Scrittori di aforismi su Twitter, Alberto Sorge

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato ad Alberto Sorge (@albertosorge). Nella breve nota biografica che l’autore mi ha inviato, scrive di sé: “Tra poche settimane compio 31 anni. Il tempo che passa non mi piace. Una cosa che mi piace molto,invece, è la mia ragazza, Giulia. Vivo da sempre di contraddizioni. Ho due lauree (Dams-Lettere e Filosofia) ma non mi è mai piaciuto studiare. Ero un pessimo studente. Ora qualche volta mi capita di insegnare. Lavoro nel cinema underground da quando avevo 19 anni. Sceneggio, lavoro in produzione, faccio qualche altra cosa senza senso. Viaggio tanto. Guadagno pochissimo. D’estate lavoro in spiaggia. Nella mia vita sono stato dipendente da tutto, compresa qualche persona. Vivo al nord-est, ho l’accento settentrionale, ma la mia famiglia è per metà romana.giallorossa (credo che il nome Alberto messo in funzione del cognome Sorge sia una sorta di omaggio ad Alberto Sordi ma non l’ho mai saputo con certezza). Nonno paterno è toscano, nonna campana. Ci sono tanti luoghi che mi rappresentano o più probabilmente non ce n’è nessuno. Forse solo Roma, ma certe volte io mi dimentico di lei e lei si dimentica di me”.

@albertosorge scrive su Twitter dal marzo 2012 (“Scrivo se ho voglia, quando ho voglia. Posso stare anche molti giorni senza sentire l’esigenza di buttare giù qualche frase. Vado. Torno. Sparisco. Ricompaio”). E sempre a proposito di Twitter l’autore afferma: “Non sono mai stato ‘dentro’ ad un social network in vita mia. Mi sono iscritto a Twitter inizialmente per promuovere le mie iniziative professionali (video, film, libri ecc), poi però ho iniziato ad usare questo spazio per scrivere di me, per tenere un diario che non ho mai avuto tempo o coraggio di tenere negli anni. Pensieri sparsi, battute, frasi introspettive. Boh, non lo so neanch’io. Uno sfogo, forse. O un antidoto alla noia, più verosimilmente. Le cose più brutte che mi sono successe nella vita non le scrivo mai esplicitamente: sono geloso del dolore, e sono pudico nel ricordare chi non c’è più”.

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Nei suoi tweet @albertosorge usa un linguaggio estremamente colloquiale (“Anche se posso definirmi – immodestamente – una persona abbastanza acculturata, prediligo la scrittura semplice, lineare, realista, quasi ‘proletaria’, perché non dimentico mai chi sono stato e chi sono. Le mie frasi spesso sono piene di parolacce perché non sono nato ad Oxford”). Tuttavia, proprio tramite questo linguaggio di “superficie” @albertosorge riesce a toccare corde interne e segrete di valore universale (“Amo le frasi scritte senza pensare. Quelle che ti vengono così. Quelle che dietro ci vedi una vita piccola. E davanti un sentimento enorme”).

In modi e con toni diversi il contenuto dei suoi tweet è sulla felicità (e sulla sua mancanza) sull’amore e sulla relazione uomo-donna. Su questi temi @albertosorge si sofferma con ironia pungente (talora ai limiti della sfrontatezza) ma anche con malinconia ponendo l’accento sulla condizione di diversità del mondo femminile e maschile e su quella dimensione di vuoto/pieno dei sentimenti. Degni di rilievo sono anche i tweet dove @albertosorge passa in rassegna la dittatura sconsolante di tipi e caratteri del nostro tempo: simulatori, vanitosi, opportunisti, ignoranti, incoerenti, etc, tutti vestiti della loro ipocrisia e banalità (“Persone talmente banali che prima di morire rivedranno il film della loro vita diretto da Carlo Vanzina”).

Presento una selezione di tweet di Alberto Sorge apparsi nell’ultimo anno.

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@albertosorge, Tweet scelti

Alle donne piacciamo se siamo belli da vedere, duri al primo impatto e dolci in profondità. Non vogliono uomini. Vogliono i Ferrero Rocher.

In amore vince chi ride, chi piange, chi aspetta, chi trema, chi va, chi torna, chi resta. In amore vincono tutti. Perde solo chi fugge.

Il problema è che ora ci sono sempre meno persone sulle panchine.
E le panchine erano un posto perfetto per promettere qualcosa a qualcuno.

‘Ciao pianta, io esco, ci vediamo tra 4 giorni, poi torno, tanto tu dove cazzo vuoi andare che non puoi spostarti? Ti amo pianta. Pensami’

Se vi fate i selfie vicino al cesso non vestitevi di bianco sennò ci confondiamo.

La cosa splendida del parlare con gli occhi è che non ci sono mai errori grammaticali. Gli sguardi sono frasi perfette.

Ci sono persone che non si conosceranno mai, ma che si riconoscerebbero ovunque. È il gioco del destino. Un gioco che non fa ridere nessuno.

Devo farmi tradurre i tweet in cinese e puntare al mercato orientale che qua ormai vi ho già dato tanto.

Le mie buone intenzioni sono andate a comprare le sigarette nel 1996 e non sono ancora ritornate.

Si ammira la bellezza. E si teme l’intelligenza. Per questo quando arrivano entrambe, nello stesso istante, si prova paura nel desiderare.

Se si ama davvero la distanza non sarà mai un ostacolo. Capita di tenersi per mano anche da lontano.

Bisogna scegliere sempre.
Non prendere mai posizione è il ‘basta che respiri’ dell’intelletto.

Devo cambiare lo sceneggiatore dei film che mi faccio perché scrive sempre dei finali di merda.

Lui voleva lei ma lei voleva me ma io volevo l’altra ma l’altra voleva un altro ma lui voleva un topolino che per due soldi mio padre comprò

Se volete potete scrivere nel curriculum che una volta avete interagito con me su twitter.

Che strano.
La gente mi dice ‘ti vedo assente’ e non capisce che questa è solo un’esercitazione per quando lo sarò davvero.

La cosa che temo di più della secessione veneta è che il prossimo anno forse ci ritroviamo il Chievo in Champions League.

Se Ungaretti avesse scritto ‘Mi illumino d’immenso’ sul Tuitter avrebbe ricevuto 3 retweet, 6 stelline, e una miriade di ‘non l’ho capita’.

-Ti lascio perché ti amo troppo-
-Sì, e io mi faccio le seghe per migliorare la circolazione dell’avambraccio-

Non per vantarmi ma una volta ho scritto una lettera d’amore, l’ho accartocciata e ho centrato il cestino con un tiro da tre punti stupendo.

Per fortuna che questo fine settimana c’è bel tempo, sennò poi la gente sta a casa, si annoia e apre un blog.

Sei la persona sbagliata arrivata nel momento sbagliato incontrata nel posto sbagliato.
Le probabilità che mi innamori di te sono altissime.

Il problema è che dei perfetti sconosciuti, alle volte, sono davvero perfetti.

Continuo a pensare che ‘Non devi avere paura’ sia la frase d’amore più bella di sempre.

Capita di vivere di prime volte. Di secondi fini. Di terzi incomodi. Di ultime occasioni. E poi, forse, capita che non ci capiteremo più.

Persone talmente banali che prima di morire rivedranno il film della loro vita diretto da Carlo Vanzina.

Non sono megalomane.
Dico solo che finora non sono mai morto, e quindi non potete sapere se dopo tre giorni rinasco oppure no.

Gli inglesi dicono ‘Cadere in amore’.
Noi siamo naif e diciamo ‘Innamorarsi’.
Cioè. Sappiamo che fa male, ma facciamo finta di niente.

Chissà cos’hanno fatto di male i congiuntivi nella loro vita precedente, per meritarsi questo trattamento.

Scusa ma ti chiamo amore e poi ti chiamo un taxi così ti levi dai coglioni.

Seguo uno che scrive minchiate tipo ‘Spogliati di sorrisi’ ma non lo defalco perché mi sembra anziano e ho paura che gli prenda un colpo.

-Pensi ancora a lei?-
-Ma no, ora sto bene-
-Per fortuna ti sei ripreso, ormai non la senti già da tanto-
-Sì, da 4 mesi, 3 ore e 28 minuti-

Disprezzano Sanremo ma lo guardano.
Odiano Grillo ma lo votano.
Criticano Twitter ma non si cancellano.
Ciao coerenza ciao.

Ragazzi, state attenti.
Oscar Wilde vi copia i tweet senza menzionarvi.

A volte gli uomini preferiscono il calcio alla figa perché la Champions League, quando pensi ai cazzi tuoi, non ti dice ‘Ti sento distante’.

Nell’ultimo mese ho visto più Renzi che la mia ragazza.

Una frase può fare malissimo.
Non è il cosa, ma il come.
Perché le parole cattive non esistono. Ma le persone cattive sì.

La vita è come il calcio.
Fai 17328290 gol, poi sbagli un calcio di rigore, e tutti si ricorderanno di te per quel cazzo di rigore.

Trasformiamoci in veli pietosi e andiamo a stenderci da qualche parte.

Mi seguite. Mi cancellate. Mi riprendete. Mi lasciate di nuovo. Mi fate cuori. Poi mi insultate.
Ho un account che sembra un motel a ore.

Quando ti mostrano una foto e tu cerchi lei prima di cercare te stesso.
Boh. Forse l’amore è una roba simile a questa.

-Mi sono innamorato-
-Contro chi?-

-Sei riuscito a dimenticarla?-
-Certo, lo faccio ogni giorno-

Va sempre così.
Chi sogna non sa pensare ad altro. E chi viene sognato ha altro a cui pensare. La vita ha un senso dell’umorismo di merda.

Certi amori non finiscono.
Fanno dei giri immensi, e poi si dimenticano di ritornare.

La normalità. L’anormalità.
Se ci pensi, si pronunciano allo stesso modo.
Se ci pensi, sono la stessa cosa.

Classifiche. Ritrovi. Premiazioni. Gruppetti. ‘Gente che conta’.
Rilassatevi. Siamo su Twitter.
Non siete un cazzo come tutti noi.
Saluti.

Non c’è spazio per tutti.
Se ci hanno fatto con un cuore solo un motivo ci sarà.

Quel giorno era ancora più bella.
Aveva il viso di chi ha scelto.
E non voleva più tornare indietro.

Aspetto ancora i regali che avevo chiesto nella letterina del 1991, 1992 e 1993 ma non mollo, forse Babbo Natale viaggia con Trenitalia.

Siamo tutti i Jalisse di qualcuno.

Chi non sceglie mai merita di non essere scelto mai.
I punti di sospensione fanno cagare nelle frasi.
Figuriamoci nella vita.

Fanno i poeti su Twitter ma pensano che Oscar e Wilde siano due persone diverse.

Giudicare una persona da una frase è stupido.
Non siamo quello che scriviamo.
Siamo quello che decidiamo di non scrivere.

Era figa ma non capiva un cazzo.
Era Miss Understanding.

Un ‘ti voglio bene’ è cosa da dire a pochi.
E’ come consegnare le chiavi di noi stessi.
Qualcuno potrebbe entrarci dentro e rubare tutto.

Risolviamo questa cosa da persone mature.
Tu inizia ad urlare. Io mi tappo le orecchie.
Poi facciamo la pace e giochiamo a nascondino.

E poi le persone se ne vanno.
E non è mai facile capire se ciò che ci hanno lasciato è più di quello che si sono portate via.

Spesso non ci innamoriamo di una persona. Ma ci innamoriamo di noi stessi, quando stiamo accanto a quella persona.
Che cosa strana.

Adoro scrivere per qualcuno che non può leggermi.
Certe cose si fanno così, senza motivo. Senza voler nulla in cambio.
Ed è bellissimo.

Mille motivi per andarsene.
Ed uno solo per restare.
Ma quell’unico motivo, cazzo, ha degli occhi bellissimi.

Seduto a braccia conserte ad osservare cuore e mente che litigano per l’ennesima volta.
Loro si fanno la guerra.
Io perdo.

Scrivere è un po’ come scopare.
Nessuno ti insegna come si fa.
Se hai talento, poi vogliono rileggerti.
E te la danno ancora.
La fiducia.

Ciao soffitto.
Dove eravamo rimasti?

l tweet di Melissa Satta ‘Sushi ti amooooo’ che riceve tipo 1000 retweet.
Grazie Twitter. Ci regali sempre grandissime emozioni.

Era una storia triste.
Iniziava con ‘Vivevano felici e contenti’ e finiva con ‘C’era una volta’.

L’ironia è libertà.
L’autoironia è intelligenza.
L’ironia di gruppo, sempre contro la stessa persona, è solo vigliaccheria.

L’anagramma di ‘Ti ho preso’ è ‘Ti ho perso’.
A volte sembra che anche la lingua italiana voglia prenderci per il culo.

Si sta come d’autunno il Milan in campionato.

Non è che mi manchi.
È solo che se tu non ci sei, io ci sono un po’ di meno.

Io me la ricordo ogni giorno, più volte al giorno.
Ricordo e sorrido.
Perché tutti hanno le mani. Ma lei sapeva stringere.

Quando una donna si innamora lo capisci subito.
Da un giorno all’altro diventa più bella.

L’amore è cieco.
L’amore è l’arbitro di Fiorentina-Napoli.

-Mia moglie mi ha lasciato, ho perso il lavoro, non ho più una casa e non sto più su Twitter-
-Cazzo, è terribile. Quanti followers avevi?-

“L’amore è quando due si prendono la mano e camminano e se uno va più veloce di quell’altro, poi quell’altro lo aspetta”
[Giada, 6 anni

-Devo dirti una cosa bella e una brutta-
-Prima la bella-
-Sei la mia vita-
-Wow!! Ora dimmi la brutta-
-La mia vita mi fa cagare-
-Ah-

-Devi togliertela dalla testa-
-E come si fa?-
-Devi smettere di amarla-
-E come si fa?-
-Devi togliertela dalla testa-
-Ah,ok. Chiarissimo-

La differenza tra chi crede di essere innamorato e chi lo è davvero è semplice.
Il primo scrive ‘mi manchi’.
Il secondo se la va a prendere.

Un navigatore donna.
“Alla prossima gira a destra. Ti sento distante. Mi trascuri. Poi prosegui dritto. Sei uno stronzo. Dobbiamo parlare”

Venite già photoshoppati.

Due tristezze messe insieme non fanno una tristezza grande, ma qualcosa che sembra felicità.
Perché i sentimenti se ne fottono della logica.

Stavo bene quando in Nazionale c’era Roby Baggio, su Italia 1 Beverly Hills 90210 e nella mia camera Dylan Dog da tutte le parti.

Che palle chi sa sempre cosa dire. Chi non sbaglia mai. Chi fa ogni volta la cosa giusta.
Vincere sempre è da veri perdenti.

La differenza tra un ‘Sei proprio figa’ e un ‘Sei proprio bella’.
Nel primo caso te la vorresti fare.
Nel secondo te la vorresti tenere.

A 10000 followers faccio il calendario sexy.
Il ricavato sarà devoluto a favore delle vittime del ‘buongiorno mondoooo’ e dei ‘sapevatelo’.

Quando pensare di non pensarti, in fondo, è già pensarti.

Ieri mi hanno invitato ad una festa dove non conoscevo nessuno.
Mi sentivo come il Sassuolo in Serie A.

Se non ti tocca i capelli non è un bacio.

Le storie migliori iniziano con la testa che dice al cuore ‘Lei non è la persona giusta per te’. E con il cuore che se ne fotte della testa.

Osvaldo e Balotelli in attacco. Se mettono una figa dietro la porta della Repubblica Ceca, in due fanno 65 gol.

La bellissima sensazione di restare senza parole. Perché se non riesci più a dirlo, devi per forza farlo.

A volte la felicità scoppia senza motivo. Sorridi e non sai perché. E non ti interessa. In fondo noi siamo fatti per sentire. Non per capire

Quando inizio un libro devo finirlo. Anche se non mi piace. Anche se lo trovo poco interessante. Faccio così anche con le persone.

Ho 29 anni. Per i 18enni sono un vecchio. Per i 40enni sono un giovane. Per i 60enni sono un ragazzo. Per me, una birra. Fredda. Grazie.

Che strano. Riusciamo ad essere spietati solo con le persone a cui teniamo di più. Da loro pretendiamo tutto. A loro non perdoniamo nulla.

‘Portami via da tutto’ è la cosa più bella da sentirsi dire. E poi non bisogna pensarci su. Solo andare. Dove non ha importanza.

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Una risposta a Scrittori di aforismi su Twitter, Alberto Sorge

  1. Fred Bloggs ha detto:

    Time and tide wait for no Twitterati…

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