L’aforisma in Serbia, Vitomir Teofilović

Vitomir Teofilović è nato nel 1943 a Vrčin, a pochi chilometri da Belgrado. Ha pubblicato cinque libri di aforismi “Dole crni petak“ (1978), “Primeri optimizma“ (1989), “Državni cirkus“ (1989), “Srbi i ostatak sveta“ (2006) e “Orvel neće” (2008). Ha anche pubblicato una raccolta di poesie “Sunce iznutra” e dei saggi filosofici. I suoi aforismi sono stati tradotti in diversi lingue (inglese, francese, russo, ceco, bulgaro, italiano) e compaiono in numerose antologie e raccolte aforistiche.

Vitomir Teofilović non è soltanto uno scrittore di aforismi, ma anche uno studioso del genere aforistico e delle forme brevi. Presidente dell’assemblea del Circolo Aforistico di Belgrado (Aleksandar Baljak ne è il Presidente esecutivo), ha curato diverse antologie dell’aforistica serba. In particolare ricordiamo l’antologia “Vrag i šala” riguardante mezzo secolo di aforisma serbo dal 1950 al 2000 (ha avuto due edizioni nel 2000 e 2001 ed è stata tradotta anche in russo nel 2003) e l’antologia “Slučajni uzorak” pubblicata nel 2006 e riguardante l’aforisma contemporaneo in Serbia, Montenegro e Bosnia Erzegovina.

Qui in Italia Vitomir Teofilović ha curato una piccola antologia dell’aforistica serbo pubblicata all’interno della rivista quadrimestrale La Vallisa di Bari nel lontano 1993 e comprendente dieci autori: Rasko Zakić, Vitomir Teofilović, Aleksandar Baljak, Petar Lazić, Milan Bestić, Vuk Gligorijević, Mitar Mitrović, Nenad Crncević, Brana Crncević, Vladimir Jovicević Jov. La scelta e la traduzione in italiano degli aforismi è stata fatta da Dragan Mraović (poeta e traduttore serbo nato nel 1947 a Novi Sad). L’antologia, ormai introvabile, è l’unica antologia dell’aforistica serba apparsa in Italia prima delle traduzioni e degli articoli pubblicati sul mio blog Aforisticamente.

Nella prefazione all’antologia italiana Vitomir Teofilović, descrive molto bene la nascita e la fioritura dell’aforisma serbo: “Come spiegare il fenomeno dell’aforisma serbo, la fioritura di un genere letterario mai visto da nessuna parte nella mappa spirituale del mondo? Probabilmente il fattore più “meritevole” fu il clima politico in Jugoslavia dopo gli anni sessanta. Dunque, dopo lo scontro con l’Unione Sovietica nel 1948, la dittatura diventava gradualmente sempre più debole fino al punto che negli anni sessanta era ormai possibile raggiungere un certo grado di libertà di espressione. E’ vero che anche dopo, addirittura un decennio dopo la morte di Tito, non si doveva mettere in dubbio la base dell’ideologia ufficiale né l’intangibilità dei capi statali (“figli del popolo”), ma, a differenza degli stati oltre “la cortina di ferro”, qualcosa si poteva dire in forma metaforica, tra le righe, a mezzo di allusioni. Tra la non libertà e la libertà l’aforisma ha avuto il suo peso specifico. Era protetto dalle zampe dei censori con le sue due qualità essenziali – il parlare indiretto e la brevità, la concisione. Le forme più lunghe erano pericolose sia per gli autori sia per i loro promotori (redattori ed editori) perché potevano essere tradotte in realtà e provocare delle conseguenze legislative – la perdita della funzione direttiva, la perdita del posto di lavoro, pure l’arresto. L’aforisma era una forma ben adatta alla situazione. Utilizzando la differenza tra la carta d’identità ufficiale del regime e il suo aspetto reale, tra la facciata e la rozza realtà, tra le parole e i fatti, tra il significato fittizio e quello reale del valore del regime, l’aforisma era protetto perché il destinatario non si doveva riconoscere – in tal caso l’ideale riconoscerebbe se stesso come uno pseudo-valore, l’angelo sarebbe identificato con il diavolo. In questo gioco tra il riconoscersi tacito e il non riconoscersi pubblico, tra la tragica realtà sociale e il suo riscontro pubblico idillico, tra la brutta realtà e la finzione ideale, l’aforisma ha trovato il suo spazio, ma solo laddove c’era la libertà sufficiente per il suo sviluppo – in Polonia e in Yugoslavia soprattutto negli anni cinquanta e sessanta, soprattutto a Belgrado e in Serbia, dopo la morte di Tito”.

Quanto scritto da Vitomir Teofilovic nel 1993, divenne ancora più vero in seguito ai tragici fatti della guerra civile in Yugoslavia e all’avvento del regime serbo. E proprio sotto la repressione del regime serbo, tra la fine degli anni novanta e l’inizio del duemila, l’aforisma serbo trovò una nuova linfa con la nascita di nuovi autori. Qualche anno dopo, Žarko Trebješanin nell’Antologia di aforismi “Vek aforizma” (curata da Aleksandar Baljak) dirà “Nei paesi in cui la verità è perseguitata, dove le persone al potere sono intoccabili, dove la democrazia non vive, l’aforisma satirico fiorisce in modo eccellente. Non è un caso che sotto il regime serbo il Circolo aforistico di Belgrado abbia raggiunto livelli letterari di eccellenza nel panorama mondiale dell’aforisma”.

Presento qui di seguito al lettore italiano una selezione di aforismi di Vitomir Teofilovic. Alcuni di essi si trovano nell’antologia del 1993, ma la maggior parte non sono mai stati tradotti in italiano. Ringrazio Olja Arsic per avermi aiutato nella traduzione di alcuni di essi:

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Vitomir Teofilović, Aforismi scelti

Jastrebovi traže dijalog sa golubovima. Pozvali su i kanarince.
Il falco vuole il dialogo con le colombe. Ha anche invitato i canarini.

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I djavo veruje u raj! Misli on da u paklu svi rade za njega!
Anche il Diavolo crede nel paradiso! Egli pensa che all’inferno tutti stiano lavorando per questo!

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Ćutanje je zlato – rekoše govornici.
Il silenzio è d’oro – dissero gli altoparlanti.

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Napredujući u svim pravcima, i unazad smo daleko dogurali.
Stiamo avanzando in tutte le direzioni, anche all’indietro.

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Rešili smo sve dugoročne probleme. Ostali su nam samo ovi od danas do sutra.
Abbiamo risolto i nostri problemi a lungo termine. Ora ci restano solo i problemi quotidiani.

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Izbegavajući dijalog sa djavolom, prepuštamo se njegovom monologu.
Nell’evitare il dialogo con il diavolo, stiamo accettando il suo monologo.

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Mi se ponosimo svojim mestom u svetu. Na putu smo za Aziju, a ni od Afrike nismo daleko.
Noi siamo orgogliosi del nostro posto nel mondo. Ci troviamo sulla strada per l’Asia, ma non siamo neppure tanto lontanti dall’Africa.

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Razvijamo se sve brže. Sad za Evropom kasnimo samo sto godina.
Ci siamo sviluppati rapidamente. Ora siamo dietro l’Europa solo di cent’anni.

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Sutra je bolje od danas. Još nas nije snašlo.
Domani è meglio di oggi. Ancora non è successo a noi.

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In medias y e s.

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Farsa longa, vita brevis

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Ko kaže da stagniramo? Naši problemi su sve veći i veći!
Chi dice che non facciamo progressi? I nostri problemi sono sempre più grandi!

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Poslanicima ćemo povećavati plate sve dok ne postanu pošteni!
Continueremo ad aumentare gli stipendi ai parlamentari fino a quando non diventeranno onesti.

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Bez Kosova smo živeli šest vekova. Više ne možemo!
Abbiamo vissuto sei secoli senza il Kosovo. E adesso sembra che non possiamo più farlo!

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Naše nevolje nisu od juče. To je već slavna tradicija
I nostri problemi non sono nati ieri. Hanno già gloriose tradizioni.

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Mi nemamo domaćih teškoća. Svaki naš problem smesta postane svetski.
Noi non abbiamo problemi interni. Ogni nostro problema diventa mondiale.

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Evolucija vodje: sa mnom, za mnom, poda mnom!
L’evoluzione del leader: con me, per me, sotto di me!

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Ako nas protivnici smatraju đavolima, da li je to dokaz da smo anđeli?
Se gli avversari ci considerano dei demoni, è la prova che siamo angeli?

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Pao je Berlinski zid, ali naše tvrđjave imaju mnogo dublje temelje.
Il muro di Berlino è crollato, ma il nostro è stato costruito con delle fondamenta molto più profonde.

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Naše pobede su čiste kao suze!
Le nostre vittorie sono pure come le nostre lacrime!

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Optuživati heroja za zločin je atak na našu junačku tradiciju!
Accusare l’eroe di un crimine di guerra è un attacco alla nostra tradizione eroica!

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Problema imamo još samo u dva regiona – ovde i tamo.
Abbiamo ancora i problemi solo in due regioni – qua e là.

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Rat ili mir? Mi nikad nismo bili za jednostrana rešenja.
Guerra o pace? Noi non siamo mai stati per una soluzione unilaterale.

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Taktiku nečinjenja uzdigli smo u strategiju!
Abbiamo elevato la tattica del non fare a strategia.

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Dosad smo se zaduživali samo na Zapadu, a svet ima četiri strane!
Finora ci siamo indebitati solo con l’Occidente, ma il mondo ha quattro punti cardinali!

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Vlast popravlja narod. Ko je tu subjekt, ko objekt?
Il governo migliora la gente. Qual è il soggetto, qual è l’oggetto?

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Kad ceo svet poludi, ni najpametniji narod ne može da ga urazumi!
Quando il mondo impazzisce, anche le persone più intelligenti non possono ragionare con lui!

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Car svih zivotinja takodje je zivotinja.
Il re di tutti gli animali è stato un tempo un animale.

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