L’aforisma in Polonia, Urszula Zybura

L’aforistica polacca è un tesoro che qui in Italia pochissimi conoscono. Nei miei precedenti articoli ho dedicato ampio spazio al grande Stanisław Jerzy Lec e tra i contemporanei a Mieczysław Kozłowski, Wojciech Wiercioch e Andrzej Majewski. Vorrei adesso parlare di Urszula Zybura.

Urszula Zybura è poetessa e scrittrice di aforismi, di haiku e di massime di saggezza (in polacco “afirmacje” è intraducibile, letteralmente sarebbero “approvazioni”, brevi frasi che esprimono un pensiero positivo). E’ anche autrice di opere teatrali ed esperantista. Nata nel 1952 a Kalisz, si laurea presso l’Università Adam Mickiewicz di Poznam in Pedagogia artistica e Psicologia. Debutta nel 1975 come scrittrice di aforismi. Ha lavorato come giornalista presso il quotidiano di Kalisz.

Urszula Zybura (Foto per gentile concessione dell'autore)

E’ ideatrice del Kaliski Aforystykon – una riunione annuale dei principali aforisti polacchi (insieme al premio letterario Konkursu J.S. Lec nella città di Nowy Targ e al premio letterario Satyrbia, è uno degli eventi più importanti dedicati all’aforistica polacca). Dal 1995 gestisce la casa editrice “Kropka” che ha pubblicato una quarantina di autori, anche non polacchi. Urszula Zybura finora ha pubblicato 18 libri (poesia, aforismi, haiku) tradotti in numerose lingue. Come esperantista Zybura ha curato nel 1992 una raccolta di poesie e di aforismi tradotti in esperanto di diversi autori dal titolo “Alproksimigoj malproksimigas“. Nel 2009 ha fondato l’Accademia della Felicità Akademię Szczęścia” dove si tengono sedute di psicoterapia basate sulla parola.

Il professor Marian Dobrosielski in una recensione alla raccolta “Zyburki i inne aforyzmy” colloca Urzula Zybura tra i vertici dell’aforistica polacca e scrive che “Urszula Zybura continua in modo originale e creativo la scuola di Stanislaw Jerzy Lec e la tradizione aforistica polacca ed europea”. In una lettera Zybura mi scrive che “ama la scrittura aforistica perché l’aforisma è logica, quasi matematica, ordine e armonia” (aggiungo che il tema della matematica è un tema ricorrente negli aforismi di Zybura).

Presento qui di seguito una selezione di aforismi di Urszula Zybura. Ringrazio Tomasz Skocki (dottorando di ricerca in letteratura italiana presso l’Università di Varsavia dove è anche lettore di lingua italiana) per la traduzione degli aforismi. 

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Urszula Zybura, aforismi scelti

 

Szczyt aforystyki – trylogia w trzech słowach.

Il culmine dell’aforistica – una trilogia in tre parole.

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To, że spotkałeś mniejszego nie oznacza, że sam jesteś wielki.

Il fatto che tu abbia incontrato uno più piccolo non significa che tu sia grande.

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Mijający Czas nie umiera, On tylko powraca w Wieczność.

Il Tempo che passa non muore, ritorna solo nell’Eternità.

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I zero dba o zachowanie profilu.

Anche lo zero ha cura del proprio profilo

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Im większe zero, tym bardziej nadęte.

Più grande è uno zero e più è gonfiato.

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Źle, gdy tylko matematycy stają na wysokości z a d a ń.

È un male quando solo i matematici sono all’altezza dei compiti.

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Wyższą umiejętnością od rozumienia się wpół słowa jest rozumienie się wpół milczenia.

Più grande della capacità di capirsi con mezza parola è quella di capirsi con mezzo silenzio.

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Gdyby Przyszłość wiedziała co ją czeka, nigdy by nie nadeszła.

Se il Futuro sapesse cosa l’aspetta, non arriverebbe mai.

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Mierząc w dziesiątkę jeden trafia w jedynkę, drugi w zero.

Puntando al dieci c’è chi colpisce l’uno, e chi colpisce lo zero.

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Znak zapytania to niebywale zdumiony wykrzyknik.

L’interrogativo è un punto esclamativo in preda allo stupore.

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Płynąc z prądem nie dotrze się do źródła.

Chi nuota seguendo la corrente non arriva alla sorgente.

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Zawsze na jakimś zegarze jest za pięć dwunasta.

C’è sempre qualche orologio che indica cinque minuti a mezzanotte.

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Chemia ma przyszłość, a człowiek – tylko chemię?

La chimica ha un futuro, l’uomo – solo la chimica?

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Im więcej zegarów, tym mniej czasu.

Più orologi ci sono e meno c’è tempo.

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Idee giną. W imię mistrzów.

Le idee muoiono. In nome dei maestri.

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Najtrudniejsza do pokonania przestrzeń – międzyludzka.

Lo spazio più difficile da attraversare – quello interpersonale.

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Jemy z coraz piękniejszych talerzy coraz skromniejsze posiłki.

Mangiamo pasti sempre più miseri da piatti sempre più belli.

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Miara postępu – bliżej nam do gwiazd niż do człowieka.

La misura del progresso: siamo più vicini alle stelle che non all’uomo.

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Czy lepiej cierpieć na lęk wysokości, czy czuć się świetnie na dnie?

Meglio soffire di vertigini o stare benissimo sul fondo?

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Zwłaszcza w mówieniu o niczym obowiązuje zwięzłość.

Soprattutto quando si parla di nulla è necessaria la concisione.

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Kto nie karci małego Abla, może wychować dużego Kaina.

Chi non punisce il piccolo Abele potrebbe crescere un grande Caino.

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Najtrudniej odrzucić to, czego nie ma.

La cosa più difficile da rifiutare è quella che non si ha.

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Człowiek jest trzciną myślącą, że nie jest trzciną.

L’uomo è una canna che pensa di non essere una canna.

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Szkoda, że nie można żyć na brudno.

Peccato che non si possa vivere in “brutta”.

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Od nadmiernie szerokich horyzontów można dostać zeza myśli.

Orizzonti troppo ampi possono causare lo strabismo del pensiero.

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Najtrudniej trafić do pustej głowy.

La cosa più difficile è entrare in una testa vuota.

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Nic nie jest regułą, gdy wszystko jest wyjątkiem.

Nulla è la regola quando tutto è eccezione.

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Ech, zostać byle geniuszem!…

Bah, diventare un genio qualsiasi!…

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Boska zasada: to niemożliwe, ze coś jest niemożliwe.

La regola divina: è impossibile che qualcosa sia impossibile.

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W ciemnościach szuka się światła, a nie – okularów.

Nelle tenebre si cerca la luce, non gli occhiali.

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Czy określenie „ półgeniusz ” jest uwłaczające?

La definizione di “mezzo genio” è offensiva?

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Najbardziej uniwersalnym językiem świata jest milczenie.

Il linguaggio più universale del mondo è il silenzio.

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Coraz lepiej nie rozumiem tego świata.

Non capisco questo mondo sempre meglio.

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Najtrudniej wyjść z labiryntu pustki.

La cosa più difficile è uscire dal labirinto del vuoto.

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Aby zbudzić w sobie olbrzyma, trzeba uśpić karła.

Per risvegliare il gigante dentro di sé bisogna addormentare il nano.

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Czas płynie ponad wszystkimi zegarami świata.

Il tempo scorre al di sopra di tutti gli orologi del mondo.

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Od długów wdzięczności rosną procenty zobowiązań.

Sui debiti di gratitudine crescono i tassi d’interesse degli obblighi.

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Trudno podążać za kimś, kogo trzeba dźwigać.

Difficile seguire qualcuno che si deve trascinare.

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Wiara w człowieka też czyni cuda.

Anche la fede nell’uomo fa miracoli.

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Ziewanie bywa formą dialogu.

Lo sbadiglio prende la forma del dialogo.

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Po co rozcinać to, co daje się rozwiązać?

Perché tagliare quello che si può slegare?

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