Scrittori di aforismi su Twitter, wzgore

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter, l’autore che presento oggi è @wzgore (Uiz). Confesso che devo ancora capire come funziona Twitter. Non capisco ad esempio perché profili come @wzgore, che scrivono pensieri davvero originali e intelligenti, abbiano solo 2550 follower e altri profili, soprattutto donne, che scrivono frasi banali all’insegna del deja vu e deja lu, abbiano invece 10.000 e anche 20.000 follower. Chissà se un giorno riuscirò mai a risolvere il mistero.

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Nella breve nota biografica che mi ha inviato @wzgore scrive di sé: “Mi chiamo Igor, sono uno studente quasi trentenne (già suona male), che evidentemente studia con poco profitto una cosa che lo farà fruttare ancora meno. Mi piace prendermi tanto tempo per pensare alle cose, anche cose che non mi riguardano da vicino. Fondamentalmente scrivo per sopravvivere e, soprattutto, perché non so disegnare. Quindi questo è l’unico modo che ho per scacciare le immagini che si affollano nel mio cervello!.

A proposito della scelta del nome “wzgore”, l’autore spiega: “Il nome viene da ‘Wizard of Gore’, un film splatter degli anni settanta. Mi è sempre piaciuta l’immagine che evocava, dato che sono molto legato al sangue e al suo potere evocativo”.

@wzgore è su Twitter dal 2009, in realtà come mi scrive l’autore: “Ho avuto due vite su questo social; la prima quattro o cinque anni fa, quando ancora non era molto diffuso e i politici non lo usavano come strumento per far politica. un posto magico a quei tempi, dove le persone erano timide e a nessuno interessava la popolarità. poi mi son preso un periodo di pausa e ho cancellato il mio vecchio account. sono tornato ad aprile dello scorso anno più o meno, perché mi era rimasto impresso il modo unico di conoscere le persone che questo strumento fornisce. L’anonimato è una fonte sicura di sincerità, e per questo motivo le persone si fanno conoscere più in fretta e “profondamente”. credo sia affascinante vedere e intravedere come cambiano, e cambieranno ancora, i rapporti sociali sotto l’influenza dei nuovi metodi comunicativi”.

In un suo tweet @wzgore scrive: “Faccio ancora il tifo per i pensieri troppo lunghi e complicati, da non poter esser detti che a voce”, ma devo dire che l’autore ha talento anche nei pensieri in 140 caratteri. Frequente è l’uso dei giochi di parola (anche se l’autore dice “I giochi di parole non mi piacciono, solo perché loro non mi fanno mai giocare. Mi escludono perché non sono una parola. uffa”) ed è degno di menzione il particolare uso della metafora, dove una immagine inconsueta crea una nuova realtà a partire dalla quale la realtà d’origine ci sembra irreale (ad esempio “Ci vorrebbe una fionda fatta di lenzuola, a spararci nel cielo azzurro delle mattine di sole”). Quello che viene fuori è un pensiero breve, conciso, immaginifico, dagli occhi sfaccettati, che permette di registrare la realtà del mondo e dell’essere umano da angolature inconsuete, talora quasi assurde.

Presento una scelta di tweet di @wzgore

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@wzgore, Tweet scelti

Ci vorrebbe una fionda fatta di lenzuola, a spararci nel cielo azzurro delle mattine di sole

Se nel centro degli occhi di tutti, v’è una punta d’inchiostro, qualcosa dovranno pur dire.

Che bel posto per nascondersi, dev’essere, il “sono fatto così”.

ho lo stomaco che fa le fusa. dev’essere colpa di quel gatto che ho mangiato per dar la caccia alle farfalle, quand’ero stanco d’innamorarmi

L’arte del dedurre, è spesso più sensuale del sedurre.

io parlo e la musica mi ascolta. chissà che effetto ho su di lei; magari anche lei si addormenta o mi riascolta mentre passeggia.

Allontanare è un trucco, avvicinare è magia.

I nei mi hanno sempre affascinato, anche se non ho mai compreso di quali frasi finite fossero i punti.

Unendo con una linea tutti i punti deboli, vien fuori la frase che non siamo riusciti a dire.

Ci sono canzoni che non ascolto più, come muscoli che, più, non riesco a usare.

“Ma non parliamo di me…” dovrebbero venderlo spray. Lo userei tutti i giorni al posto del deodorante.

La vita sa che il dolore è meglio del vuoto; perciò se si esagera con lo slancio, ci offre sempre un muro dove schiantarci

È bello quando infili un cappotto di rabbia per andar via, e frugando nelle tasche trovi un motivo per restare.

Alzo le braccia al cielo, per farmi fare il solletico.

una ipocondria estrema, che eviti ogni contatto con la realtà, per paura d’essere infettati.

abbassarsi a certi livelli non è poi tanto male. se il livello è abbastanza basso, ci si può stendere a terra e guardare il cielo.

Perché nascondersi il volto con le mani, quando il volto nasconde già ben altro che mani?

Prima o poi riuscirò ad aumentare la trasparenza sullo sfondo della vita.

Il rumore prodotto dal cuore, è molto simile a quello dei topi che scavano in soffitta, cercando di farsi strada dove non dovrebbero.

Propongo di sostituire il menù “interazioni”, con “soliloqui”.

Alzerei una mano verso il cielo, non per afferrarlo, ma per voltarne pagina.

io la lingua la uso solo per mettere sgambetti alle conversazioni.

È proprio una giornata da star appesi al sole, mossi dal vento, come il bucato appena fatto.

anche quella con sé stessi è una relazione; oserei dire quella più duratura, ma anche quella in cui ci impegniamo di meno.

Non mi piacciono i numeri dispari, mi fanno sentire di troppo.

è un vero peccato che le Efelidi non siano delle isole, perché io ci andrei volentieri in vacanza

Dal bozzolo di questa giornata, so già che non nascerà nulla di buono; di sicuro nulla con le ali.

Al posto dell’anima, io, farei un bel parcheggio.

I vetri non smettono di tremare. Non ho capito se temono ciò che sta fuori, e cerca di entrare, o ciò che sta dentro, e cerca di uscire.

Dovrei avere i denti sulle braccia, così avrebbe più senso stringere a me le persone

Dovendo dare una geometria alla vita, sarebbe un “cerco” che si ripete, senza chiudersi.

I sogni nel cassetto me l’immagino come dei topini bianchi. Ora ne prendo uno e lo do in pasto all’anaconda di scheletri nell’armadio.

Forse si dice “compiere gli anni”, per darci l’illusione di aver fatto qualcosa almeno una volta l’anno.

Mentire è una forma d’arte così bella; io farei un museo della menzogna.

alcune persone non sono poi tanto diverse dagli acquazzoni primaverili: arrivano all’improvviso, scaricano malcontento e vanno via sereni.

Chissà se esiste “l’imprinting attrattivo”: una volta attratto un tipo di persona, continueremo ad attrarre sempre quello.

poter fare di tutto per una persona, comprende anche il farne a meno?

nelle belle giornate come questa, sarebbe bello poter aprire la gabbia toracica, per farvi entrare il sole.

Le preoccupazioni sono i pidocchi dell’iperuranio; basta avvicinare la propria testa a qualcuno, per trasmetterle.

“Quanto mi piacerebbe essere lui”. Una lotteria dove si vincono casualmente le identità altrui; questo sarebbe un bel mondo.

Mi sono innamorato, ma naturalmente lei è fatta di carta e inchiostro.

cerco nel frigo, le qualità che non ho.

Mi lascio indossare solo dal letto.

Capovolgerò questa giornata, solo per vedere se scende la neve.

Tra i peccati capitali io metterei anche il riconoscere un profumo per strada, e ricordare qualcuno.

Visto il bruciare intenso delle vite altrui, non posso fare altro che pensarmi come un grosso posacenere.

È facile mutare una parola in un amo. Poi basta lasciarla in sospeso per un po’, e qualcuno che ha voglia di stupirsi abboccherà.

Vorrei tanto avere un pinguino come animale domestico. Potrebbe dormire nel mio frigo, tanto c’è sempre tantissimo spazio.

Vivo nella discarica di tutte le possibilità non accadute.

Spezzare cuori, come nuova eucaristia.

E pensare che stamattina sono uscito solo per fare un po’ di fotosintesi.

Continuo a cliccare “apri una nuova finestra”, ma non entra nemmeno un raggio di sole.

Di sicuro, potendo afferrarla con le mani, la rabbia avrebbe la stessa crepitante consistenza delle neve, solo molto, molto, più calda.

Riflettendo sul firmamento, possiamo dunque considerare la pioggia come schizzi dell’altrui intuffarsi, nello sconfinato oceano celeste.

Nel mare di pensieri, il desiderio più grande mangia il desiderio più piccolo. Alla fine ne rimarrà uno mostruosamente irrealizzabile.

Le persone felici, sono spesso le più disinteressate ai motivi dell’infelicità altrui.

Scaricherò questa giornata, per viverla con calma un altro giorno.

il meteo di oggi prevede: ossa sparse, come nuvole.

Beh, se continuasse a piovere così tanto, almeno vedrei esaudito il mio desiderio di usare il letto come zattera per naufragare davvero.

Come sono passionale quando dico alla mia testa: “mi piacerebbe tantissimo sbatterti al muro”.

con tutte le cose che potreste leccare, perché scegliete sempre le ferite?

Prendere una foto di voi, dove non sembrate voi, e usarla per descrivere voi stessi, mi sembra una spiegazione più che valida.

Amare. Più che un sentimento, un gusto.

Tanti atti sessuali, ma pochissimi attimi sensuali.

Dire le cose senza riuscirci, è questo l’unico linguaggio che conosco.

Se sei brutto, ti tirano le pietre; ma se sei povero, le pietre le rivogliono indietro.

I problemi me l’immagino come pipistrelli diurni. Appesi al soffitto di notte, appena aperti gli occhi al mattino, ti piombano addosso.

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