L’aforisma in Spagna, Fernando Menéndez

Nel mio blog nel mese di dicembre 2010 ho scritto due articoli sull’aforisma spagnolo contemporaneo, facendo conoscere al lettore italiano gli aforismi di Ramón Eder e di Enrique Baltanás e fornendo una prima lista di aforisti spagnoli contemporanei. Adesso, grazie anche al prezioso contatto con il professor José Ramón González, dell’Università di Valladolid, scopro – in un genere nascosto e riservato come l’aforisma – altri autori spagnoli tra cui Juan Varo Zafra e Fernando Menéndez.

In questo articolo vorrei parlare proprio di Fernando Menéndez. Fernando Menéndez nasce nel 1953 a Mieres in Asturia e si laurea in Filosofia all’Università di Salamanca. Attualmente lavora come professore di Filosofia presso l’istituto “El Piles” de Gijón. Nel 1978 partecipa alla fondazione del gruppo poetico “Aeda”, e nel 1979 pubblica il suo primo libro di poesie Sinfonía interior (1979). Fernando Menéndez è considerato uno dei poeti più interessanti e originali della sue generazione, con all’attivo la pubblicazione di oltre dieci libri di poesie e di haiku (tra i più importanti cito Murmullos 1996, Luz de límites 1998, Sin fondo 1998, Contigo 1999, 39 Haikus 2000, Sombras de luna 2001), alcuni dei quali in tiratura limitata (a proposito della sua poesia scriverà: “Non intendo la poesia diretta a una totalità, perchè ‘scrivere per’ esige la distruzione dell’unità in funzione della compresione della pluralità”).

Come aforista Fernando Menéndez ha pubblicato Biblioteca interior (2003), libro che insieme alla traduzioni di dieci aforisti italiani e francesi comprende una propria selezione personale di aforismi, quindi Dunas (2004), Hilos sueltos (2008) e infine Tira líneas 2010).

Fernando Menéndez (foto per gentile concessione dell'autore)

Fernando Menéndez è anche un finisssimo grafico e “costruttore di libri”, un artigiano che crea manualmente dei libri irrepetibili come se si trattasse di un delicato lavoro di oreficeria. Menéndez disegna, compone, illustra e rilega ciascuno dei suoi libri con una carta sempre differente (“la cerco in giro per il mondo” mi dice) e con dei colori e una calligrafia particolare. Il risultato è un oggetto d’arte che si può tanto leggere come un libro che osservare come un quadro. Il professor José Ramón González, dell’Università di Valladolid, parla di “un gioco di materie, testi e colori che interpellano il lettore da uno spazio nuovo e inusuale”. In una lettera Fernando Menéndez mi scrive di aver composto 376 libri, in parte contenenenti testi suoi, in parte contenenti testi di 74 autori differenti. Questa passione di Menédenz ricorda molto quella dell’italiano Alberto Casiraghy, aforista e illustratore ed editore artigianale delle raffinate Edizioni Pulcinoelefante (fondate nel 1982) con il suo logo mitologico e quasi malinconico ricavato dal corpo di un pulcino con la testa di elefante, oltre 8000 titoli pubblicati, curati in tiratura limitatissima (la tiratura massima è di 30 copie) con testi spesso dal carattere aforistico (una dedica, una brevissima poesia o racconto, un aforisma o un pensiero, una lettera inedita, talora accompagnati da un acquarello, un’incisione, una foto o un collage o un’opera visiva).

Fernando Menéndez con i suoi libri (foto per gentile concessione dell'autore)

Tornando alla scrittura aforistica di Fernando Menéndez, vorrei citare quanto scrive Manuel Neila a proposito della scrittura aforistica, perché mi sembra molto pertinenente per l’aforisma di Fernando Menéndez. “L’aforisma si situa in una situazione essenzialmente di frontiera, e quindi è continuamente oggetto di sospetto. Il suo carattere sapienziale lo accosta al discorso filosofico, mentre la sua forma espressiva lo avvicina al discorso poetico. Però se la filosofia lo rigetta per il suo carattere figurativo, la poesia lo ripudia per la sua intenzione cognitiva”.

L’aforisma di Fernando Menéndez (che ricordiamo essere poeta, ma anche professore di filosofia) può essere visto come una brevissima poesia con un intenzione cognitiva o come un frammento filosofico con un carattere figurativo. Gli aforismi di Menéndez, pur nella loro logicità, hanno sempre qualcosa di luminoso e imprevedibile. Essi svelano, come una brevissima istantanea, aspetti e prospettive inedite del mondo reale. La verità filosofica si scopre come risultato di un processo di scoperta poetica al quale partecipa anche il lettore.

Un’altra particolarità dell’aforisma di Fernando Menéndez è l’estrema brevità e rarefazione del testo. Gesualdo Bufalino, uno degli autori più citati da Menéndez, scrive che “un aforisma benfatto sta tutto in otto parole”. Sono davvero molti gli aforismi dello scrittore spagnolo che stanno dentro questa aurea misura di otto parole. Come scrive molto bene il professor José Ramón González, “Fernando Menéndez coltiva un aforisma spoglio, particolarmente laconico e preciso, che tende alla semplicità estrema, che sopprime anche i nessi più comuni e nel quale la limitatezza verbale si trasforma in una leva che apre il significato”.

Nei primi testi di Menéndenz l’aforisma ha tratti più poetici, (talora è quasi un haiku) con improvvise folgorazioni e rivelazioni, (in questo ricorda molto la scrittura aforistica di un nostro autore italiano, Alberto Casiraghy al pari di Menéndez, un finissimo acquarellista e artista grafico). Ecco alcuni esempi tratti da Dunas 2004:

“Sospeso al bordo dell’abisso, si incontra la parola”. (“Colgando al borde del abismo, se encuentra la palabra”)

“All’alba la nebbia dei desideri copre le mie mani”. (“Al amanacer las nieblas de los desiderios cubren mis manos”)

“Senza la musica e la poesia, non c’è silenzio”. (“Sin la música y la poesía, no hay silencio).

“Tra la coscienza e la realtà, un abisso di sogni”. (“Entre la conciencia y la realidad, un abismo de sueños”)

“Purezza e semplicità, due forme del vuoto”. (“Pureza y simplicidad, dos formas del vacío”)

“La memoria è uan distanza dalla distanza”. (“La memoria es una distancia de la distancia)

“L’amore è una calligrafia all’orizzonte”. (“El amor es una calligrafía en l’horizonte”)

Negli ultimi testi di Menéndez, ad esempio Tira líneas (2010), la dimensione delll’aforisma tende maggiormente alla sentenziosità e al paradosso (si veda selezione in fondo al mio articolo)

Fernando Menéndez è anche un grande conoscitore e appassionato dell’aforistica (soprattutto in lingua italiana e francese). In la Biblioteca interior Menéndez raccoglie in una piccola antologia quegli scrittori di aforismi che hanno inciso con peculiare intensità sul suo universo sensibile e intellettuale, in un lavoro di intimità e di stretto contatto. Così troviamo, tradotti in spagnolo, autori famosi come Paul Valery, Emile Cioran, Louis Scutenaire, Gesualdo Bufalino, Ennio Flaiano, Guido Ceronetti, Alda Merini, Edmond Jabés, ma anche autori minori come l’italiano Anselmo Bucci, conosciuto con lo pseudonimo di “Il pittore volante”. L’intento del libro non è quello di fare l’ennesima antologia dell’aforisma, quanto piuttosto di mostrare – attraverso lo specchio di questo autori – il riflesso della propria interiorità e sensibilità. Quasi a sottolineare lo stretto contatto dell’universo creativo di Menéndez con gli autori selezionati, all’inizio dell’antologia c’è una piccola selezione di aforismi dello stesso Menéndez.

In un altro libro Hilos sueltos, Fernando Menéndez al modo di Antonio Machado in Los contemporaneos o meglio ancora, di Hofmannsthal nel Libro degli amici, “si imbarca – come scrive molto bene José Ramón González – in un curioso esercizio di scrittura aforistica nel quale le sue parole si mescolano con le parole degli altri”. Così il nucleo del libro è formato dagli aforismi di Menéndez, però accanto ad essi troviamo testi brevi di altri autori come Sbarbaro, Flaiano, Morandotti, Jabés, Bosquet, Judrin, Cioran, Mallet, Gervaso, Basili e addirittura Beno Fignon (un grande autore italiano, ma ahimè poco conosciuto qui in Italia, si veda il mio articolo “In ricordo di Beno Fignon“) segno che la conoscenza aforistica di Menéndez è davvero molto profonda. Come scrive José Ramón González “il lettore si trova così immerso in un testo plurale in cui i testi che lo compongono entrano in un gioco quasi illimitato di possibili combinazioni”.

A proposito della sua passione per l’aforisma, Menéndez afferma: “Credo che la mia fascinazione per questa forma esista da sempre, dalle mie prime letture. Ricordo che dei romanzi mi restava sempre una frase, una sentenza che forse, poiché non la intendevo del tutto, rimaneva dentro di me. In seguito venne la Filosofia (professore di scuola superiore) che mi influenzò molto” (Per il testo completo si veda link). E in un intervista a El Mundo Menéndez afferma: “L’aforisma è un genere che nasce con l’età, con il disinganno della vita e la lotta che secondo Kant invade l’uomo tra l’essere e il pensare” (“Es un género que surge “con la edad, con el desengaño de la vida” y la lucha que según Kant invade al hombre entre el ‘ser y el pensar’).

Per far conoscere al lettore italiano gli aforismi di Menéndez riproduco qui sotto una breve selezione di aforismi tratti dall’ultimo libro pubblicato, Tira líneas, 2010 (è uscito proprio qualche mese fa, nel dicembre 2010).

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Fernando Menéndez, Tira líneas, Difácil Editores, 2010

En la insuficiencia de lo dicho vive la imaginación.

Nell’insufficienza del detto vive l’immaginazione.

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El deseo, un espacio más pesado que el sueño.

Il desiderio, uno spazio più pesante che il sogno.

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La mujer, un laberinto en la anatomía de la naturaleza.

La donna, un labirinto nell’anatomia della natura.

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Toda felicidad acaba en silencio.

Ogni felicità accade in silenzio.

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La deformidad humana no tiene límites.

La deformità umana non ha limiti.

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La pasión es el vértigo de la libertad.

La passione è la vertigine della libertà.

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Lo propio del pensamiento es la necesidad de lo inacabado.

Il proprio del pensiero è la necessità dell’incompiuto.

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El diálogo puede generar amistad pero no verdad.

Il dialogo può generare amicizia ma non verità.

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No seas ingenuo: el cielo descansa y el infierno gobierna.

Non essere ingenuo: il cielo riposa e l’inferno governa.

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Los burócratas prevalecen en todas las revoluciones.

I burocrati prevalgono in tutte le rivoluzioni.

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La mayor violencia es la violencia de la fe.

La maggior violenza è la violenza della fede.

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Los políticos como los místicos viven de la insuficiencia de lo dicho.

I politici come i mistici vivono dell’insufficienza del detto.

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Cuando sientas la presencia de la ausencia, te estás enamorando de la muerte.

Quando senti la presenza dell’assenza, ti stai innamorando della morte.

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Demasiadas bibliotecas y ninguna estupidoteca.

Tante biblioteche e neanche una stupidoteca.

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La memoria no solo tiene sus lagunas, también sus desiertos y exilios.

La memoria non solo ha le sue lacune, ma anche i suoi deserti e i suoi esili.

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Escribir es sudar ideas y escupir silencios.

Scrivere è sudare idee e sputare silenzi.

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Biblioterapia para el egocentrismo.

Biblioterapia per l’egocentrismo.

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Mortal y cómico: dos palabras sinónimas.

Mortale e comico: due parole sinonime.

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La creación va de sorpresa en sorpresa.

La creazione va di sorpresa in sorpresa.

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El otro: una epifanía de anécdotas.

L’altro: una epifania di aneddoti.

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Qué creador no es abandonado por su arte.

Quale creatore non è abbandonato dalla sua opera d’arte.

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Buscamos consuelo y encontramos abismos.

Cerchiamo conforto e incontriamo abissi.

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Existir es un arte de fraguar lo sutil y lo implícito.

Esistere è l’arte di forgiare il sottile e l’implicito.

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Hablar es partir a los anocheceres del lenguaje.

Parlare è partire alla volta del crepuscolo del linguaggio.

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La muerte vuelve a la pintura pura.

La morte va verso la pittura pura.

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La arquitectura queda enredada entre la belleza y el poder.

L’architettura qualcosa di ingarbugliato tra le bellezza e il potere.

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Los huecos habitables de la memoria embellecen al verso.

Le lacune abitabili della memoria abbelliscono il verso.

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Los discursos iluminados iluminan guerras

I discorsi illuminati illuminano le guerre.

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La herencia del olvido es la patria del hombre.

L’eredità dell’oblio è la patria dell’uomo.

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Las palabras vienen del cielo come los acentos de las letrinas.

Le parole vengono dal cielo come gli accenti dalle latrine.

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No hay sueño exente de materia.

Non esiste sogno esente da materia.

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La felicidad, come el fuego de la luz, mejor en la obscuridad.

La felicità, come il fuoco della luce, migliora nell’oscurità.

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Todo libro es un sueño contro el olvido.

Ogni libro è un sogno contro l’oblìo.

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Vamos de acá par allá como fracturas líricas.

Andiamo di qua per di là come fratture liriche.

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La dificultad impone música a las notas de la ilusión.

La difficoltà impone musica alle note della illusione.

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El amor deja su huella indeleble: el sueño.

L’amore lascia la sua impronta indelebile: il sogno.

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En soledad está todo permitido menos el suicidio.

Nella solitudine è permesso tutto meno il suicidio.
 
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No hay evidencia más evidente que la sombra humana.

Non c’è evidenza più evidente dell’ombra umana.

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Cuando sientas la presencia de la ausencia, te estás enamorando de la muerte.

Quando senti la presenza dell’assenza, ti stai innamorando della morte.
 

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El hombre prefiere creer en algo distinto de lo que es que saber lo que es.

L’uomo preferisce credere in qualcosa di disinto da quello che è che sapere quello che è.
 
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Pocos hombres alcanzan su infancia.

Pochi uomini raggiungono la loro infanzia.

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Existon dos tipos de humanos: los concéntricos y los excéntricos.

Esistono due tipi di uomini: i concentrici e gli eccentrici.

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Qué indiscreción poetizar la indiferencia de cada día.

Che indiscrezione mettere in poesia l’indifferenza di ogni giorno.

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El historia, como la muerte, no progresa.

La storia, come la morte, non avanza. 

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La prosa informa y la poesía forma.

La prosa informa e la poesia forma.
 
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La maldad puede llegar a ser una perféccion humana.

La malvagità può arrivare ad essere una perfezione umana.

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La poesía una trascendencia empapada de inutilidad y de beleza.

La poesia una trascendenza impregnata di inutilità e bellezza.

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El mundo es la suma de nuestras estupideces y la resta de nuestros sueños.

Il mondo è la somma delle nostre stupidità e la sottrazione dei nostri sogni.

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Le líneas tienes su música y los puntos su silencio.

Le linee hanno la loro musica e i punti il loro silenzio.

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La esperanza: un diario sin fechas.

La speranza: un diario senza date.

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En la poesía como en el naturaleza, no hay conclusión.

Nella poesia come nella natura, non c’è conclusione.
 

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Los inventores de l’autostima son los políticos.

Gli inventori dell’autostima sono i politici.
 

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Entre une maraña de dedos se filtra la posibilidad de la luce.

Dentro un garbuglio di dita filtra la possibilità della luce.
 
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Hoy resulta complicado distinguir la democracia de la cleptocracia.

Oggi risulta complicato distinguere la democrazia dalla cleptocrazia.

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Los politicos son como los pollos, con una excepcion, que son mas los que engordan y muchos menos los que ponen los huevos

I politici sono come i polli, con una eccezione, che sono più quelli che ingrassano e molto meno quelli che depongono le uova.

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De la inocencia de vivir en la mentira a la maldad de vivir de la mentira.

Dall’innocenza di vivere nella menzogna alla malvagità di vivere della menzogna.

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Una risposta a L’aforisma in Spagna, Fernando Menéndez

  1. Luisa Penzo ha detto:

    Me encanta aforismos. Los símbolos de nuestras vidas, realmente puros. Me encanta escribir poemas.

    Saludos desde la encantadora Venecia
    Luisa Penzo

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