Marco Ercolani, Sentinella

I lettori del mio blog hanno già avuto modo di conoscere ed apprezzare la raffinata scrittura frammentaria di Marco Ercolani, psichiatria e scrittore che vive e lavora a Genova.

Da parecchi anni, almeno dal 1990, Marco Ercolani sta lavorando a un’opera che si intitola Nottario, un vero e proprio zibaldone (in senso leopardiano), comprendente aforismi, ma anche prose brevi, stralci autobiografici e riflessioni su temi come la scrittura, il sonno, la coscienza, la follia. La parte più aforistica di Nottario, intitolata Per la mano sinistra, è apparsa a più puntate sul blog di Francesco Marotta, La dimora del tempo sospeso e poi è stata ripresa anche nel mio blog Aforisticamente.

Adesso è uscito presso le edizioni Carta bianca un libro che si intitola Sentinella (“La prima sentinella ha la schiena girata: si rifiuta di vedere. La seconda, che si è voltata da alcune ore, continua a fissare qualcosa che non riusciamo a scorgere”) e che finalmente raccoglie in un volume non solo gli aforismi di Per la mano sinistra ma anche una serie di frammenti, note, appunti (“appunti non come confessioni ma come cosmografie”) del tutto inediti.

In questa scrittura frammentaria dove sono molto labili le barriere tra testo saggistico e invenzione, logica e onirismo e persino tra prosa e poesia, suono e immagine, l’ambizione di Marco Ercolani – come scrive molto bene Alberto Bertoni nell’introduzione – “è di avvicinare fino a sovrapporli i domini della poesia e della filosofia (intesa non come facoltà astrattiva e teoretica, bensì come competenza storico-antropologica del genere umano) con un cortocircuito di verità e invenzione che svela presto la sua natura sapienziale, materializzata a propria volta in una doppia opzione di stile: mentre nel capitolo Per la mano sinistra (e poi nella suite finale) domina una sentenziosità gnomica e vicina all’essenza nominale e imperativa dell’aforisma, in altre zone non meno incisive del libro prendono forma assieme figurativa e musicale luoghi e personaggi (emanazione e trasformazioni di un io tutt’altro che stabile) che giungono a comporre una sinopia narrativa, sospesa tra passato e presente, sogno e veglia, reminescenza culturale e subbuglio”.

Quella di Marco Ercolani – per citare un frammento dell’autore stesso – “è una scrittura errabonda, vigile ma dormiente, disattenta ma lucidissima, l’equivalente di una fuga psicogena” che non è solo veicolo di parole e di idee, ma proietta il lettore in un mondo “fuori” e “altrove”, in un continuo dialogo tra la vita e la scrittura.

Testo raffinatissimo, anche nella sua impaginazione, Sentinella di Marco Ercolani rappresenta una delle prove più alte della scrittura frammentaria e aforistica di questi anni.

 

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Una risposta a Marco Ercolani, Sentinella

  1. Giuseppe Savarino ha detto:

    Raffinato perché limpido ed essenziale e dunque profondo.
    Con uno stile (parafrasando uno dei suoi aforismi) che è un gioco di equilibri attorno a un precipizio.
    Qualche esempio…
    “Non ci sono disperazioni necessarie. Solo inevitabili”
    “Ci sono abissi che solo chiudendo gli occhi dimentico”
    “Il turbamento non si oppone alla chiarezza. E’ la chiarezza”
    “La parola è trasparenza dell’io all’esperienza dell’abisso”

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