L’aforisma in Serbia, Rastko Zakic

Rastko Zakic è uno degli scrittori di aforismi più censurati in Yugoslavia, con addirittuta sette libri passati al vaglio della censura all’epoca di Tito (il primo pubblicato nel 1967 fu subito ritirato dalla vendita e distrutto dopo la decisione del Comitato comunale della Lega dei comunisti di Kraljevo, nel 1967).

Nel 1984, qualche anno dopo la morte di Tito, un impenitente Zakic pubblicò tutti gli aforismi precedentemente censurati, ma in una forma totalmente rovesciata (il libro si intitolò “Nuove parole incrociate”), e per tale motivo venne arrestato dai dirigenti comunisti.

Dopo essere stato trascinato in tribunale, Zakic fece convocare in aula dei matematici e filosofi per sostenere che non poteva essere processato due volte per aver detto cose opposte. Ma Zakic non riuscì convincere i giudici. Zakic ricorda però che la polizia segreta, per scagionarlo da ogni accusa, gli offrì di spiare i suoi colleghi, scrittori di aforismi. Con loro grande sorpresa, Zakic fu d’accordo, ma solo se avessero acconsentito a dargli una uniforme speciale della polizia – una richiesta, egli ricorda, che non fu presa molto bene. “Ho voluto prendere in giro l’ipocrisia del comunismo”, ha detto di recente, spiegando il suo lavoro. “Non potevo rispondere alla loro follia che con una maggior follia.”

Rastko Zakic (Foto per gentile concessione dell'autore)

Come ricorda Aleksandar Cotric in una intervista al Ny Times sull’aforisma serbo, “Tempo fa Aleksandar Balijak, Presidente del Circolo Aforistico di Belgrado, e Rastko Zakic si sono incontrati per scambiarsi le ultime battute di spirito. Balijak ha esordito alludendo alla pulizia etnica degli anni novanta. “Ciò che ho vissuto durante la nostra unione fraterna non lo augurerei neanche a mio fratello”. Al che Zakic gli ha risposto caustico “Ci impegneremo affinché non ci siano più fratelli: smetteremo di essere fratelli”.

Nel 2005 Zakic ha pubblicato il suo trentesimo libro di satira e di aforismi. I suoi libri hanno ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il premio Radoje Domanović (assegnatogli quattro volte). L’opera di Zakic è stato tradotta in numerose lingue e compare su molte riviste e antologie (in lingua italiana è apparsa agli inizi degli anni novanta una piccola selezione di aforismi di Zakic all’interno della rivista quadrimestale La Vallisa). Presento qui di seguito una nuova e più ampia selezione di aforismi di Rastko Zakic. Ringrazio Olja Arsic e Sasha Hrnjez per avermi aiutato nella traduzione.

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Rastko Zakic, Aforismi scelti

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U šumi su preterali sa demokratijom: svake godine lišće se menja!

Hanno esagerato con la democrazia nei boschi: ogni anno le foglie cambiano!

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Političar koji pravi pogrešne poteze dobija veću platu zbog otežanih uslova rada.

Il politico che fa le mosse sbagliate prende lo stipendio più alto per le difficili condizioni di lavoro.

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Istraga je poverena krivcima jer oni najbolje znaju šta je bilo!

L’inchiesta è stata affidata al colpevole perché sa meglio di tutti come sono andate le cose.

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Mi se od oslobođenja neprestano borimo za slobodu.

E’ dalla liberazione che combattiamo costantemente per la libertà.

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Kavez se otvara spolja! Iznutra mora da se ruši.

La gabbia è aperta dall’esterno! Dall’interno deve essere abbattuta.

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Naši neprijatelji u našem sistemu ne bi menjali ništa.

I nostri nemici non cambierebbero niente nel nostro sistema.

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Narod koji voli da sanja neće da se probudi!

Una nazione che ama sognare non vuole svegliarsi!

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Imajući u vidu krizu velikana na spomenicima budućnosti ostaće samo konji!

Data la carenza di persone eccezionali i monumenti del futuro avranno solo i cavalli!

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U našoj slobodnoj zemlji čak ni istoričarima nećemo dozvoliti da budu robovi činjenica.

Nel nostro paese libero non si può permettere che gli storici diventino schiavi dei fatti.

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On je genije. I to ne kaže on, nego ljudi pametniji od njega!

Lui è un genio. E non lo dice lui stesso, ma la gente più intelligente di lui.

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Zagrljeni smo grčko-rimskim stilom!

Ci siamo abbracciati in stile greco-romano!

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Imali smo dodirnih tačaka, napravila se rana.

Avevamo dei punti di contatto tra di noi: si è creata una piaga.

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Morali smo ratom da rešimo ko je miroljubiviji.

Abbiamo dovuto usare la guerra per capire chi era più pacifico.

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Da li je nigde- daleko?

E’ da nessuna parte – lontano?

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Nisu naše žrtve pale uzalud: biće to odličan povod za sledeći rat.

Le nostre vittime non sono state vane: questo sarà una buona causa per la prossima guerra.

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Znali smo da je politika kurva, ali nismo znali da toliko košta.

Sapevamo che la politica era una puttana, ma non sapevamo che costasse così tanto.

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Razum je pobedio kad su se ludaci složili!

La ragione ha prevalso quando la follia ha trovato un accordo!

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Stigli smo složno do ivice provalije, a onda su izdajnici odustali!

Siamo arrivati uniti al bordo dell’abisso, e poi i traditori hanno rinunciato!

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Rodoljub je čovekoljubac u granicama.

Il patriota è un filantropo solo all’interno dei suoi confini.

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Dok smo utvrdili šta je čije- sve smo uništili.

Mentre stabilivamo che cosa apparteneva a chi – abbiamo distrutto tutto.

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Srbe su u ovom ratu predvodili jedan pravnik, jedan psihijatar i jedan policajac. Zato smo zreli za sudnicu, za ludnicu i za tamnicu.

In questa guerra i serbi erano guidati da un avvocato, uno psichiatra e un poliziotto. E’ per questo che siamo maturi per il tribunale, il manicomio e il carcere.

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Snajperista nije prvi pucao, prvo je žrtva naišla!

Il cecchino non ha sparato per primo, ha cominciato la vittima!

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Ludaci koji nisu u ludnicama obično ostvare svoje fiks-ideje.

I pazzi fuori dai manicomi di solito riescono a realizzare le loro idee fisse.

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Danas je poslednja prilika za sutra.

Oggi è l’ultima possibilità per domani.

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Radnička klasa je kostur našeg sistema!

La classe operaia è lo scheletro del nostro sistema!

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Da je neko na vreme rekao da je kralj go, ne bismo svi bili goli i bosi.

Se qualcuno avesse detto all’epoca che il re era nudo, non saremmo diventati tutti nudi e scalzi.

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Naš Ustav ne stiže da nas zaštiti od naših zakona.

La nostra Costituzione non riesce a proteggerci dalle nostre leggi.

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U nedostatku braće bratoubilački rat se obustavlja!

In mancanza di fratelli il fratricidio è sospeso!

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Ne možemo mi ljudska prava proširiti baš na svakog čoveka!

Non possiamo estendere i diritti umani a ogni singolo uomo!

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Na sreću, u građanskom ratu svi govorimo istim jezikom, inače se ne bismo razumeli.

Per fortuna durante la guerra civile tutti parlano la stessa lingua, altrimenti non ci si comprenderebbe affatto.

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Sloboda jeste uslov bez koga se ne može, ali nama neće niko postavljati uslove!

E’ vero che la libertà è una condizione senza la quale non si può stare, ma nessuno detterà delle condizioni a noi!

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Optuženi je kriv jer je pokušao istinom da utiče na sud!

L’accusato è colpevole per aver cercato di influenzare la corte con la verità.

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Izvršiće se obdukcija živih, da se utvrdi od čega su živi!

Saranno effettuate autopsie sui vivi per stabilire di che cosa vivono.

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Da bi Bog presudio pravilno, prvo smo svedoke poslali na nebo.

Per essere giudicati correttamente da Dio, bisognerebbe inviare un testimone in cielo.

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Nota bibliografica

Nato nel 1942 a Kragujevac, Rastko Zakic attualmente vive a Belgrado. Censurati in più di una occasione dal regime comunista, i suoi libri hanno ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il premio Radoje Domanović (assegnatogli quattro volte). L’opera di Zakic è stato tradotta in numerose lingue e compare su molte riviste e antologie. Ecco un elenco delle sue principali pubblicazioni:

– Na ljutu ranu ljutu travu, 1967.
– Šund stihovi, 1972.
– Žar ptice, 1975.
– Kuda nas modni kreatori vode, 1978 i 1982.
– Naopaklije, 1981 i 1982.
– Udarci glavom, 1983. i 1984.
– Isterivanje pravde, 1983. i 1984.
– Antologija dokumenata Bela knjiga (sa Draganom Antićem), 1984.
– Antologija aforizama (u agendi 20. vek), 1985.
– Ukrštene reči, 1984. i 1985.
– Minut do dvanaest, 1985.
– Državne brige, 1986.
– Moje novine (prva i druga sveska Dnevnika u nastavcima), 1987.
– Moja vežbanka (treća sveska Dnevnika u nastav-cima), 1987.
– (Druge) državne brige, 1987.
– S.O.S. (sa Brankom Conićem), 1988.
– Građanski rat u mojoj glavi, 1994.
– Dobrovoljni izdajnik, 1994.
– Pristojnost nalaže da se pobunimo, 1998.
– Mi nismo krivi, 1998.
– Ulaznica za pakao, 2000.
– Vlasnici vlasti, 2005.

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Una risposta a L’aforisma in Serbia, Rastko Zakic

  1. Giuseppe Savarino ha detto:

    L’ironia di questi aforismi mi ricorda altri due autori: il macedone Tolevski e il bulgaro Rasiev che ho conosciuto grazie a questo blog e a quanto pare non tradotti ancora in italiano (segnalazione per le case editrici!).
    Interessante l’inversione del senso logico che provoca una riflessione critica:
    “La polizia ha dovuto intervenire perché i dimostranti hanno cominciato a fuggire”
    “Il cecchino non ha sparato per primo, ha cominciato la vittima!”
    a sancire la superiorità della limpidezza aforistica sull’ammucchiata retorica della prosa.

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