Roberto Morpurgo, Petit Talk

Roberto Morpurgo uno dei più importanti scrittori di aforismi contemporanei, mi ha inviato una sua scelta di aforismi tratta dalla raccolta inedita Petit Talk (titolo che richiama i Table Talk di Coleridge). Come scrive Morpurgo, l’essenza dei Petit Talk è il “Piccolo Parlare: detto in due lingue diverse, quasi a ricordarci che parlare è sì condivisione di una medesima lingua, ma anche tacita tentazione di valicarne i limiti. Quasi che, nell’opera e nell’affanno che cerca il nostro più intimo e esclusivo pensiero, noi fossimo indotti a vendicarci sulla nostra lingua, colei che non ci permette se non combinazioni ‘nuove’ di elementi eterni, unanimi e perciò anonimi”.

L’uso dell’aforisma in forma dialogica, con la presenza di due personaggi che si scambiano aforisticamente frammenti di verità e di linguaggio, è un modello del tutto originale nella scrittura aforistica contemporanea. Esso è presente nei testi di alcuni autori tra cui lo spagnolo Ángel de Frutos Salvador, ma è solo in Roberto Morpurgo che acquista la forma di un libro.

Presento una breve selezione di aforismi tratti da Petit Talk:

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Roberto Morpurgo, Petit Talk, aforismi scelti

Libertà
D: siamo o non siamo liberi?
R: poco prima della domanda lo eravamo appena di più.

Azione
D: chi agisce pensa prima o dopo aver agito?
R: lei non ha patito né l’una né l’altra mancanza.

Violenza
D: c’è tanta violenza nel mondo!
R: e dove vorresti che abitasse? Nell’- immondo?

Zen
D: cos’è lo Zen in Occidente?
R: un’immagine romantica dell’Oriente.
D: e in Oriente?
R: zenofobia. Pura Zenofobia.

Soliloquio
D: ti offendi se non fingo che tu sia un’altra persona?
R: sarei sempre io a non offendermi.

Approssimazioni
D: vorrei fotterti.
R: a quale condizionale?

Processo
D: dunque rinuncia alla Grazia?
R: non però a quella che guadagno perdendo la sua.

A fumetti
D: perché disegnano le parole in una nuvola?
R: perché sono morte, e il loro inferno non è certo sottoterra

Dilemma e soluzione
D: preferisci amare o essere amato?
R: obbligato, preferisco obbligare.

Maschere?
A: la tua serietà è una maschera…
B: se sai cosa nasconde, non lo è più; se non lo sai, non lo è ancora.

Rotazione terrestre
D: se la Terra gira, perché non giriamo anche noi?
R: similmente il linguaggio tace, ma noi ci guardiamo bene dall’imitarlo.

Filosofi
A: chi ti ha detto che tu sei tu?
B: uno che evidentemente non aspirava a quel posto.

Della morte
A: la morte è lenta come la vita: si comincia a morire quando si nasce.
B: la vita è rapida come la morte: si finisce di vivere quando si nasce.

Una coppia filosofica
Marito: sei cosciente?
Moglie: no.
Marito: allora perché rispondi?
Moglie: per separarmi dalla stupidità della domanda senza divorziare da te.
Marito: avevi ragione. Sei davvero incosciente.

Fra breviloquenti
Moribondo: sto per morire.
Consolatore: sto per tacere.

Arrabbiati
Primo: io ce l’ho col mondo intero!
Secondo: io con la metà: ma per davvero.

La morte e l’ignaro
Morte: entrerò in punta di piedi.
Ignaro: è indifferente – sono sordo.
Morte: però mi hai sentito parlare.
Ignaro: per forza. Hai usato le mie labbra…

Fra messaggi
Passato: me, mi han recapitato ieri.
Futuro: me, mi decapiteranno domani.

Fra Numeri
N 1: perché mai non abbiamo un nome?
N 2: perché per noi il Che rinuncia al Come.

Fra reduci
A: l’abbiamo scampata…
B: ma non scopata…
A: …bella!
B: …quand’anche brutta!

Fedeltà
Lei: non ti ho mai tradito.
Lui: non ti ho mai tra dita.

Depressione
Depresso 1: non è strano che sia tu a curarmi? Tu che nemmeno hai voce!
Depresso 2: io non ti curo parlandoti, ma tacendoti.

Sordità
Orecchio: perché urli? Non sono sordo!
Voce: ma io sì.

L’Unico
A: come puoi essere certo di esistere, se proprio le parole con cui lo affermi appartennero a tutti prima che a te?
B: perché proprio a loro le rubai, e fui l’unico.

Lapsus doppio?
A: sei sempre in afflitto?
B: no, ormai sono diventato un proleprietario.

Colleghi
C 1: perché ci chiamano colleghi?
C 2: perchè colleghiamo.
C 1: ma colleghiamo cosa?
C 2: una cravatta a un colletto.
C 1: ben fatta, ben detto.

Bestiari uguali
Pecora posata: io belo.
Pecora tosata: io gelo.

Forbici
Prima lama: son io che agisco contro tuo immoto stare!
Seconda lama: ma mio è l’onore ignoto del tagliare.

Clessidra
Metà superiore: a me ricresce testa: come all’Idra.
Metà inferiore: a me mesta non riesce: che Clessidra.

Teografico
Mosè: io non sono: né Duo, né Trio.
Dio: io non sono: né Tuo, né D’Io.

Teleologie
Discepolo: dove vanno le cose?
Maestro: in entropiche case.

Equivoci!
Autorità: esca!
Obbedienza: amo!

L’Uno del Due
Vita: io passo.
Morte: io posso.

Io: io sono pro nome.
Tu: chè io son forse contra?

Filatelia
Mercante: quanti denti ha il francobollo che secondo lei io dovrei venderle?
Collezionista: tanti sono i merli della fortezza dove in caso avverso la farò rinchiudere.

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