Silvana Baroni, Il bianco, il nero, il grigio

Nell’articolo “L’aforisma visivo di Silvana Baroni” (uno degli articoli più letti e commentati del mio blog), i lettori hanno già avuto modo di conoscere ed apprezzare la scrittura aforistica di Silvana Baroni, medico psichiatria che vive e lavora a Roma.

Da qualche settimana è appena uscito un nuovo libro di aforismi della scrittrice romana dal titolo Il bianco, il nero, il grigio, con prefazione di Gino Ruozzi, punto di riferimento in Italia per gli studi sull’aforisma. In questo nuovo libro (edito da Joker Edizioni, nella collana di aforismi Athanor) la scrittura aforistica di Silvana Baroni si è ulteriormente raffinata e evoluta, complice anche il diverso rapporto tra il testo e le immagini (ricordo che Silvana Baroni è anche un’artista molto conosciuta, che ha allestito diverse mostre di opere pittoriche e grafiche).

Rispetto al precedente libro (Neppure i fossili laccati di cristallina sono più quelli di una volta, Quasar, 2007) dove la maggior parte degli aforismi erano accompagnati da un’immagine che ne moltiplicava le vibrazioni semantiche e di senso, tanto da costruire una vera e propria architettura aforistica visiva, in “Il bianco, il nero, il grigio” permane l’intreccio tra aforisma e immagine, ma il testo visivo occupa una spazio minore rispetto al testo linguistico. La funzione dell’immagine è ancora quella di dischiudere il senso e di risvegliare l’immaginazione (“Il disegnare induce la mente creativa a esporre i propri meccanismi. Il disegnare dischiude il cuore del pensiero visivo, risveglia magicamente l’immaginazione. Il disegnare è un atto di meditazione” scriveva Silvana Baroni nella precedente raccolta citando Edward Hill), ma in modo più calibrato. Al tempo stesso l’immagine acquista una funzione nuova, quasi di pausa e intervallo, tra una serie di aforismi e l’altra. Se come scrive molto bene Pascal Quignard in uno dei libri più lucidi mai scritti sull’aforisma (“Une gêne technique à l’égard des fragments“, 1986), “il frammento pone una doppia difficoltà: la sua insistenza satura l’attenzione del lettore, la sua moltiplicazione edulcora l’effetto che la brevità prepara”, Silvana Baroni riesce a superare questo doppio ostacolo proprio attraverso l’uso dell’immagine, che inserita qua e là nel libro, spezza “l’insistenza dell’aforisma” e ne attenua la “moltiplicazione”, proponendo uno spazio di meditazione visiva accanto al flusso insistente dell’aforisma.

Dedicando meno spazio al disegno, Silvana Baroni si concentra maggiormente sui delicati meccanismi dell’aforisma. La scrittrice romana coltiva un aforisma particolarmente laconico (la lunghezza non supera quasi mai la riga), alleggerito dei nessi di subordinazione della frase, stilizzato e lineare come i suoi disegni (“una retta fra due punti” scrive la scrittrice) e nel quale la limitatezza verbale si trasforma in una lama precisa e tagliente che lacera l’ovvietà e l’ordinarietà della realtà. L’aforisma di Silvana Baroni non offre facili soluzioni di un problema, ma è piuttosto un punto d’appoggio (o “una linea”) per pensare il mondo in un’altra maniera (“Per riuscire a inventare è necessario pensare a lato (à côté)” scriveva l’autrice citando Etienne Souriau nella precedente raccolta). Nei suoi paradossi, nei suoi parallelismi e incroci rivelatori, nei suoi giochi di parole mai fini a se stessi, l’aforisma è un pugno nello stomaco del lettore troppo facilmente uso alle facili verità, anche se poi fa balenare qua e là un sorriso grazie allo sguardo disincantato sul mondo (“dire col sorriso verità scottanti, addirittura tragiche” afferma l’autrice). Del resto questa duplice identità è presente anche nell’aforisma finale (“l’aforisma è un cappio, e al contempo il taglio del cappio”) dove si evince il carattere spietato dell’aforisma, ma anche il suo aspetto “curativo” attraverso l’ironia e il sorriso, il suo essere veleno e al tempo stesso antidoto per il lettore.

Rispetto al precedente libro c’è da segnalare in Il bianco, il nero, il grigio la novità della scrittura che mette gli aforismi in successione uno dopo l’altro senza maiuscole e senza punti. Questo procedimento è già stato utilizzato nell’aforistica contemporanea da alcuni autori (in particolare si veda l’aforista austriaco Franz Josef Czernin e anche il belga Louis Savary) e vuole sottolineare da un lato la “minimizzazione” della maiuscola – intesa come affermazione “forte” e “definitiva” -dall’altra l’imposibilità di mettere un punto (quindi una barriera, una divisione) tra l’aforisma e lo spazio vuoto che lo circonda, tra il nero e il bianco. Quello che emerge è una zona indefinibile (forse il grigio a cui allude il titolo della raccolta?) dove si annida il senso, in perpetua oscillazione (come il funambolo in epigrafe alla raccolta) tra visibile e invisibile, tra detto e non detto, tra il sapere e il dubbio.

Proprio a proposito del cromatismo del titolo Il bianco, il nero, il grigio vorrei citare anche la riflessione di Gino Ruozzi che scrive: “Nel percorso cromatico ed esistenziale del libro indicato dal titolo tripartito si giunge al ‘grigio’ dopo avere attraversato, superato e mescolato il ‘bianco’ e il ‘nero’ (…) Se il grigio è l’esito finale e sintetico che esprime una disillusione terapeutica, Silvana Baroni non sfocia mai in uno scetticismo arido e contemplativo. Piuttosto mi viene da pensare al coraggio sorridente di chi non rinuncia a scavare e neppure sperare. E il titolo, forse più che una sequenza progressiva con un unico rigido epilogo, mi sembra suggerire un percorso in cui bianco nero e grigio sono compresenti e si alternano e avanzano senza soluzioni di continuità, senza barriere e punti fermi, come del resto nella vita”.

Invitando il lettore alla lettura completa del libro Il bianco, il nero, il grigio , presento qui di seguito una brevissima selezione di aforismi:

 

Silvana Baroni, Il Bianco, il nero, il grigio, Joker edizioni, 2011

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L’odio è amore contro l’amore

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ama maritarsi chi ama rincasare

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chi cerca la propria metà in un altro non sa nulla di criminologia

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e se fosse un refuso: non nati per soffrire, ma per offrire?

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ormai ci guardiamo negli occhi soltanto a semaforo rosso

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si deve aver vissuto la tragedia di essere donna per concedersi il piacere di essere femmina

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una eccessiva prudenza può far prudere per tutta la vita

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il segreto ha la porta d’ingresso serrata, spalancata quella d’uscita

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a volte si accarezza… per non toccare il fondo

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chi ti perdona ha bisogno dei tuoi peccati

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scrivere aforismi è un’arte funambolica: pensare senza rete di protezione

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chi si trucca nasconde i luoghi dove è già morto

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chi non ha scheletri nell’armadio, siede cadavere in salotto

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ciò che più ci terrorizza è già accaduto

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se si vuol vincere, si dia almeno agli altri la possibilità di partecipare

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già alla nascita ci pregano di farcela

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chi ha veramente talento ne ha anche da fregarsene

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per alcuni anni ci educano i genitori, per il resto della vita i figli

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una buona idea deve durare il tempo della sua bontà

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chi cerca la perfezione trova Mister Hyde a dirgli di no

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se è vera passione, è a sproposito

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chi ama delegare trasferisce il timone della propria vita in mani altrui, e la chiama democrazia

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14 risposte a Silvana Baroni, Il bianco, il nero, il grigio

  1. Giovanni Nuscis ha detto:

    “ormai ci guardiamo negli occhi soltanto a semaforo rosso”
    “chi ti perdona ha bisogno dei tuoi peccati”

    Belli e folgoranti i tuoi aforismi, Silvana; vera e propria arte – e non da ora! -: per sintesi folgorante, coscienza critica del contesto, humor, finissima espressione di intelligenza sociale, del qui ed ora.

    Auguri per il libro!

    Giovanni

  2. irene kung ha detto:

    “e se fosse un refuso: non nati per soffrire, ma per offrire?”
    E proprio vero, Silvana ci regala tanto e poi ce lo ricordiamo !!! Irene Kung

  3. Edith Dzieduszycka ha detto:

    Molto acuti, leggeri e profondi insieme, fanno riflettere.
    Mi piaciono molto anche i disegni, quasi tutti fatti d’un solo tratto !
    Edith

  4. paolo carlucci ha detto:

    Graffi di intelligenza! splende come sempre in questi aforismi della Baroni la densità di una filosofia costruita on the road, la vita. E in questo andare tra le voci e gli sguardi degli altri, con ironia amara le nubi sono il bistro , la poesia onesta della giornata!

  5. Merys Rizzo ha detto:

    Urticanti e disarmanti nella loro bellezza e verità. Gli aforismi di Silvana Baroni ripercorrono il racconto della vita, facendo un arazzo di idee con la profondità del suo sguardo, la punta dolente della sua ironia, la sostanza matura e preziosa della sua parola. Interessante e puntuale il commento testè letto

  6. fabriziocaramagna ha detto:

    “Graffi di intelligenza” è un splendida definizione. C’è tutto l’aforisma di Silvana Baroni nella sua associazione di immagine e scrittura. Ringrazio tutti voi per i commenti sempre precisi e puntuali. Fabrizio

  7. Anonimo ha detto:

    Segni e parole mai banali, caratteristica delle opere e della persona di Silvana Baroni, merce sempre più rara al giorno d’oggi. Ma io “banalmente” aggiungo che la lettura e la visione del volume di Baroni sono assolutamente interessantissime e, cosa ancora più rara, fanno riflettere su molte cose. Daniela Turi

    • silvana baroni ha detto:

      ringrazio tutti coloro che hanno commentato, in particolar modo chi ha scelto alcuni aforismi in particolare per vibrarvi dentro anche la propria risonanza. Soprattutto a questo mira il mio voler scrivere aforismi: note che possono ricomporsi in ulteriori soggettive orchestrazioni.
      In particolar modo ringrazio Fabrizio Caramagna che tanto fa per questo blog veramente unico per argomento prescelto e insuperabile per la vastità geografica e storica che percorre. ancora grazie!!! silvana

  8. Lucianna Argentino ha detto:

    Davvero colpita, cara Silvana, da questi tuoi aforismi tra i quali non saprei dire quale mi ha colpito di più anche perché tutti insieme (almeno quelli qui offerti) sono una acuta e penetrante riflessione sulla condizione umana, fatta con profondità e ironia così che si riflette sorridendo. Molto interessante e pregnante anche la presentazione. Grazie e un caro saluto, Lucianna Argentino

  9. Francesco Dell'Apa ha detto:

    Acutezza d’ingegno, ironia, senso dello sberleffo, libertà da ogni pseudo moralismo sono tra gli ingredienti essenziali per questa particolare forma di scrittura che è l’aforisma.Silvana Baroni in questa nuova raccolta Il Bianco,Il Nero, Il Grigio con somma maestria verbale riesce a demitizzare e a beffeggiare gli aspetti più triti della realtà, a mettere alla berlina tutti gli stereotipi, di cui si nutrono molti, che avvelenano con sovrastrutture mentali l’esistenza. Dai suoi aforismi fulminei e dissacranti senza ombra di retorica, con libertà di giudizio, si possono cogliere perle di saggezza, Francesco Dell’Apa

  10. Anonimo ha detto:

    SILVANA, non vedo l’ora di avere il tuo libro e di “studiare” dentro i tuoi aforismi l’acutezza, Il profondo senso di “osservazione”??? che ha la tua filosofia di vita. Sono semplicemente graffianti, dimostrano in poche sillabe il senso profondo della vita e del nostro procedere pieno di contraddizioni, di esistazioni, di, a volte false, interpretazioni delle dimamiche umane. Brava Silvana, Ti aspetto, con uno spazio per te sola, nelle nostre riunioni estive nel Parco della Pineta dei Liberti. Ti abbraccio Gabriella Montano

  11. fabriziocaramagna ha detto:

    Ringrazio tutti voi per i vostri bei commenti. Vorrei citare un passo della prefazione di Gino Ruozzi (titolare di una delle poche, anzi pochissime, cattedre universitarie italiane che si occupano di aforisma) che a mio parere riassume molto bene l’aforisma di Silvana Baroni: “In molti di questi aforismi corre un invito a alleggerire la sofferenza, sia attraverso un salutare ridimensionamento delle proporzioni sia grazie al sorriso che scaturisce da uno sguardo disincantato quando disponibile al cambiamento”. Qui c’è uno dei segreti dell’aforisma di Silvana Baroni. Fabrizio Caramagna

    • Piero Meliconi ha detto:

      Gli aforismi di Silvana Baroni posso interpretarli come episodi vissuti oppure sognati . Le raffigurazioni grafiche le interpreto come l’accompagno nelle varie direzioni “disegnate dai pensieri” …e goderne il senso. Aggiungo: Guardo il profondo azzurro del cielo…solo così riesco a leggere il “palindromo” del mio cuore.

  12. Emilio Rega ha detto:

    “e se fosse un refuso: non nati per soffrire ma per offrire?” un aforisma che trovo complementare al mio (dedicato a tutti i sofferenti nello spirito): “quel bisogno assurdo di socievolezza (credo quia absurdum est)”

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