Scrittori di aforismi su Twitter – Emituitt (Liberamente)

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @emituitt (Liberamente). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, @emituitt scrive di sé: “Mi chiamo Emilio, sono un consulente bancario. Ho una formazione tecnica ma il cuore ha sempre battuto per le materie umanistiche. Lettore vorace, di quelli, per intenderci, che se non c’è nulla da leggere si butta anche sugli ingredienti sul retro delle confezioni dei prodotti. Corro dal 2008 dedicandomi soprattutto alle corse di resistenza ho al mio attivo 4 maratone e un centinaio di mezze maratone. Ho nelle gambe poco piu di 10.000 Km percorsi tra gare e allenamenti. Mi alleno 4-5 volte a settimana e su twitter spesso descrivo i miei allenamenti e i loro tempi”.

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@emituitt è su Twitter dal pochissimo tempo, precisamente dal 1 gennaio 2013. “Ci sono entrato per pura curiosità. Dopo un iniziale ambientamento, scrivendo sopratutto di politica, è stato amore per quei contenuti che si riferivano ai sentimenti. Per me i 140 caratteri sono stai una vera e propria sorpresa perché mi hanno consentito di fissare emozioni e momenti di intimità attraverso semplici istantanee che lasciano aperta la possibilità di essere colorate a piacimento. Mi piace interagire ma prediligo esprimermi con i miei tweet e moltissimo con i retweet: pensieri che sento miei e che non avrei potuto spiegare meglio. Difatti credo che la vera magia di Twitter stia tutta in due tasti: la stellina e il retweet. Usati sapientemente consentono di condividere pensieri e spesso di accarezzare anche le emozioni altrui”.

@emituitt appartiene alla cerchia di quegli autori che scrivono tweet aventi come tema dominante l’amore, le parole e le emozioni. “Cerco di ordinare il caos che mi porto dentro fissando su carta immagini emotive ‘slow motion’ che interiormente registro in presa diretta” scrive l’autore. “Mi affascinano le parole non tanto per il loro messaggio intrinseco quanto per il loro potere evocativo: quel caricarle di emozioni da condividere con il lettore. Le parole per me, stabiliscono una sorta di piacevole complicità con coloro che vi interagiscono”. Oltre che le parole, sono i gesti (i baci, gli abbracci, le carezze, i graffi e i respiri) i veri protagonisti della timeline di @emituitt (“Certi pensieri non son fatti per le parole, ecco perché abbiamo anche occhi e mani”). In questa verità dei gesti che sembra dare ritmo e misura e luminosità alle parole (“Nei tweet, come nella vita, è la verità dei gesti che da spessore alle parole”), l’autore gioca a comporre e ricomporre frammenti di identità di sé e dell’altro (“Io, Te e cinque sensi sparsi sui nostri corpi. Un racconto da scrivere a quattro mani”), creando sinestesie davvero efficaci (“Il gusto che odora l’udito e il tatto che sente la vista è il disordine che prende senso”).

In questa scrittura così originale ed emotiva, che registra e da ordine alle “scompigliate pulsioni interiori”, colpisce anche il cosiddetto “scrivere buono” che non lascia spazio a toni pessimistici o disincantati cinismi così frequenti su Twitter (“Quando distribuivano il cinismo ho trovato una coda lunghissima, mi son detto: mi metto di qui che non c’è nessuno. Era la sensibilità”). Per @emituitt “Scrivere bene è da pochi ma poi scopri i pochissimi che sanno scrivere buono e ti lasciano un sapore bellissimo nel cuore….”.

Presento una selezione di tweet apparsi negli ultimi mesi.

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@emituitt, Tweet scelti

Le parole più belle non le ho trovate leggendo libri ma sfogliando le labbra di un donna.

Mi svuoti i sensi, mi colmi di senso.

E poi ogni mattina apro l’armadio delle emozioni e scelgo sempre lo stesso abito. La tua pelle.

E poi che brutto chiamare chimica quella che invece è solo Magia.

E poi all’improvviso scoprirti con le dita nel vasetto dei miei pensieri e la bocca ancora sporca di inquieta consapevolezza.

E quando le parole smettono di far rumore i cuori iniziano a parlare.

Fuori di testa è il più bel posto dove perderci il cuore.

Il silenzio sa parlare solo quando non adopera l’assenza per esprimersi.

Il pensiero che fai in un attimo prima di sorridere. Ecco, si, mi piacerebbe abitare in quel pensiero lì.

Ed oggi voglio un pezzo di cielo dove stare Sole, io e te.

E poi non sapevo che la tua voce sapesse baciare.

Di certe persone la profondità è una cosa che si sente a pelle.

Ti penso col cuore,
mi batti in testa.

Del piacere di sentirsi unici quando si ha la consapevolezza di esser parte di un altro.

Non sono fatto per le giornate grigie e le emozioni tiepide. Nel sole voglio perderci gli occhi, nei sensi voglio infilarci le mani.

A volte non sono neppure pensieri, sono proprio mani che senti sulla pelle.

Nulla da più instabilità dell’esser appoggiati ad un pensiero fisso.

NottAmi
LunAmi
StellAmi
(sognami)

Con me a letto ci porto sempre un buon libro oppure una donna che almeno un libro lo abbia letto.

Accanto è un luogo in cui ci si arriva solo passando da dentro.

Sentimi mentre ascolto i tuoi occhi.

(sere di seta e sete di sera)

(e mi piace l’assoluta disinvoltura con cui indossi i superlativi)
Provati questo “sei bellissima!!” che sembra fatto su misura per te.

“Insieme” è l’unico luogo comune in cui ci si sente unici

E per un giorno vorrei smetter di coniugare verbi per riscoprire il fascino dell’infinito presente.

Sei il sorriso di un sorrido.

Tenete gli occhi aperti che certe persone sono più belle dei sogni.

Che poi la felicità non è che un sogno che ce l’ha fatta.

Il “ti amo” è un abito non un accessorio. Che il “ti amo” non lo abbini a nulla è elegante nudo.

Che bello il rumore che fa il buon umore.

E’ sulle labbra che si massaggia un cuore.

E quando dici: “Ciao, Adesso esco”, come mai poi entri sempre nella mia testa?

Tutti cambiamo l’importante e che ci siano occhi che ti vedono sempre uguale.
Gli occhi con cui si vorrebbe invecchiare.

Quando due menti si incastrano le anime stanno già facendo l’amore.

Anche rimanendo fermi, prenderti per mano è un viaggio.

E forse è più facile imparare ad incassare pugni piuttosto che carezze.

Troppe facoltà a numero chiuso e troppo poche a braccia aperte

Che in amore vince chi pareggia.

E strapparti un sorriso solo perchè poi è bello anche incollarlo di nuovo alle labbra.

E io da grande vorrei fare l’aggettivo, per stare sempre a fianco di un nome. Il tuo.

La distanza tra un vorrei ed un voglio e da percorrere posso dopo posso.

Due menti che s’intrecciano sanno sciogliere i nodi dell’impossibile.

E delle volte non è neppure parlarsi, è più voglia di indossare la tua voce

Delle parentesi mi piace il farsi largo tra le parole, per tenersi strette ad un pensiero da proteggere. Così, gli abbracci con le persone.

Aggrappati alle mani di chi si ama, come bimbi, che appesi al filo di un aquilone, s’illudono di poter volare stando coi piedi a terra.

E’ che non c’è più nulla da dirti, chè Tu sei nel vocabolario del futuro quello che conterrà solo nuove belle parole.

Facciamo un puzzle? Ok, proviamo se le nostre labbra comBaciano.

E poi d’improvviso il freddo e neanche le tue mani da indossare sui miei pensieri nudi.

Noi è una parola difficile da pronunciare, si fa meno fatica a dire “No”, tralasciando la “i” di insieme.

E Io da grande voglio fare il sorriso di un bambino.

Ci sono momenti che a disegnarli non sono sufficienti tutti colori, altri invece basta una gomma.

Del mio sguardo ricordo le tue mani che lo sbottonano lentamente. Poi, solo l’infinito.

Le circoStanze, luoghi comuni in cui tutti siamo fuori posto

Run, run, run … 10 Km Lento in 48:40 … Se dai un cuore alle gambe loro ti porteranno anche dove la mente non vuol andare. Oltre i Limiti

Gli sbagli insegnano, gli errori ti segnano.

L’incastro perfetto è quando il suo cuore ti batte in testa.

NasciAmo soli, moriAmo soli, in mezzo amiAmo esser Sole

Ed è vera solitudine solo quando sei in compagnia di chi non sta con te.

Che la felicità non è la strada che percorri ma il viaggio che fai.

Scrivere non è poi cosi difficile, basta guardarsi dentro, ma leggere è impossibile se non sai guardare dentro agli altri.

Io, Te e cinque sensi sparsi sui nostri corpi. Un racconto da scrivere a quattro mani.

Mi piace la genuinità dei refusi, come quelle rughe d’espressione che al viso di certe persone danno il sapore del vissuto.

Non giocate col cuore che alla fine vi batte.

Capaci tutti a parlar d’amore, il difficile viene quando dobbiamo ascoltarlo.

Una vera donna è quella che toglie un tacco 12 ed aumenta di statura.

Unisco i miei punti fermi e mi appare il contorno del tuo sorriso.

La sensibilità è l’anima indossata sulla pelle.

Scrivere bene è da pochi ma poi scopri i pochissimi che sanno scrivere buono e ti lasciano un sapore bellissimo nel cuore….

Che a guardarlo in due l’orizzonte dista la metà.

La seduzione è in quella donna che sa riempire il reggiseno con il cervello.

Sfiorarsi, un intervento a cuore aperto che si fa con la punta delle dita.

Se non ci fosse il mare cosa resterebbe dell’Amare?

A volte per ascoltare i “Ti sento” bisogna abbassare il volume del “Mi sento”.

Mente e cuore parlano la stessa lingua solo quando, insieme, abitano in un’altra anima.

Ma quanti condizionali ci sono sulla strada di un congiuntivo?

Carezze e graffi sono solchi: seminiamo piacere e spuntano emozioni, a fior di pelle.

Certe stelline sono carezze e poi certi RT sono baci dati in pubblico. @SalvaLinda

Cercare è compulsivo, trovare è comprensivo.

La gelosia è temere che qualcuno ti faccia più felice di me.

E gli occhi non usano mai la punteggiatura. Perché gli sguardi dicono tutto d’un fiato.

Certi pensieri non son fatti per le parole, ecco perché abbiamo anche occhi e mani.

E delle volte non è proprio un bacio, se chiudi gli occhi è un viaggio.

A volte le parole non servono a nulla. Provate a chiedere ad un bacio quante ne usa.

Che poi a me non piace seguir nessuno, vorrei camminarci accanto.

La stessa persona che provoca confusione nella nostra mente, è l’unica che ha il potere di mettere ordine nella nostra anima.

E poi ci sono persone che ti manca l’aria se non ci stai alla distanza di un respiro.

E strana quella cosa che la felicità si moltiplica quando è (con)divisa.

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