Davide Lopez e il mondo della persona

Davide Lopez, nato a Bari nel 1925 e scomparso a Vicenza nel 2010, è considerato una figura di rilievo nel panorama psicoanalitico italiano. Come scrive Theodore J. Jacobs nella prefazione a La sapienza del sogno, appena uscito presso Mimesis: “Lopez era un pensatore originale, sempre indipendente, che spesso si opponeva alle idee più diffuse. Armato della sua pluriennale esperienza clinica di psicoanalista, fondatore e direttore della rivista Gli Argonauti, Lopez conosceva bene la letteratura mondiale e ha elaborato idee originali, spesso controverse, sulla teoria e la tecnica analitica. E comunque non aveva timore di esprimere le sue posizioni e di criticare quelle di altri che riteneva fossero il prodotto di un pensiero errato e ciecamente ancorato alla tradizione”.

Davide Lopez (Foto di Damiano Rotondi per gentile concessione di Loretta Zorzi)

Davide Lopez, membro ordinario della British Psychoanalytical Society e della Società Psicoanalitica Italiana di cui è stato, a lungo, Didatta, ha fondato la rivista “Argonauti. Psicoanalisi e società”, che ha animato e diretto fino alla morte, ha promosso dibattiti internazionali sui temi fondamentali della psiconalisi e ha scritto numerosi libri di argomento psicoanalitico tra cui La psicoanalisi della persona (1983) e, a quattro mani con la moglie Loretta Zorzi, Dal carattere alla persona (in Trattato di psicoanalisi, 1989), Terapia psicoanalitica delle malattie depressive (2003), Narcisismo e amore (2005). Recentemente, presso Mimesis edizioni, è apparsa La sapienza del sogno che apparve per la prima volta nel 1999 e che in questa nuova edizione è stata attentamente riveduta e corretta da Loretta Zorzi Meneguzzo.

Davide Lopez ha anche scritto due libri di aforismi: Al di là della saggezza, al di là della follia. Diario di uno psicoanalista (Guaraldi, 1976) e Il mondo della persona (Cortina, 1991). A questi due bisogna aggiungere il libro La strada dei maestri che è uscito postumo nel 2011 e dove vi sono aforismi che intercalano dei saggi. Come scrive Gino Ruozzi in Scrittori italiani di aforismi, “L’aforisma di Lopez è insieme racconto e provocazione; alla sentenza più fulminea egli accosta la riflessione più distesa e soprattutto dialoghetti ricavati dal lavoro analitico (…) Centrale è il valore dell’esperienza, prima esistenziale poi medica, che Lopez ribadisce con insistenza”.

“Avevo già scritto aforismi una ventina di anni fa, e ne scrivo su Gli Argonauti, la rivista che dirigo. Mi consente di esprimermi come persona, come totalità, contro la pretesa di eliminare il pathos usando un linguaggio da abominevole uomo delle nevi” afferma Davide Lopez. “Ho cercato, per quanto mi è stato possibile, di rendere il linguaggio semplice e trasparente, non fino al punto di eliminarne l’ambiguità e l’enigmaticità paradossali, essenziali alla forma aforistica”. Nell’aforisma di Lopez affiora anche un tratto polemico, controcorrente tipico del mondo di procedere dell’autore, fedele all’insegnamento di Eraclito “Pòlemos è di tutte le cose padre”.

Presento al lettore di Aforisticamente una selezione di aforismi di Davide Lopez tratti dal libro Il mondo della persona.

**

Davide Lopez, Il mondo della Persona, Cortina, 1991, Aforismi scelti

1
Costante preoccupazione dei monaci Zen era: tenere pulito lo specchio (metafora della mente).
A un livello più alto di maturità, avrebbero potuto permettersi di lasciarlo anche sporco.
Vi è ancora sporcizia nella prooccupazione e nella ossessività!

5
Sulla collusione narcisismo-masochismo.
“Guarda quel furgoncino che si sforza inutilmente di trainare un autobus. Che presuntuoso!”
“Che masochista, direi!”
Masochismo e presunzione sono gemelli siamesi.

10
L’analisi riesce a resuscitare i morti, e non solo a ricostruire i ricordi del passato, come per Freud.
“Dio è morto” esclama Nietzsche.
L’analisi può far rinascere Dio. Lo stesso Dio? Il Dio del passato? No! Un Dio nuovo.

48
Quando i masochisti perdono l’aureola dei santi martiri, avvertono il pericolo e provano grande angoscia: e ora, che dire, che fare?
Privati dell’alibi della malattia, devono uscire allo scoperto e assumersi le responsabilità di sé stessi e della vita.

76
Molte donne credono che l’amore senza godimento sia meno colpevole.
Solo vergini e prostitute non godono.
Solo il godimento santifica l’amore.

121
Proporre l’amicizia a una persona che ti ama significa predisporne la tortura a vita, giacché chi ama si illude continuamente sul significato dell’amicizia, scambiandola per amore.
E’ più altruistica la crudeltà del taglio netto.

149
Don Giovanni, più che uno scassinatore, è un ladro: preferisce le cassaforti aperte.

154
Qual è la malattia endemica più diffusa nella società contemporanea?
L’identificazione.

168
Il significato etimologico-psicologico di rassicurare è: non curare.

175
La punizione fisica (autolesionismo) e mentale (depressione) è prevenzione contro fantasticati e paventati pericoli.

186
La solitudine ascetica può essere compresa anche come manifestazione di gelosia avara: desiderio di tenere tutto per sé, di non mollare niente, di non condividere niente.

195
Paradosso dell’inferiorità.
L’inferiorità diventa reale quando non la si vuole accettare.; la si supera nel momento in cui la si accetta.

204
La gelosia delle pazienti donne nei confronti dello psicoanalista può essere risolta, nella misura in cui esse accettano che di moglie ve n’è una sola , ma che vi può essere una moltitudine di figlie.

229
Nella eiaculatio precox vi è masochismo: l’individuo molla immediatamente la refurtiva; nella retardata, vi è un orientamento, decisamente, sadico; l’individuo fa assaporare il suo organo, senza donare il suo preziosissimo seme.

231
L’omosessualità, a prescindere da conflitti e contenuti più arcaici, a livello fallico significa: volersi appropriare dell’organo potente, del pene del padre, visto come fallo e, nel transfert, di quello dell’analista. Invece di utilizzare la potenza di costoro per sviluppare la propria, l’omosessuale vuole appropriarsi dell’organo stesso, erogatore della potenza.
Che assurdità! Questo organo si distrugge nel momento stesso in cui ce ne si appropria.

247
Uno dei più assurdi, anche se comprensibili, paradossi è quello di criticare gli altri proprio per ciò che, a ben pensarci, dovrebbe far piacere.
Si criticano gli altri perché non sono forti, grandi e maturi.
Ma se gli altri fossero così, come ci si sentirebbe deboli e inferiori!

271
Tutte le malattie psicologiche, compresa la psicosi, sono essenzialmente difese dall’angoscia senza nome del vuoto, del nulla e della morte mentale, secondo il principio “meglio essere malati che nulla”.
La sanità appare nel momento in cui si è colti dall’illuminazione: “Meglio nulla che malati”.
Rivendico la superiore profondità, clinico-teorica, di questa formula, rispetto a quella di Guntrip “meglio essere deboli che cattivi”.
La formula di Guntrip è accettabile e valida solo come momento, lungo il percorso che conduce dalle deformazioni caratteriali difensive alla destrutturazione totale, identificabile con il nulla.
E’ solo dal nulla che nasce la persona.

278
Definizione sintetica della paronoia: prendere una parte di sé per un nemico reale.
E della depressione? Prendere un nemico reale per una parte di sé.

338
L’atteggiamento interpretativo è tipico degli psicotici, degli ermeneuti e degli psicoanalisti

339
Il significato della parola rinfacciare è connesso al vomitare: ributtare in faccia.

350
L’amore superiore tra due persone è libera schiavitù reciproca.

360
Vi sono persone intelligenti, simpatiche, affabili, di piacevole compagnia, e tuttavia non si riesce a provare un profondo interesse per loro.
E’ perché mancano di spirito arguto, di cattiveria: vi è in loro rimozione della crudeltà, della natura selvaggia.

368
Vi sono tre gradi dell’evoluzione di un sano rapporto con la persona amata:
– temere che vi sia la piccola differenza.
– accettare, come inevitabili, le diversità personali, con l’angoscia di scoprire una una totale incompatibilità.
– rassicurati da profonde somiglianze, godere delle differenze.

375
La vita è per molti un non riconosciuto, lento suicidio, per altri un’attesa spasmodica della morte, per altri, ancora, il luogo e il mezzo per esercitare violenza sugli altri.
Per pochi eletti, non tanto un procrastinare un “non ancora”, come vuole Lévinas, ma un attimo di eternità.

378
La paura di volare è dovuta a un deficit della capacità di amare: si è troppo presi da sé stessi.

380
Volere un figlio identico a sé significa disprezzare il partner.

396
Il primo passo verso la guarigione del masochismo è avere il coraggio di dichiararsi sani.

407
I matti sono solo matti a metà, perché non hanno il coraggio totale e la compiuta consapevolezza della loro follia, come i geni.

420
Il disprezzo verso coloro che amano misura, esattamente, il grado di inferiorità degli individui.

427
Dio pensa meno di Lucifero.

441
Solo la persona può permettersi di essere bambino, e di godere dei giochi erotici dei bambini.
Molti adulti hanno la maschera della serietà, perché sono rimasti bambini che invidiano e imitano l’adulto.

445
Il narcisista è un pallone, strozzato dall’anello dell’impotenza: si gonfia troppo da un lato (la testa) col pericolo di scoppiare, e si rattrapisce dall’altro (il pene).

478
Du tutte le manifestazioni di vita il ritmo è la più essenziale.

487
Finché c’è angoscia, c’è speranza.
Nell’angoscia si percepisce il richiamo dell’Io ideale, si teme di perdere di vista la stella polare della vita.

489
Con il pianto il bambino si comporta come un direttore d’orchestra: modula le sfumature delle emozioni, e comanda a bacchetta.

516
C’è una forma di ansietà che non viene presa sufficientemente in considerazione. Essa si sviluppa quando si accorge di aver perduto l’ansietà: “E ora, cosa mi succederà?”
Diventa chiaro che l’ansietà ha significato difensivo, valore protettivo, come l’aureola per i santi, che protegge dal pericolo di essere improvvisamente colpiti da un fulmine a ciel sereno, dall’invidia degli dei.

541
Nella società contemporanea qualche volta il matrimonio viene usato da uno dei partner, preconsciamente, come mezzo per sciogliere definitivamente una relazione di lunga durata, o una lunga convivenza: “Ti ho dato il matrimonio, adesso posso andarmene”.
E’ il parallelo di quanto si faceva una volta: “Ti ho dato un figlio mio, adesso sono libero”.

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