L’aforisma in Messico, Armando González Torres

Armando González Torres, nato nel 1964, è poeta, saggista e scrittore di aforismi. Nel 1995 ha vinto il Premio Nazionale di Poesia “Gilberto Owen”, nel 2001 il Premio Nazionale di Saggistica “Alfonso Reyes”, nel 2005 il “Premio de ensayo Jus” e nel 2008 il Premio Nazionale di saggistica “José Revueltas”.

Armando González Torres (Foto per gentile concessione dell’autore)

E’ autore di cinque libri di poesia: La conversación ortodoxa, (Aldus, 1996), La sed de los cadáveres (Daga, 1999), Los días prolijos (Verdehalago, 2001), Teoría de la afrenta (Consejo Nacional para la Cultura y las Artes, 2008) e La peste (El Tucán de Virginia-Dirección General de publicaciones, 2010). Ha scritto cinque libri di saggistica: Las guerras culturales de Octavio Paz (Colibrí, 2002) ¡Que se mueran los intelectuales! (Joaquín Mortiz, 2005), El crepúsculo de los clérigos (Terracota, 2008), El sexo de los filósofos (Gobierno del estado de México, 2011) e La pequeña tradición (UNAM-El Equilibrista, 2011). In campo aforistico ha scritto due libri: Eso que ilumina el mundo (Almadía, 2006) e Sobreperdonar (Magenta, 2011).

Rispetto al modello tradizionale del libro aforistico dove gli aforismi sono disposti in modo discontinuo e talora anche casuale, i due libri aforistici di Armando González Torres sono strutturati in sequenze di capitoli. In Eso que ilumina el mundo il libro, diviso in cinque capitoli (“Forasteros en el espejo”, “Siete pecados he cometido”, “Hacia una conversión”, “El camino de la expiación” y “Fuga mundi), propone “un viaggio spirituale che non ha un ittinerario stabile, ma cerca di prolungare questa perdita, questo equivoco creativo che confonde deliberatamente e ludicamente il pensiero con il linguaggio letterario”. Dopo essersi guardato come un forestiero davanti allo specchio, l’autore percorre un cammino di espiazione in fuga dal mondo, come un moderno eremita intellettuale. In Sobreperdonar il libro è di nuovo diviso in cinque capitoli (“donde se discute la pertinencia,o no, del perdón”, “cosas que perdonar”, “del perdón denegado”, “del perdón otorgado”, “el idioma y el perdón”). In questo caso più che una trama e un itinerario, c’è una sorta di dialogo sul perdono dove è possibile localizzare voci distinte e incompatibili che si negano e entrano in discussione l’una con l’altra, come se l’autore partecipasse a ognuna di esse oppure dubitasse di tutte.

Polemico fin nell’epigrafe del primo libro (dove appare l’aforisma di uno dei più grandi polemisti italiani, Giovanni Papini), in Armando González Torres non ci sono verità assolute. Il rigore e la sapienza del filosofo si incontra (anzi si scontra) con l’ironia, il cinismo e la relatività dell’aforista che elabora frammenti luminosi che riflettono la vacuità esistenziale dell’uomo. L’aforisma di Armando González Torres è preciso, luminoso, affilato, talora contundente, mai scontato, e mette in discussione le ipocrisie e i luoghi comuni dell’uomo, a partire da quello del perdono.

Presento una scelta di aforismi tratti da due libri. Ringrazio Javier Perucho, editore, saggista e studioso dell’aforisma messicano, per avermi messo in contatto con l’autore.

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Armando González Torres, Eso que ilumina el mundo (Almadía, 2006), aforismi scelti

Yo: multitud que firma con el mismo garabato.

Io: moltitudine che firma con lo stesso scarabocchio.

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Mi instinto aristocrático desconfía de la turba que se aloja en mi cerebro.

Il mio istinto aristocratico diffida della folla che alloggia nel mio cervello.

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Ser uno mismo quiere decir aceptar ser distinto a cada instante y que muchos hablen por tu boca.

Essere se stesso significa accettare di essere diverso in ogni momento e che molti parlino attraverso la tua bocca.

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Un rostro es un puñado de polvo que se atreve a sonreír antes de ser dispersado por la escoba.

Una faccia è una manciata di polvere che osa sorridere prima di essere dispersa dalla scopa.

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Todo rostro es abismo, y si lo miras fijamente, sentirás vértigo.

Ogni viso è un abisso, e se lo guardi fissamente, proverai vertigine.

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Tenemos un rostro que se aja, que se transfigura en cada gesto, pero guardamos otro rostro inmutable en la memoria.

Abbiamo una faccia che si raggrinzisce, che si trasfigura in ogni gesto, però conserviamo un’altra faccia immutabile nella memoria.

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Me divorcié de mi espíritu para poder cohabitar con mi cuerpo.

Io divorziai dal mio spirito per poter coabitare con il mio corpo.

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¿Sabes que tienes otro yo que te difama y que hace mímica con tus gestos?

Lo sai che hai un altro io che ti diffama e che imita i tuoi gesti?

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A la merced de aquél que fue, estaba aquél que quería ser, ¡y cuánto intentaba, sin ningún éxito, dejar de ser aquél que fue!

In balia di colui che fu, c’era colui che vorrebbe essere, e quanto tentava, senza successo, di smettere di essere colui che fu!

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Las lágrimas y el aullido son el pago expedito y en especie por el pecado de la estirpe; el rencor, la sospecha, el ansia y la envidia son los intereses leoninos que se cargan al moroso.

Le lacrime e i mugolii sono il pagamento immediato e in natura per il peccato della stirpe; il rancore, il sospetto, l’ansia e l’invidia sono i tassi di interesse esorbitanti, a carico del moroso.

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Que la misma ponzoña que me consume, infeste el alma de los que me odian.

Che il veleno stesso che mi consuma, infesti l’anima di coloro che mi odiano.

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¡Pobre diablo!, entre el exceso demoníaco y la continencia, eligió el placer eventual y culposo.

Povero diavolo! tra l’eccesso demoniaco e la continenza, scelse il piacere fortuito e colposo.

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Lo suyo no es experimentar pruebas o descifrar señales de la gracia. ¡A qué horas! Quisieran, sí, ser espirituales y creer en un dios, pero flexible, portátil, que quepa en el bolsillo o se manifieste en la pantalla del celular.

Non è da loro sperimentare prove o decifrare i segni della grazia. Quando mai! Vorrebbero sì, essere spirituali e credere in un dio ma flessibile, portatile, che stia comodamente in tasca o si manifesti nella schermata del telefono.

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Cuando aprenden que el realismo consiste en aceptar que el mundo y sus fastos son una ilusión, se convierten al idealismo.

Quando imparano che il realismo consiste nell’accettare che il mondo e i suoi fasti sono una illusione, si convertono all’idealismo.

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Todos saben claramente lo que son, pero con su silencio cómplice avalan lo que aparentan.

Tutti sanno con chiarezza quello che sono, ma con il loro silenzio complice approvano quello che sembrano.

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No tienen necesidades ni aspiraciones, tienen intereses; no tienen pensamientos, tienen posturas; tampoco tienen alma, tienen personalidad.

Non hai necessità né aspirazioni, hai interessi; non hai pensieri, hai atteggiamenti; non hai anima, hai personalità.

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Sin practicar ningún ascetismo, sin haber recibido ninguna gracia, sin aspirar a ninguna santidad, ese holgazán había llegado al grado óptimo de indiferencia hacia sí mismo que prescriben las religiones perfectas.

Senza praticare alcun ascetismo, non avendo ricevuto nessuna grazia, senza aspirare ad alcuna santità, questo poltrone aveva raggiunto il grado massimo di indifferenza verso se stesso come prescrivono le religioni perfette.

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La indignación entra como un hálito y sale como una tromba.

L’indignazione entra come un alito ed esce come una tempesta.

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Sonrisa de fastidio que preludia la ira, frase de apariencia apacible que anuncia el exabrupto.

Sorriso di fastidio che prelude la rabbia, frase all’apparenza pacifica che annuncia l’esplosione.

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¿Y si te dijera que la ira guía cada uno de mis pensamientos, pero que el miedo acalla cada una de mis palabras?

E se vi dicessi che la rabbia guida ciascuno dei miei pensieri, ma che la paura tace ognuna delle mie parole?

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También hay gula de ideas, y el devorador de opiniones amaga con su halitosis en los rincones de cualquier café.

C’è anche una gola delle idee, e il divoratore di opinioni si nasconde con la sua alitosi negli angoli di qualsiasi caffè.

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Despojar al muerto de todo lo que amábamos de él, y enterrarlo con todo lo que detestábamos.

Spogliare il morto di tutto quello che amavamo di lui, e interrarlo con tutto quello che detestavamo.

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El pasado conservador estrangula al futuro liberal, mientras el presente atestigua lleno de miedo.

Il passato conservatore strangola il futuro liberale, mentre il presente testimonia pieno di paura.

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Huimos de las determinaciones por inercia, nos rebelamos sin ganas y sin convicción, somos como el perro viejo que persigue cansinamente la pelota que tanto ha rodado ya por el piso manchado de orines y excremento.

Fuggiamo dalle deliberazioni per inerzia, ci ribelliamo a malincuore e senza convinzione, siamo come il vecchio cane che insegue stancamente la palla che ha già tanto rotolato sul pavimento macchiato di urine e escrementi.

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Mientras desesperado huía de quien sabe qué y quién sabe hacia dónde, recordaba esa conseja que dice que sólo es posible vivir sin pensar.

Mentre disperato fuggiva da chissà cosa e chissà dove, ricordava quel consiglio che dice che solo è possibile vivere senza pensare.

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Si aprendiéramos a pensar sin pensar que pensamos…

Se apprendessimo a pensare senza pensare che pensiamo…

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No podía recordar sin ruborizarse, no podía olvidar sin palidecer.

Non poteva ricordare senza arrossire, né poteva obliare senza impallidire.

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Erudición: saber sin la redención del olvido.

Erudizione: sapere senza la redenzione dell’oblio.

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Al escribir, uno se niega a olvidar lo que no merece recordarse.

Quando si scrive, ci si rifiuta di dimenticare ciò che non vale la pena ricordare.

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¡Ah, ése era el paraíso, donde no había ideas fijas, sino pensamientos gráciles, repentinos, que se olvidaban de inmediato con el ruido de las risas, con el roce de los cuerpos!

Ah, quello era il paradiso, dove non c’erano idee fisse, ma pensieri gracili e improvvisi, che si dimenticavano immediatamente con il suono delle risate, con il fruscio dei corpi!

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Todo olvido se dilata, toda memoria llega demasiado tarde.

Ogni oblio si dilata, ogni memoria arriva sempre troppo tardi.

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Actualmente, nos empeñamos en suprimir el dolor y lo único que estamos haciendo es perder el vocabulario y los alaridos para expresarlo.

Attualmente, ci sforziamo di sopprimere il il dolore e tutto quello che stiamo facendo è perdere il vocabolario e le grida per esprimerlo.

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Por favor, un espejismo, no una punción de más en la carne lastimada; una mentira piadosa, no una sucesión de prescripciones; un licor que redima, no la bicoca del bálsamo, no la somnolencia de la medicina.

Per favore, un miraggio, non una puntura in più nella carne dolente, una bugia pietosa, non una serie di prescrizioni, un liquore che redima, non la miseria del balsamo, non la sonnolenza del farmaco.

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Luchó toda la noche con lo innombrable sólo para enfrentarse a la certeza de lo inaudible.

Lottò tutta la notte con l’innominabile solo per avere di fronte la certezza dell’inaudibile.

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Un instante de silencio es el cántaro que nos contiene.

Un istante di silenzio è il vaso che ci contiene.

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Apártate y deja que las voces elijan sus propias palabras.

Appartati e lascia che le voci scelgano le proprie parole.

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Un sueño es el eco de lo que no puedes pronunciar.

Un sogno è l’eco di ciò che non si può pronunciare.

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Armando González Torres, Sobreperdonar (Magenta, 2011), aforismi scelti

 

Todo perdón deja una marca, como una pequeña verruga, en los labios del perdonador y en las orejas del perdonado.

Ogni perdono lascia un segno, come una piccola verruca, sulle labbra del perdonante e sulle orecchie del perdonato.

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Dicen que en las reuniones de santos se suceden orgías de perdones.

Dicono che nelle riunioni dei santi si succedono orgie di perdoni.

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Perdonar es como disociarse, como permitir que los sentidos no se aperciban de sus agravios.

Perdonare è come dissociarsi, como permettere che i sentimenti non percepiscano le loro offese.

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Sin embargo, frente a la lengua magnánima, cada centrímetro de piel exige su derecho a no perdonar.

E tuttavia, rispetto alla lingua magnanima, ogni centímetro di pelle esige il suo diritto a non perdonare.

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“Cicatrizar” así le llaman a esa novela rosa en la que el odio se convierte en comprensión y, luego, en perdón

“Cicatrizzare” così chiamano quel romanzo rosa in cui l’odio si converte in comprensione e,  dopo, in perdono.

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Los beatos mienten: el perdón no libera, de ese acto contranatura sólo se pasa al desencanto y la desesperanza.

I beati mentono: il perdono non libera, da questo atto contro natura si arriva soltanto al disincanto e alla mancanza di speranza.

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Imagínate: dilapidar ese capital de odio que has acumulado a través de una vida desdichada, en el acto instantáneo y farandulesco del perdón.

Immaginate: sprecare questo capitale di odio che avete accumulato attraverso una vita miserabile nell’atto istantaneo e teatrale del perdono.

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La caridad es un delirio: no necesitamos estar ebrios para ofender, pero sí, muy ebrios, para perdonar.

La carità è un delirio: non abbiamo bisogno di essere ebbri per offendere, ma al contrario, molto ebbri per perdonare.

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Reconocer las razones y motivos del otro, perdonar, formas edificantes de traicionarse a sí mismo.

Riconoscere le ragioni e le motivazioni degli altri, perdonare, forme edificanti del tradire se stesso.

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La historia incomprensible del perdón: sin lógica, causalidades y continuidades, surcada por un exceso de ira y maldad y un mayor exceso todavía de comprensión y condescendencia.

La storia incomprensibile del perdono: senza logica, causalità e continuità, attraversata da un eccesso di ira e malvagità e un eccesso ancora maggiore di comprensione e di condiscendenza.

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Lo peor de todo es que nunca podemos predecir hasta dónde podemos perdonar.

Peggio di tutto è che non possiamo mai prevedere fino a che punto possiamo perdonare.

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Todo es encantador en ese mundo mágico lleno de afrentas heróicas y perdones curativos, pero cómo perdonar la estulticia del taxista y del vecino, los malos modales en la mesa de la esposa.

Tutto è incantavole in quel mondo magico pieno di offese eroiche e di perdoni curativi, ma come perdonare la stupidità del tassista e del vicino, le cattive maniere a tavola della moglie.

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Hay momentos en que tanto la decisión de perdonar como la de no perdonar escapan a lo comprensible, pero ¿por qué mientras la primera recibe aplausos de la muchedumbre, la segunda debe resignarse a los abucheos?

Ci sono momenti in cui sia la decisione di perdonare come di non perdonare sfugge a qualsiasi comprensione, ma per quale motivo mentre la prima riceve gli applausi della moltitudine, la seconda deve rassegnarsi ai fischi?
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Un perdón que responde a razones no es auténtico, no hay razón para perdonar, este acto se impone, desde una poderosa oscuridad, a la lógica y a la inteligencia.

Un perdono che risponde a delle ragioni non è autentico, non vi è alcuna ragione per perdonare, questo atto si impone, dal fondo di una potente oscurità, alla logica e all’intelligenza.

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Perdonar implica decir “soy tan poderoso que puedo sobrevivir a tu mal”.

Perdonare significa dire “io sono così potente che posso sopravvivere al tuo male”.

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O “tu castigo no imprime la más mínima huella en mi infinito”.

Oppure “il tuo castigo non lascia la minima traccia nel mio infinito”.

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El perdón es un universo de leyes completamente ajenas a lo razonable, de ahí la fascinación que ejerce como fenómeno moral, como territorio del albedrío paradójico en donde se llega a decisiones, más que éticas, poéticas.

Il perdono è un un universo di leggi completamente aliene al razionale, di qui la fascinazione che esercita come fenomeno morale, come territorio del libero arbitrio dove si arriva a decisioni, più che etiche, poetiche.

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Cuando no existe una cantidad de castigo proporcional a la falta, se requiere perdonar.

Quando non esiste una quantità di castigo proporzionale alla colpa, bisogna perdonare.

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El único perdón que vale, el que carece de motivo.

L’unico perdono che vale, è quello che manca di una motivazione.

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Ese espacio de sombra entre la razón y la sinrazón, entre la vigilia y el sueño, entre el apego y el odio, entre lo tibio y lo helado, donde los perdones se fecundan.

Questo spazio d’ombra tra la ragione e il torto, fra la veglia e il sonno, tra l’affetto e l’odio, tra il tiepido e il gelido, dove i perdoni vengono fecondati.

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En unos, la mueca de odio quedaba imborrablemente grabada en su cara; en otros, la mueca de dolor devenía felizmente en lágrima.

Negli uni, la smorfia d’odio rimaneva indelebilmente stampata sul suo viso; negli altri la smorfia di dolore diventava felicemente lacrima.

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No sé si el perdón es justo o no, pero ¿sabes? deja que entre un poco de aire limpio al mundo.

Non si sa se il perdono sia giusto o no, però forse lascia che entri un po’ d’aria fresca nel mondo.

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Según una nueva teoría de la evolución, el hombre dejó de caminar a cuatro patas, una vez que aprendió a perdonar

Secondo una nuova teoria dell’evoluzione, l’uomo smise di camminare a quattro zampe, una volta che imparò a perdonare.

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Hay un perdón virtuoso que no se pronuncia, sino que se contagia.

C’è un perdono virtuoso che non si pronuncia, ma che contagia.

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Los hijos perdonaban a sus padres y los padres a sus ancestros y así hasta llegar al simio.

I figli perdonano ai loro padri e i loro padri ai loro antenati e così via fino ad arrivare alla scimmia.

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Toda violencia tiene, como fin último, hacer tartamudear a la víctima, quebrar su sintaxis.

Ogni violenza ha, come fine ultimo, far balbettare la vittima, spezzare la sua sintassi. 

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