Scrittori di aforismi su Twitter, IlReQuieto

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @IlReQuieto (IlReQuieto). L’autore preferisce restare anonimo e nella breve nota biografica che mi ha inviato, scrive di sé: “Sono uno scappato dalle dinamiche e finito tra le braccia delle parole”.

@IlReQuieto si è iscritto da poco a Twitter, nel febbraio del 2014 (“scrivo su Twitter ciò che non direi mai a voce alta”), ma ha già raggiunto in pochi mesi 2000 follower, segno che il passaparola, quando un autore è bravo, funziona. Nonostante i pochi mesi di scrittura su Twitter, l’autore dimostra una grande consapevolezza di questo “medium” e fa diverse riflessioni su alcune sue funzionalità. Sui retweet scrive: “Accetterò il RT come unità di misura dei tweet solo quando si leggerà il pensiero, senza indicare foto e autore”. Mentre a proposito dei followers scrive: “Io non voglio sapere il numero di followers, ma di readers. Anche perché spesso ti legge di più chi non ti segue”.

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Leggere la Timeline di @IlReQuieto è come leggere un libro di aforismi. Un aforisma ironico, sottile, arguto (“Distese di campi seminati di ironia, e così poche persone in grado di coglierla”), ma non cinico (“Una volta ho fatto il cinico. Son stato di merda i tre giorni seguenti”). L’autore usa con perizia e scioltezza le figure retoriche che contraddistinguono il genere: chiasmi, ossimori, antitesi, compensazioni, paradossi. E lo fa con grande semplicità (ma dietro c’è ovviamente un duro lavoro di officina creativa). Se Gesualdo Bufalino scrive che “l’aforisma benfatto sta tutto in otto parole”, @IlReQuieto ne scrive diversi della lunghezza di 8 parole: “Per essere un peccato, non sei neanche originale” oppure “Quando cercarti e cercarmi sembra la stessa cosa” o “La persona innamorata promette, quella che ama mantiene”. Ma in genere molti dei tweet dell’autore si tengono vicini a questa misura aurea.

Nei suoi tweet @IlReQuieto lavora con la massima attenzione sulle possibilità offerte dalla lingua, perché sa che ogni minimo mutamento di vocale, di consonante, di punteggiatura, di posizione può provocare inattese aperture e nuove prospettive di senso: così dall’antitesi eccezionale/eccezioni nasce “La gente si sente eccezionale. A me piace essere eccezione” e dallo stacco di “peccato” da “originale” nasce “Per essere un peccato, non sei neanche originale”. Oppure si veda come l’anagramma della parola caso crea questo aforisma: “Non fare caos al disordine che ho in testa”. E gli esempi che potrei fare sono tanti.

A volte i tweet di @IlReQuieto sembrano delle constatazioni, ma sono delle constatazioni a cui nessuno ha mai pensato prima: “Il problema del nulla è che somiglia sempre a qualcosa” o “Il problema dei bambini è che alle loro domande rispondono gli adulti” o “Una volta ho creduto di essere perfetto. È stato il momento più noioso della mia vita”. In uno dei suoi tweet l’autore scrive: “Specchiarsi nei propri tweet, e trovarsi spettinato” e quelli di @Ilrequieto assomigliano molto a dei pensieri spettinati, cioè pensieri controcorrente, pensieri contro i luoghi comuni, per usare un termine del grande classico dell’aforisma Stanislaw Jerzy Lec, autore dei famosi Pensieri spettinati.

Presento una selezione di tweet di @IlReQuieto:

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@IlReQuieto, Tweet scelti

Il problema dei bambini è che alle loro domande rispondono gli adulti.

Il sorriso. L’unico taglio che non si deve mai rimarginare.

Non posso prometterti che andrà tutto bene. Ma puoi stare tranquilla, ci andremo assieme.

Il vero treno che passa una volta sola è quello che ti investe.

Se traccio confini è per farti venire voglia di invadere.

Se tutto quello che dico lo userai contro di me, una cosa te la dico: baciami.

La gente si sente eccezionale. A me piace essere eccezione.

Tu sei la soluzione. Ora devo trovare un problema.

I sogni non escono dal cassetto perché sanno che, una volta avverati, finiscono dritti dritti in soffitta.

Il film della mia vita non sarebbe poi così male. È che scelgono malissimo le comparse.

Ho molte cose da dire, e pochi stati d’animo adatti per farlo.

I miei gesti più plateali li faccio in completa assenza di pubblico.

Per essere un peccato, non sei neanche originale.

I muri crollano perché non possono parlare.

Mi nascondo perché le persone migliori sono quelle che vengono a cercarti.

L’inutilità dei silenzi, se poi senti il bisogno di spiegarli.

Ho accarezzato un’idea e mi ha morso.

Tutti geni con le lampade degli altri.

Non voglio essere il tuo tipo. Vorrei essere tuo, tipo.

Quando cercarti e cercarmi sembra la stessa cosa.

Sono più sfigati quelli del mondo parallelo, perché il loro mondo parallelo è questo.

Fisso talmente tanto il soffitto, che a quello del piano di sopra tremerà il letto.

Nel complesso di inferiorità sono quello che suona meglio.

Il problema del nulla è che somiglia sempre a qualcosa.

Conosci tutti i miei tasti, ma ti ostini a premere quello dolente.

Distese di campi seminati di ironia, e così poche persone in grado di coglierla.

Io mi sarò fatto l’idea sbagliata, ma anche lei poteva evitare di starci.

Di te mi piace che non mi piaci più.

Le ho dato un dito e si è presa un abbraccio.

Inutile continuare ad alzare muri se la persona da cui ti vuoi difendere è già dentro.

Ho una collezione di farfalle nello stomaco. Vuoi salire fino al cuore?

Una volta ho preso le misure. Le ho messe assieme, e ne ho fatto un eccesso.

– Come stai?
– Sulla difensiva, grazie. E tu?

– …Anch’io.
– Cosa?
– Stavolta tocca a te dire “Ti amo”.

Sapere di te.
Potrebbe voler dire conoscerti alla perfezione, o avere ancora il tuo odore addosso, dopo aver fatto l’amore.

Accetterò il RT come unità di misura dei tweet solo quando si leggerà il pensiero, senza indicare foto e autore.

Fatti della stessa incostanza dei sogni.

La persona innamorata promette, quella che ama mantiene.

Quando ti metti il cuore in pace, ma il resto del corpo non lo sa.

Per innamorarsi serve il cuore. Per mantenere vivo l’amore, le palle.

E pensare che certa gente quando era spermatozoo ha vinto al fotofinish.

Corro rischi per non perdere attimi fuggenti.

La differenza abissale tra lontana e distante.

Ogni volta che guardo un bambino mi chiedo come sono diventato così. Ero come loro.

Ho visto pochi spettacoli più belli di un figlio che si addormenta tra le tue braccia, abbandonandosi completamente. Forse nessuno.

Sei più bella dell’insolito.

Volevo dire al sole che sta facendo troppo lo splendido.

Chissà se il cielo, quando si specchia sul mare, si vede diverso da come lo vediamo noi.

Quando mi dici certe cose vorrei ascoltarle con la voce che senti te nella tua mente. Quella che conosci solo tu.

La luna è più sexi del sole. Le piace farsi guardare.

Una volta ho creduto di essere perfetto. È stato il momento più noioso della mia vita.

Le persone a cui tieni davvero le riconosci pure da come suonano il campanello.

Il sesto senso è quello che regola l’intensità degli altri cinque.

Quelli che rispettano i tuoi spazi, sanno perfettamente quando è il momento di invaderli.

Quando ridiamo assieme anche la felicità ci invidia un po’.

Non faccio più vincere l’orgoglio da quando mi son reso conto che chi perdeva ero sempre io.

– Dove ci vediamo?
– Fuori.
– Sì, ma fuori dove?!
– Da ogni controllo.

Vi racconterò di quando mi aspettava nuda tra le coperte, al buio. C’era una avvolta…

In un mondo giusto sarei comunque quello sbagliato.

Passiamo il tempo a cercare scuse, quando basterebbe chiederle a chi le dobbiamo.

Sei così bella quando leggi che fai venir voglia di diventare libro.

Quando con te ho rotto il ghiaccio, non credevo di trovarci sotto il fuoco.

Prenditi pure del tempo, basta che non sia più il mio.

Quando aspetti quella domanda, perché avresti la risposta perfetta.

Spogliati di tutto, tranne che dei miei occhi di dosso.

Il mio piano B è ridere fortissimo.

Scambio chili di pensieri per grammi di incoscienza.

Ho visto una fila di momenti sbagliati, in attesa della loro persona giusta.

Non fare caos al disordine che ho in testa.

Persone che ti attirano. Sembrano calamite, si rivelano calamità.

Chiodi fissi su pareti che cedono.

Stanotte per dormire conterò le calorie.

La brutta sensazione di conoscerti come le mie tasche, e averle completamente vuote.

Se alle ferite dai il giusto tempo di guarire, togliere la crosta diventa piacevole.

Le pause di riflessione solo davanti allo specchio.

Prendi la paletta da spiaggia più bella che usavi da bimba, e comincia a scavarmi dentro.

Comincio a pensare che il peggio sia futuro, mica passato.

Riconoscere le vere eccezioni da quelle che desiderano solo di esserlo.

Mi accontento di essere la seconda scelta solo quando decidi di scegliermi per due volte.

Sempre più convinto che sia quello al di là dello specchio a muoversi, ed io ad imitarlo.

Mi colpisci davvero solo quando riesci anche a mancarmi.

Ti bacio. Alla faccia tua.

Sei così seducente che attiri l’intenzione.

Il vero anticonformista è colui che fa ciò che gli piace a prescindere. Anche se a volte può essere conformista.

Gli unici luoghi comuni che apprezzo sono quelli che condivido con te.

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