Jean Baudrillard, Cool Memories

Jean Baudrillard, nato a Reims nel 1929 e morto a Parigi nel 2007, è considerato uno dei più grandi pensatori contemporanei. Autore di numerosi saggi sulla modernità e la società simulacro che hanno segnato in modo profondo la vita intellettuale e la rappresentazione culturale del nostro tempo, negli ultimi anni, di fronte all’evaporare e al dissolversi sempre più evidenti del reale nel virtuale, Baudrillard ha preferito come strategia di analisi il diario, il racconto del proprio transitare di esperienza in esperienza, di osservazione in osservazione. Da qui la sequenza di frammenti dal titolo Cool Memories (in cinque volumi) scritti tra il 1980 e il 2005.

Jean_Baudrillard

Come scrive nel primo dei suoi cinque diari a proposito della scrittura frammentaria: “La vera gioia della scrittura sta nella possibilità di sacrificare un intero capitolo per una sola frase, una intera frase per una sola parola, di sacrificare tutto per un effetto artificiale o per un’accellerazione nel vuoto”. E in difesa del frammento e dell’aforisma scrive anche: “Egemonia del commento, della chiosa, della citazione, della referenza. E tuttavia superiorità assoluta dell’ellissi, del frammento, dell’abbozzo, dell’aforisma, dell’enigma. Quello che dico è già troppo. E’ già chiosa. Bisogna estirpare tutti metalinguaggi, strappare la lingua a se stessa, fermare l’emorragia”.

I primi tre diari di Cool Memories (scritti tra il 1980 e il 1995) sono stati tradotti e pubblicati in Italia dall’editore Sugarco (1980 – 1990) e dall’editore Theoria (1990 – 1995). I temi trattati sono molteplici e vanno dall’erotismo alla televisione, dai mercati finanziari alla schiavitù, dal suicidio allo stupro, da Lacan a Michael Jackson. In presenza di un fenomeno nuovo da interpretare, quando scoppia un caso, se sopraggiunge un qualcosa di straordinario, un fatto o un evento di fronte a cui l’intelligibilità assicurata dalle normali categorie dell’analisi sociale vacilla, Baudrillard è uno tra i primi a prendere la parola e ad arrischiare una lettura, un’ipotesi, un’interpretazione

I frammenti presenti in Cool Memories sono di varia lunghezza, alcuni superano la pagina, altri sono di poche righe. Presento una breve selezione di frammenti aventi un carattere più aforistico tratti dai due libri sopra menzionati:

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Jean Baudrillard, Cool Memories, Sugarco, 1991, Milano, traduzione di Andrea Cossu e Lidia Breda

Il vero satellite artificiale è diventato la massa di denaro fluttuante che circonda la terra con la sua ronda orbitale. Il denaro diventato puro artefatto, con una mobilità siderale e una convertibilità istantanea, ha trovato infine la sua vera collocazione, più straordinaria dello Stock Exchange: un’orbita su cui si leva e tramonta come un sole artificiale.

Non siamo più nell’era della volontà, ma della velleità
Non siamo più nell’era dell’anomia, ma dell’anomalia
Non siamo più nell’era dell’avvenimento, ma dell’eventualità
Non siamo più nell’era della virtù, ma della virtualità
Non siamo più nell’era del potere, ma della potenzialità
ecc., ecc.

Donna vestita: obbligo di vedere, divieto di toccare.
Donna svestita: obbligo di toccare, divieto di guardare.
Ma ciò probabilmente sta cambiando.

La possibilità di aspettarsi tutto da qualcuno, a ogni nuovo incontro, è indifettibile. Idealmente noi siamo tutti vergini e speriamo, contro ogni logica, di trovare un destino in ogni volto possibile.

Il fine del fine è di vivere al di là del fine, con qualsiasi mezzo.

Designare le cose non è mai innocente, significa precipitarle al di là della loro propria esistenza, nell’estasi del linguaggio che è già quella dello loro fine

Chi ha comandato ai sessi di essere diversi, e non di alternarsi come le stagioni o di succedersi come il giorno e la notte? Quando i sessi saranno in opposizione come gli astri, cioè l’uno all’orizzonte dell’altro in una perpetua ellissi, allora esploderà la vanità di ogni liberazione sessuale.

E’ evidente che una donna saprà accarezzare un’altra donna meglio di qualsiasi altro uomo. E’ probabilmente vero anche per l’altro sesso. Così ogni sesso sarebbe come una specie particolare, e la carezza una sorta di linguaggio fondamentale propria di quella specie.

Gli uomini fuggono la richiesta sessuale femminile nell’androgino o nel travestito – mentre le donne si sottraggono alla richiesta maschile con il pudore o la stregoneria.

L’antica servitù volontaria era quella degli uomini liberi che si servivano paradossalmente della libertà per farsi servi della gleba, la nuova servitù volontaria è quella degli uomini che ubbidiscono all’intimazione di essere liberi.

Lo spazio è ciò che fa sì che tutto non stia allo stesso posto. Il linguaggio è ciò che fa sì che tutto non significhi la stessa cosa.

La gloria presso il popolo, ecco ciò a cui bisogna aspirare. Niente varrà mai quanto lo sguardo sperduto della salumiera che ci ha visto in televisore.

Dato che la virtù principale dell’atto sessuale è portare i corpi a quello stato eccezionale che è la nudità, esso diventa superfluo se la nudità è esposta abitualmente. Ecco perché l’amore è bello solo con un corpo timido, un sesso che gioca con la sua timidezza. Ecco perché è veramente bello solo la prima volta.

Il fatto che siano tutti votati alla scomparsa, produce in noi un sentimento insopportabile. Ma lo sarebbe ancora di più se fosse la morte a scomparire…

L’informazione può dirci tutto. Ha tutte le risposte. Ma sono risposte a domande che non abbiamo mai posto, e che certamente non si pongono nemmeno.

Attualmente, tutta l’arte del politico consiste nel suscitare l’indifferenza del popolo.

Ci sono quelle che fingono l’orgasmo e quelle che fingono delle idee. Viceversa poiché ci sono donne che hanno l’orgasmo senza accorgersene, ci devono pur essere menti che, senza rendersene conto, sono attraversate ogni tanto da un’idea.

Non è possibile vedere il pianeta intero coperto di nuvole, o viceversa, completamente terso. Meteorologicamente è impossibile.
Non è possibile che la vita abbia solo fini felici o infelici. Filosoficamente è impossibile.

La donna della propria vita – l’espressione non ha senso. In effetti o è la donna o è la vita. Non c’è spazio per tutti e due contemporaneamente. La concorrenza è troppo forte.
L’Africa ha l’Aids − L’America del Sud ha la droga − l’Islam ha il terrorismo − il Terzo mondo ha il debito. Gli unici successi occidentali sono i virus elettronici e il crack della borsa.

Gli intellettuali sono destinati a sparire con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale com’è avvenuto per gli eroi del cinema muto con l’invenzione del sonoro. Siamo tutti dei Buster Keaton.

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Jean Baudrillard, Taccuini, 1990-1995, Edizioni Theoria, Ancona, 1999, traduzione di Luana Boria

L’ossessione di diventare sempre più magri è quella di diventare immagine, dunque trasparenti, della stessa idealità disincarnata tipica delle star. La disincarnazione è il prezzo pagato per l’immortalità – essendo l’estrema magrezza il solo modo per passare attraverso la morte.

Raccontare qualunque cosa a qualcuno, significa trasformarlo in chiunque. Questo è esattamente il lavoro dell’informazione.

Due situazioni interessanti: quando il pensiero va più veloce della lingua, quando la lingua va più veloce del pensiero. Il peggio, è quando il pensiero e il linguaggio vanno di pari passo: lì comincia la noia

A forza d’assuefazione si possono sopportare dosi d’alcool smisurate proprio come, dopo molti anni, si può sopportare qualcuno con una soglia di tollerenza incomprensibile per chiunque altro. Noi stiamo già sopportando collettivamente un grado di promiscuità, d’aggressione sensoriale e di inquinamento impensabile per un osservatore estraneo alla specie umana.

Si può discutere con chi sa, si può discutere con chi non sa, ma il Buddha stesso non saprebbe discutere con chi crede di sapere.

L’Idea che un’idea possa esservi rubata non ha senso. Se essa può esservi rubata, vuol dire che non ha importanza. Se essa può esservi rubata, vuol dire che non è vostra.

Gli scandali servono da tampax alla democrazia, quando ha il suo ciclo e bisogna fermare l’emorragia.

Ciò che occorre, è liberarsi dalle proprie idee tramite la scrittura, e non prendersele in carico – è liberare il linguaggio dalla propria fine, liberare i concetti dal loro senso – liberare il mondo dalla propria realtà, che è un’illusione ancora più grande.

Quando saccheggiano le vostre idee il peggio è che venite presi per degli sprovveduti

Non c’è bisogno di prendersela con la classe politica. Essa pratica l’autodistruzione spontanea. Tutto quello che occorre fare è praticare una non-assistenza implacabile a chiunque sia in pericolo.

Se la parole stupide potessero lasciare un residuo materiale. Che risalto della stupidità generale!

La storia del traduttore cleptomane: tutti i gioielli, i candelabri, gli oggetti di valore sparivano dal testo che stava traducendo.

I concetti non li definisce, non li critica, non li analizza, li assassina (ma il crimine non è mai perfetto).

Così come c’erano dei lavoratori in nero, oggi ci sono dei non-lavoratori in nero (disoccupati clandestini). Il mercato nero del non-lavoro fa concorrenza al mercato nero del lavoro.

Non si dispone mai allo stesso tempo delle carte e delle regole del gioco.

Perché si imputano gli atti criminali e le anomalie a un processo chimico-biologico, e le virtù e le buone azioni mai? Sembra proprio che soltanto il Male abbia diritto a una spiegazione “oggettiva”. Ciò lascia intendere che la stessa razionalità scientifica sarebbe solo l’approfondimento del principio del Male.

I servizi segreti sono quanto vi è di più occulto. La pubblicità quanto vi è di più visibile. Quello che hanno in comune è che non si è mai potuto dimostrare che l’una o l’altra abbiano una efficacia qualsiasi.

Il servilismo è il combustile della potenza e l’arroganza ne è il lubrificante.

Quattro funzioni vitali, fondamentali quanto i quattro elementi: la sessualità, la socialità, l’ideazione, la gloria. O il piacere, la parola, il pensiero e il prestigio.
Ogni privazione di uno qualsiasi dei quattro componenti comporta lo stupore e la morte.

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2 risposte a Jean Baudrillard, Cool Memories

  1. M. ha detto:

    L’impero dei segni è da sempre più vasto dell’impero dei sensi. Questo non è Cool memories, ma una citazione di un movimento più ampio, non ricordo se da Seduzione o Le strategie fatali, fatto sta che lo leggevo poco tempo fa e mi domandavo quando\dove sarebbe\fosse “arrivato” all’aforisma (o alla forma breve, o a quel che è). Ora lo so, grazie 🙂

  2. Anonymous ha detto:

    Ah, another link in the long chain of Gallic philosophers… a tasty view of the world where garlic is always included.

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