persone ti chiudono dentro

A volte leggi qualcuno che scrive bene cose che non ti piacciono. Rimani interdetto, ti innamori con un disappunto implacabile.

I ricordi non sono la storia. Sono i ricordi. Niente è più personale, meno dimostrabile

La gente si sistema le parole meglio dei capelli, ma raramente è più interessante che bella.

Io sono pazza dei silenzi giusti.
Quelli che dice tutto la pelle.

Il torto è una ragione che non sa difendersi.

Ti porto sulla luna a prendere il sole.

Solo il tempo non è risarcibile.
Non in tempo, almeno.

Le ultime dieci pagine di un libro. La fatica tra chi legge e chi scrive è tutta lì. Nel tenersi quando ci si sta per perdere. Continua a leggere

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Scrittori di aforismi su Twitter, Egowalter

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @egowalter (Walter Ego). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autore scrive di sé: “Nacqui da pochi, ma onesti genitori e crebbi con gli stessi pochi, ma onesti genitori. Malgrado le loro amorevoli premure non fecero in tempo a vaccinarmi contro il virus dello scrivere e mi ci ammalai verso i cinque anni. Da allora sono passati decenni e non ne sono ancora guarito. Scrivere è una condanna. Per gli altri.”

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@egowalter si è iscritto a Twitter nel dicembre 2010. “Mi iscrissi a Twitter per una sfida verso me stesso. Di natura non so essere sempre sintetico e obbligarmi al minuscolo mi attirava terribilmente. Volevo usare Twitter come palestra (per me stesso), al tempo stesso infliggendo ai miei adorabili follower qualche malsano giochetto di parole, mania che da sempre mi perseguita. Quando mi iscrissi a Twitter cercavo un nom de plume adatto a rappresentarmi come alter ego, e Walter Ego (@egowalter) mi parve, per l’appunto, un nick adatto. Mi piace considerare @egowalter come un pupazzo a cui io, come un ventriloquo, dò voce”.

La Timeline di @egowalter è un fuoco di artificio di calembour, invenzioni verbali, nonsense, trovate, doppi sensi, immagini capovolte, battute, e così via. E’ un trionfo dell’invenzione, della genialità e dell’assurdo. Nel citare tra i suoi tweet un famoso aforisma di Cioran “Queste idee che sorvolano lo spazio e che, d’un tratto, cozzano contro le pareti del cranio”, @egowalter spiega molto bene il suo modo di scrivere. E’ come se nello spazio ci fossero queste idee (e immagini) piene di possibilità e di paradossi. E nel cozzare contro il cranio (o l’ego) dell’autore, dessero luogo ad associazioni inusitate e fulminanti. In questa officina creativa di idee e di immagini (“Odio dire cose già dette da altri” c’è scritto nel suo profilo), @egowalter usa con grande originalità e disinvoltura il gioco di parole (calembour per i francesi, wit per gli inglesi). Con minimi spostamenti di una lettera, talora anche di un apostrofo opera continui cambi di senso (“Penso e modifico me stesso. M’edito” oppure “L’amore ha i suoi tempi e i suoi m’odi”). A volte basta solo modificare la punteggiatura della frase precedente per ottenere effetti imprevisti: “Qui. E te. Quiete” ovvero togliere una semplice lettera dalla parola: “Carpe DM”. A volte è persino sufficiente il suono onomatopeico della parola per creare il tweet originale: “Mastico un po’ di grammatica generativa. Chomsky Chomsky”. L’effetto è sempre quello di una sorpresa, come se il lettore assistesse al numero di un funambolo del linguaggio e del senso che guizzi da un trapezio all’altro con le sue piroette e volteggi mentali.

@egowalter appartiene a quella schiera di “paroletariati” di Twitter (di cui fanno parte anche @Egyzia, @LiaCeli, @Arcobalengo, @Texxmat e altri ancora) che lavorano, con grande efficacia, sul linguaggio e sulle parole e che, facendo uscire la frase dai consueti binari linguistici, si divertono ad aprire orizzonti di significato nuovi e talora paradossali. Presento una selezione dei migliori tweet di @egowalter apparsi nell’ultimo anno:

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@egowalter, Tweet scelti

Cambiate idea ogni tanto, altrimenti la testa sa di chiuso.

Ti ho sempre amata, senza se e senza ma. Ti ho mpre ata.

Amicizia è condividere ciò che si sa.
Amore è condividere ciò che non si sa

Penso e modifico me stesso. M’edito.

Il passato è un museo di statue di c’era.

La vita è breve, in parole polvere.

La mia vicina di casa è iscritta a Twitter. La tipica ragazza della porta account.

Le 3 cose che ci rendono famosi nel mondo:
– spaghetti
– pizza
– “ci scusiamo per il disagio”.

Gli esseri umani si dividono in due categorie: gli esseri e gli umani.

C’è gente il cui piatto preferito è l’encefalogramma. Continua a leggere

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Scrittori di aforismi su Twitter, Eloisa_pi

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @eloisa_pi (una stronza). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autrice scrive di sé: “In realtà di me non ho molto da dire. Sono tutto quello che scrivo, forse. E le parole ‘scrittrice/autrice” messe nella stessa frase accanto al mio nome non mi suonano granché bene …”. E aggiunge: “Sono sarda. Vivo al mare, vivo il mare, lo respiro. Non potrei stare in nessun altro posto del mondo”.

@eloisa_pi è su Twitter dal dicembre 2010, ma ha fatto passare almeno un anno prima di scrivere (il primo tweet è del 24/10/2011). Alla mia domanda su perché scriva su Twitter mi ha risposto laconicamente: “Il giorno in cui lo scoprirò, probabilmente sarà il giorno in cui smetterò di farlo”.

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Sognatrice delusa (“forse lo sono stata, una sognatrice, ora sono solo una persona fin troppo realista”), sarcastica (“Sarcasmo: l’ultimo rifugio per le persone modeste quando l’intimità della loro anima è stata troppo violata” afferma l’autrice citando Fëdor Dostoevskij), @eloisa_pi scrive tweet che ci fanno vergognare delle nostre debolezze e ipocrisie e incoerenze. Con uno stile forte, schietto, tagliente come una lama (“Tutto quello che si scheggia diventa tagliente. Anche le persone”) @eloisa_pi rigira le sue frasi nella piaga e ci fa arrossire dell’immagine interna che abbiamo di noi stessi. Da solo, l’uomo aggiusta ogni cosa in modo che gli venga comoda, da solo è un’irresistibile bugiardo. Non dirà mai a se stesso qualcosa di veramente spiacevole, senza controbilanciarlo subito con qualcosa di lusinghiero. Ma in questa ipocrisia, che è solo una finta valvola di sicurezza, le frasi di @eloisa_pi arrivano improvvise e inaspettate e ci mettono davanti a noi stessi, facendoci dire: “Ma questo sono io”.

Frasi come “Quelli che credono di farti ‘la carità’, lo sanno che in realtà è a loro che serve?” o “Peggio del parlare da soli c’è solo il non ascoltarsi nemmeno” o “Certe cose non cambiano mai. Come quelli che sputano nel piatto in cui mangiano, ma poi ci fanno anche la scarpetta” o “Sei bravo a dire quello che pensi. E quello che senti?” (e potrei citare decine e decine di altri frasi), risuonano nella nostra mente e ci tolgono una innocenza che forse era attraente ma che in realtà era solo di comodo. Perché anche nelle situazioni più sicure e apparentemente rosee c’è sempre qualcosa che non torna e quel qualcosa siamo noi, come scrive l’autrice a proposito di se stessa: “C’è sempre qualcosa che non torna. Io, ad esempio”.

Presento una selezione dei migliori tweet di @eloisa_pi:

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@eloisa_pi, Tweet scelti

I difetti vanno saputi portare. Che i pregi stanno bene a tutti.

Perché almeno una volta ogni tanto, anziché la cosa giusta, bisognerebbe fare la cosa che rende felici.

Le cose che scegli non sono mai quelle che ti cambiano. Ti cambiano quelle che scelgono te.

Chi è bravo con le parole, in realtà, cerca solo qualcuno che lo faccia rimanere senza.

Le occasioni sprecate sono un vero peccato.
Anche perché di solito sono persone.

Se usi solo le mani non potrai mai toccare tutto.

Non sono sicura di voler vivere in un mondo dove due uomini che si amano fanno più paura di due uomini che si ammazzano.

Quelli che credono di farti “la carità”, lo sanno che in realtà è a loro che serve?

Credo agli occhi di pochi. Non alle bocche di tutti.

E se proprio devo essere una tessera del puzzle, sarò solo quella mancante.

Il giorno in cui la smetterete di pensare che i retweet siano scambi di favori, twitter sarà un posto migliore.

Peggio del parlare da soli c’è solo il non ascoltarsi nemmeno.

Siamo sempre dappertutto e con chiunque.
Ma mai dove e con chi vorremmo.

Fatevi togliere il fiato prima dei vestiti. Continua a leggere

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Pino Caruso, Appartengo a una generazione che deve ancora nascere

Su Pino Caruso (popolarissimo attore, capace di passare con estrema disinvoltura, e pari efficacia, dal comico al drammatico, considerato dalla critica teatrale tra i più grandi della scena europea) avevo scritto un articolo a proposito del suo libro di aforismi Ho dei pensieri che non condivido edito nel 2009. In questi giorni, nelle edizioni Rai Eri, è uscito un nuovo libro di aforismi dell’autore che si intitola Appartengo a una generazione che deve ancora nascere che, ancora una volta, conferma la brillantezza di contenuti e l’umorismo dell’autore.

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Per Pino Caruso l’umorismo è il sesto dei cinque sensi (“I cinque sensi sono sei. Il sesto è quello dell’umorismo”) ed è l’espressione più alta della conoscenza perché è lo “strumento più serio” per approndire l’essenza delle cose. Ma in Pino Caruso non c’è solo umorismo (un umorismo di cui il genere aforistico italiano è povero, portato più verso l’ironia e il sarcasmo). In lui c’è anche una vena di malinconia e disincanto. Una malinconia e un disincanto che nessun calembour riesce a dissipare, nessun sorriso a incrinare perché c’è nell’autore l’amarezza di far parte di una generazione che “deve ancora nascere” in un mondo – di cui l’Italia è l’emblema – privo di qualsivoglia etica, intelligenza e cultura.

Per Pino Caruso “un libro di aforismi è un saggio che procede per sintesi” ed è anche una delle forme per raccontare la vita i suoi insegnamenti che altrimenti si perderebbero nell’oblio: “La vita si cancella mentre avviene e se nessuno la racconta è come se fosse mai avvenuta”. Come nel precedente libro, anche questo è diviso in due parti: la prima, divisa in 15 capitoli contiene aforismi sui temi più vari con una particolare attenzione per la politica italiana, i libri, la cultura (il tema del taglio dei fondi per la cultura risuona come un grido in tutto il libro), il teatro, l’amata Sicilia, il tempo che scorre. Addirittura c’è un capitoletto particolarissimo (un unicum nella storia dell’aforisma) contro i cosiddetti “divoratori” di carne. La seconda parte del libro contiene invece micro-racconti, riflessioni, ricordi, divagazioni su persone e temi dell’attualità.

Lo stile dell’aforisma di Caruso è breve (raramente supera una riga), tagliente, incline alla verità ma anche al dubbio (“Per amore della verità coltivo il dubbio”) con uno uso molto mirato dell’antitesi e del paradosso che hanno come bersaglio la banalità e i luoghi comuni della nostra epoca. Presento una breve selezione dei migliori aforismi (sono più di 500) tratti da Appartengo a una generazione che deve ancora nascere:

Pino Caruso, Appartengo a una generazione che deve ancora nascere

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In Italia quando qualcosa non funziona, gli cambiamo nome.

La felicità mi fa paura: è come se avesse un secondo fine.

Gli uomini trascorrono la prima metà della loro esistenza sognando il futuro e la seconda rimpiangendo il passato.

Abuso degli amici, perché con i nemici non mi riesce.

Con me ho solo me stesso: a volte, mi sembra poco, a volte troppo.

L’Italia è la culla del diritto. Ecco perché spesso la legge vi si addormenta.

In Italia, stiamo facendo di tutto per distruggere il nostro Paese; ma, essendo maldestri, forse non ci riusciremo.

Ci sembra niente, il silenzio, invece è tutto: c’era prima del mondo e ci sarà anche dopo.

In Italia, abbiamo inventato i socialisti di destra. Presto inventeremo i cattolici atei.

Il ministro dell’economia Tremonti dice: “La cultura non si mangia”. Nemmeno l’aria! Purtroppo senza, si muore.

Il Paese è peggiore dei suoi politici; altrimenti avrebbe altri politici.

In Italia tutti scrivono libri, ma molti non leggono nemmeno il libro che hanno scritto.

Se continua la crisi, il teatro, in Italia, rischia di diventare un luogo dove quattro gatti vanno a sentire quattro cani.

La cultura, in tv, è come la pornografia: trova spazio solo di notte.

Prima dei siciliani, in Sicilia, sono arrivati i fenici, i greci, i romani, gli arabi, i normanni, i francesi, gli spagnoli, persino gli americani… si spera che, alla fine, arrivino anche i siciliani.

Gli spagnoli scrivono Fabricado en España; i francesi Fabriquè en France; i tedeschi Hergestellt in Deutschland; i portoghesi Fabricado em Portugal; gli italiani Made in Italy.

Gli italiani non conoscono la pronuncia dell’inglese, ma compensano il difetto ignorando anche quella dell’italiano.

Festeggiare, a Pasqua, la Resurrezione della Carne con una strage di agnelli è un tragico controsenso!

Mi sono distratto ed eccomi vecchio; un’altra distrazione e sarò morto.

I giovani non si accorgono d’essere giovani e non si godono la gioventù. I vecchi si accorgono di essere vecchi e si rovinano la vecchiaia.

 

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Scrittori di aforismi su Twitter, Alemarsia

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @alemarsia (permalosame). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autrice che si definisce “di poche parole e di poche persone” scrive: “Abito in Calabria, nella provincia di Reggio Calabria. Ed amo il mare”. E in uno dei suoi tweet più famosi scrive: “Dovremmo avere tutti una vita vista mare”.

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@alemarsia è iscritta su Twitter dal marzo del 2011, “Il mio nick è solo la crasi del mio nome e cognome, e permalosa lo sono davvero. Ho iniziato per curiosità non avendo altro fine che quello di divertirmi” mi scrive l’autrice che in un tweet commenta ironicamente: “Twitter è il social per asociali egocentrici, proprio come me”.

Nei suoi tweet spesso @alemarsia scrive delle massime improntate alla semplicità: sono verità che ci recano una conferma, cose che sentiamo anche noi nello stesso modo, che abbiamo pensato spesso, che sono in contrasto con l’opinione tradizionale dei superficiali e dei qualunquisti che popolano il mondo. Ma @alemarsia sa coniare anche tweet fatti di paradossi, incroci rivelatori, giochi di parole sorprendenti. In questi capitomboli del senso si compie l’iniziazione del lettore alla vera natura delle cose, al di fuori dei logori e consueti schemi mentali: “Nessuno ha il diritto di metterti i piedi in testa. Tranne tuo figlio nel tentativo di toccare le stelle” oppure “Occhi bellissimi in cui perdersi ed occhi bellissimi in cui ritrovarsi. Se coincidono è amore” o “Ho cercato la felicità ma era impegnata a giocare con un bambino a palla. Ho preferito guardarla da lontano”.

Come in molti altri autori al centro delle riflessioni di @alemarsia c’è il rapporto con le persone. Con grande lucidità e con uno stile tagliente come una lama, l’autrice descrive l’incomunicabilità, l’egoismo e il logoramento delle relazioni interpersonali: “Se dici alle persone quello che pensi passi per polemico, quello che senti per sdolcinato, quello che fai per egocentrico. Meglio soli.” o “Ci sono persone che entrano nella tua vita solo per ricordarti di chiudere la porta a chiave più spesso” o “Le persone ti feriscono e lo fanno come se niente fosse. Come se tu fossi niente” o o infine: “C’è chi è la brutta copia di una bella persona”. In un gioco di smascheramento della maschera ipocrita dietro la quale le persone si nascondono, @alemarsia scrive tweet senza ironici e senza pietà come questi: “Scendi dal piedistallo, ti si vedono le mutande”.

In questa visione disincantata, si salvano solo poche persone tra cui i bambini (“Le uniche persone che vale la pena di rincorrere sono i figli, mentre si gioca con loro ad acchiapparella”) e il “tu” della persona amata (“Non voglio darti del ‘tu’, voglio darti del ‘mio'”).

Presento una selezione di tweet di @alemarsia:

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@alemarsia, Tweet scelti

La vera gelosia scatta quando qualcuno fa ridere la persona amata meglio di quanto ci riesca tu.

Nessuno ha il diritto di metterti i piedi in testa.
Tranne tuo figlio nel tentativo di toccare le stelle.

Dovremmo avere tutti una vita vista mare.

Se dici alle persone quello che pensi passi per polemico, quello che senti per sdolcinato, quello che fai per egocentrico.
Meglio soli.

C’è chi spreca parole.
C’è chi spreca persone.

Indossare la vita e tuffarsi nel mare delle possibilità.

Ho cercato la felicità ma era impegnata a giocare con un bambino a palla.
Ho preferito guardarla da lontano.

Occhi bellissimi in cui perdersi ed occhi bellissimi in cui ritrovarsi.
Se coincidono è amore.

Se non sai cogliere l’ironia, piantala.

Non ho paura del tuono.
Ho paura del tuo no.

Non abituare mai le persone alla tua presenza e spera che non si abituino mai alla tua mancanza.

A far viaggi mentali siamo bravi tutti. A disfare i bagagli emozionali non so.

Non voglio darti del ‘tu’, voglio darti del ‘mio’.

Il vero sta bene con tutto.

Inutile imporre la propria presenza a chi non nota la tua assenza. Continua a leggere

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