L’aforisma in Spagna, Lorenzo Oliván

Lorenzo Oliván è nato a Castro Urdiales, in Cantabria, nel 1968. Laureato in filologia ispanica all’Università di Oviedo, è uno degli autori più brillanti della poesia spagnola contemporanea.

Lorenzo Oliván (Foto per gentile concessione dell’autore)

Ha pubblicato i libri di poesie Único norte (1995), Visiones y revisiones, (1995, Premio “Luis Cernuda”) , Puntos de fuga , (2001, “XIII Premio Fundación Loewe”, tra le motivazioni del prestigioso premio si legge che “la poesia di Lorenzo Oliván vuole essere un superamento del lato apparente della realtà. Per Lorenzo Oliván il reale si situa a un passo dall’irreale e la poesia rende possibile l’azzardo di questo passo”) e Libro de los elementos (2004, Premio Generación del 27).

Ha co-diretto dal 1997 al 2003 la rivista di letteratura Ultramar ed è stato critico letterario nel supplemento culturale di ABC. Le sue poesie sono apparse in diverse antologie della poesia spagnola tra cui Selección nacional, La generación del 99 (curata dal poeta e critico José Luis García Martín), Poesía española de hoy, La lógica de Orfeo, Última poesía española (1990-2005), Cambio de siglo, La inteligencia y el hacha o Las moradas del verbo. E’ anche traduttore di John Keats, Bellezza e Verità ed Epistole e altre poesie e di Emily Dickinson, La solitudine sonora.

Nel genere di frontiera del frammento poetico che coniuga pensiero e visione Lorenzo Oliván ha pubblicato Cuatro trazos (1988), La eterna novedad del mundo (1993), una raccolta di aforismi e greguerias, El mundo hecho pedazos (1999) e Hilo de nadie (2008), raccolta di poesie brevi e aforismi.

Nella scrittura aforistica di Lorenzo Oliván il riferimento a Ramón Gómez de la Serna (“lo psicologo delle cose”) e alle sue greguerias appare evidente. Il linguaggio aforistico di Oliván è pregno di immagini e metafore (l’autore le definisce anche “istantanee” e un “occhio che pensa”). A queste istantanee si accompagna, soprattutto negli ultimi libri, una presenza della riflessione e del pensiero, nel tentativo di costruire un “profilo etico fatto di fugaci bagliori, spesso contradditori”.

Nella introduzione al libro Hilo de nadia Lorenzo Olivan mette l’accento sul carattere visivo del suo aforisma: “Da cosa nascono un’immagine e un aforisma? Che cosa occorre nel nostro cervello e nel nostro sguardo perché due realtà così distanti si trovino improvvisamente unite per sempre? (…) I migliori aforismi e immagini potrebbero essere visti come un fulmine che illumina un fondale precedentemente nascosto. Per questo dobbiamo sempre essere aperti alle nozze impreviste dei due termini e non dare nulla per scontato (…) Immagini e aforismi mi aiutano a fare più grande il mondo, libero dai convenzionalismi dello sguardo e dagli inganni del linguaggio, e mi permettono di inabissarmi dentro un io multiplo. Non esagero a dire che mi sento psicoanalizzato in essi. Una volta affermai che scrivo per conoscermi meglio, però quanto più scrivo tanto più estranea risulta la persona che parla in me. Niente è così impoverente, creativamente parlando, che pensare che uno abbia chiaro quello che vede e quello che è nella sua vita. Di fronte a questa attitudine preferisco supporre che se mi contraddico tanto è per non esaurire il mio discorso (che parole tanto esatta, ‘discorrere’), per estenuarmi in esso, per estrarre fino all’ultima goccia di me stesso. (…) C’è una idea di W. H Auden che sempre mi piace ripetere: ‘la difficoltà della relazione del poeta con la verità è che in poesia ogni dato e ogni credenza smettono di essere veri o falsi per convertirsi in interessanti possibilità’ (…) Le ‘interessanti possibilità’ passano attraverso questa porta. Per questo i miei aforismi e le mie immagini hanno una predilezione speciale per le sfumature, cromatiche, acustiche, ritmico, musicali. E’ evidente che molti potrebbero essere giudicati poesie brevi”

Presento per la prima volta al lettore italiano una selezione di aforismi tratti dalla raccolta Hilo de nadie:

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Lorenzo Oliván, Hilo de nadie, aforismi scelti,

Cuando miras la lejanía, el horizonte le da un arco grandioso a tu mirada y la invita a que ponga ella la flecha.

Quando guardi la lontananza, l’orizzonte dà un arco grandioso al tuo sguardo e lo invita a mettervi la freccia.

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Los gatos posan fijamente la mirada en las cosas. Después, en la oscuridad, miran con la luz que éstas tenían, de la que se han apropiado.

I gatti pongono fissamente lo sguardo sulle cose. Poi, nell’oscurità, guardano con la luce che queste avevano e di cui si sono appropriati.

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Algunos han desarrollado tan grandes tragaderas, que se ponen a hablar y ya hablan con eco.

Alcuni hanno sviluppato gole di così grandi dimensioni, che iniziano a parlare e già parlano con l’eco.

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La tierra gira y no cae. La peonza gira y no cae. Lo que gira no cae. Así que a veces creo que en la danza no hay muerte. Que dios es lo danzante.

La terra gira e non cade. La trottola gira e non cade. Quello che gira non cade. Così a volte credo che nella danza non ci sia la morte. Che dio è il danzante.

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El silencio está atento a todo ruido y, apenas él lo escucha, lo subraya.

Il silenzio è attento a ogni suono e, appena lo ascolta, lo sottolinea.

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Quien no ama la propia carnalidad de las palabras, ¿logrará engendrar algo vivo en su trato con ellas?

Chi non ama la carnalità delle parole, riuscirà a realizzare qualcosa di vivo nella sua relazione con esse?

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Hay días en que uno está para cazar las ideas al vuelo, y otros en los que sólo está para desenterrarlas lentamente, con la meticulosidad de los arqueólogos.

Ci sono giorni in cui si prendono le idee al volo, e altri in cui le si disotterra lentamente, con la meticolosità degli archeologi.

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El sol del alba es siempre una promesa. El del mediodía, implacable, nos juzga. Y el del ocaso, irremediablemente, ya nos ha condenado.

Il sole dell’alba è sempre una promessa. Quello del mezzogiorno, implacabile, ci giudica. E quello del tramonto, irremediabilmente ci ha già condannato.

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Si el pensamiento puede ser representado por un sistema de poleas en movimiento, yo no aspiro a oírle subir o bajar grandes tonelajes, aspiro a oír el canto en sí de las poleas libres, girando en su gran vértigo de nada.

Se il pensiero potesse essere rappresentato come un sistema di pulegge in movimento, io non aspirerei ad ascoltarle sollevare o abbassare grandi tonnellate, aspirerei a udire il canto in sé delle pulegge libere, che girano nella grande vertigine del nulla.

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Siempre me he sincerado mejor con las mujeres: saben, mejor que los hombres, cómo volverte atractiva una pena.

Mi sono sempre confidato meglio con le donne: esse sanno, meglio che gli uomini, come rendere attraente una pena.

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Mató el aburrimiento, pero luego se pasaba las horas muertas sin saber qué hacer con el cadáver.

Ha ucciso la noia, ma poi ha trascorso delle ore morte senza sapere cosa fare del cadavere.

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Poseer desposeyéndote, despojándote de todo cuanto evita que te adentres en ti.

Possedere dispossessandoti, spogliandoti di tutto ciò che impedisce che tu entri in te.

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Me gusta equivocarme donde los demás aciertan. Mi yerro es otra forma de verdad más mía.

Mi piace sbagliare dove altri hanno visto giusto. Il mio errore è un’altra forma di verità più mia.

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La noche estrellada es un espejo del mundo: ese espacio superpoblado y, a la vez, lleno de personas solitarias.

La notte stellata è uno specchio del mondo: il suo spazio sovraffollato e, al tempo stesso, pieno di persone solitarie.

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Puede que el dolor nos haga más conscientes. Pero es siempre en la alegría donde el pensamiento se abre a lo adivinatorio.

Il dolore può renderci più consapevoli. Ma è sempre nella gioia che il pensiero si apre al divinatorio.

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En soledad, el hombre grande se hace más grande, y el hombre pequeño desaparece.

Nella solitudine, il grande uomo diventa più grande, e il piccolo uomo scompare.

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Avanzar como la serpiente: haciendo complementarios los extremos.

Avanzare come il serpente: rendendo complementari le estremità.

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La música es lo único que me hace concebir mi cabeza como redonda. Todo lo demás que experimento en ella está lleno de ángulos y aristas.

La musica è l’unica cosa che mi fa concepire la mia testa come rotonda. Tutto il resto che sperimento in essa è pieno di angoli e spigoli.

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Lo bueno de los primeros años de un hijo es que te ancla en la vida de la mejor manera posible: haciendo de ti un ser contemplativo y, al mismo tiempo, rebosante de acción.

La cosa buona dei primi anni di un bambino è che ti tiene ancorato alla vita nel miglior modo possibile: facendo di te un essere contemplativo e, allo stesso tempo, pieno di azione.

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Sentir que el silencio me rodea, me asedia, me conquista y, a la vez, que me
ofrece la mejor escapatoria.

Sentire che il silenzio è intorno a me, mi assedia, mi conquista, e al tempo stesso mi offre la migliore via di fuga.

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A mediodía, el sol brillando justo sobre ti te clava tanto en el suelo, que hasta entierra a tu sombra.

A mezzogiorno, il sole che splende diritto sopra te ti inchioda al suolo a tal punto che finisce per seppellire la tua ombra.

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Las primeras hojas de estos árboles, tras el duro invierno, tienen como vendado el verde, de tan frágil.

Le prime foglie di questi alberi, dopo il duro inverno, hanno come messo una benda al verde, così fragile.

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En la línea donde se juntan el mar y el cielo, el uno le dice al otro que se aparte de su camino, pero ninguno lo hace y así forman su horizonte

Nella linea dove si congiungono cielo e mare, l’uno dice all’altro di deviare dal suo cammino, ma nessuno lo fa e così si forma l’orizzonte.

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No tiembla la luz de las estrellas. Tiembla nuestra mirada, sabedora del enorme esfuerzo que esa luz ha realizado por hacerse ver.

Non trema la luce delle stelle. Trema il nostro sguardo, sapendo dell’enorme sforzo che questa luce ha realizzato per farsi vedere.

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La literatura nos miente como una mujer hermosa a la que le creemos sus más grandes mentiras porque con ellas nos parece todavía más mujer.

La letteratura è per noi come una bella donna che ci fa credere alle sue più grandi menzogne perché grazie a queste ci sembra ancora più donna.

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Mira mis ojos. Detrás de ese punto negro estoy yo, y ese mínimo punto impide que tú puedas verme.

Guardami negli occhi. Dietro a questo punto nero sono io, e questo piccolo punto impedisce che tu possa vedermi.

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En un espejo, nos reflejamos en su superficie. En un cristal, un fondo nos devuelve, incierto, un fondo.

Nello specchio, ci riflettiamo, piani, nella sua superficie. In un cristallo, un fondo, ci resituisce, incerto, un fondo.

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No sé si este silencio está blindado o completamente desprotegido. No sé de qué me defiende o a qué me expone.

Non sapere se questo silenzio è blindato o completamente sprotetto. Se mi sta difendendo o a che cosa mi espone.

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Mi alegría es la de las copas de champán: mucha espuma al principio, para luego quedarse pensativas.

La mia gioia è quella della coppa di champagne: molta schiuma in un primo momento, per poi rimanere pensieroso.

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Es como si, dormidos, nuestra cabeza pensase, a la vez, con todo nuestro cuerpo y, despiertos, pensase sólo desde el cuello hacia arriba.

E’ come se, addormentata, la testa potesse pensare, insieme, con tutto il nostro corpo e sveglia, pensasse solo dal collo in su.

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El horizonte nos lanza hacia sí. Es el punto más lejano al que puede huir el alma sin perder aún el contacto con nosotros mismos.

L’orizzonte ci proietta fino a sé. E’ il punto più lontano in cui l’anima può fuggire senza perdere il contatto con noi stessi.

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Con qué hermosura la piel cubre la sangre, los huesos o las vísceras. Es difícil pensar en más amor.

Con che grazia la pelle ricopre il sangue, le ossa o le viscera. E’ difficile pensare a più amore.

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El lenguaje poético, como pájaro en la rama: tenso y al mismo tiempo distendido.

Il linguaggio poetico, come un uccello sul ramo: teso e rilassato allo stesso tempo.

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De los cinco sentidos, el oído es el más laberíntico y, quizás por ello, el más inclinado a descubrirte de repente un centro.

Dei cinque sensi, l’udito è il più labirintico, e, forse per questo, il più portato a scoprire rapidamente un centro.

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La veleta no es mal ejemplo a seguir: da toda la razón al viento cambiante sin desplazarse un ápice de un mismo centro recio.

La banderuola non è un cattivo esempio da seguire: dà sempre ragione al vento mutevole senza mai spostarsi di un centimetro dal medesimo centro saldo.

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De los símbolos, aprecias sobre todo su raíz: lo que no dejan ver y les da altura.

Dei simboli apprezziamo soprattutto la loro radice: ciò che non fanno vedere e conferisce loro altezza.

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Ante ciertos árboles de troncos perfectamente rectos, siento algo así como un vértigo moral.

Davanti a certi alberi dal tronco perfettamente dritto, sento qualcosa come un vertigine morale.

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Al mar le obsesiona que un simple niño jugando en su orilla un día lo descifre, y borra, sin descanso, los signos en la arena.

Il mare ha l’ossessione che un semplice bambino giocando sulla spiaggia possa un giorno decifrarlo e tracciare, senza sosta, dei segni sull’arena.

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La seriedad en un niño siempre es una pregunta, y eso la hace resonar. Mientras que en el adulto parece una respuesta, y eso le resta eco.

La serietà di un bambino è sempre una domanda, e questo la fa risuonare. Mentre nell’adulto sembra una risposta, e ciò le toglie eco.

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Qué solidaridad la de esas gotas de lluvia en el cristal. Nunca dejan que ninguna de ellas se suicide sola.

Che solidarietà quella di queste gocce di pioggia sul vetro. Non lasciano mai che nessuna di esse si suicidi da sola.

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La vela, condenada a consumirse buscando la raíz última de su luz.

La candela, destinata a consumarsi cercando la radice ultima della sua luce.

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Es un miope. Tiene como simple panorama la punta de su nariz, y aun tiene miedo a caerse de tan alto.

Si tratta di un miope. Ha come semplice orizzonte la punta del suo naso e anche così ha paura di cadere da tanto in alto.

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El ronroneo del gato, como si descansase siempre con el motor en marcha.

Il ron-ron del gatto, come se si addormentasse sempre con il motore in moto.

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Lo contrario de “mentir” es “decir la verdad”. ¿Por qué necesitamos más palabras para nombrar algo que parece más sencillo?

Il contrario di “mentire” è “dire la verità.” Perché abbiamo bisogno di più parole per dire qualcosa che sembra più semplice?

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Me asombran aquellos a los que la realidad les resulta siempre suficiente y los que hacen de la muerte casi una simple anécdota. Suelen pertenecer al mismo tipo de personas. Suelen ser felices. Y no suelo envidiarlos.

Mi stupiscono quelli per i quali la realtà risulta sempre sufficiente e che fanno della morte quasi un semplice aneddoto. Di solito appartengono allo stesso tipo di persone. Di solito sono felici. E di solito non li invidio.

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