L’aforisma poetico: I poesismi di Donato Di Poce

Ho conosciuto Donato Di Poce da poco, tramite Facebook, e ho subito scoperto un personaggio singolare, fuori dagli schemi abituali ai quali siamo abituati, persona di estrema umanità (“A molti scrittori/ non è l’intelligenza che manca, ma l’umanità” scrive in uno dei suoi aforismi) e di raro gusto per il bello, dotato di una felice vena creativa che si esplica in molte forme: fotografia, critica d’arte, poesia, aforisma. Di sé ama dire: “Non ho certezze/E non ne sono nemmeno sicuro”.

La biografia che Donato Di Poce mi ha inviato è davvero variegata. Nato a Sora nel 1952 (ma dal 1982 vive a Milano), ha collaborato come critico d’arte con numerose riviste, curando diverse mostre personali e collettive. E’ ideatore del progetto Taccuini d’artista. Nel 2009 ha pubblicato una collana di 5 portfolio dal titolo: “Taccuino Berlinese – East side gallery 1989-2009” per i vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino che contiene un ampio reportage di 50 fotografie scattate lungo l’East Side Gallery.

Tra le numerose pubblicazioni di poesie ricordiamo: Vincolo Testuale, 1998, L’origine du monde. Poemetto Erotico, 2004 e La zattera delle parole, 2005 ( nel 2006 ristampato e tradotto con testo inglese a fronte). Le sue poesie sono presenti anche nell’antologia Desaparecidos curata da Stampa alternativa.

Come scrittore di aforismi, Donato Di Poce ha pubblicato diversi libri tra cui: Opposti pensieri, Sorbetti esistenziali per spiriti golosi, I Frutti dell’Albero, 1998), Negativo/Positivo (Il Mestiere delle Arti, 1999), Inchiostri Randagi (Pangloss Edizioni, 1999), Aforismi Satanici, Manuale di sopravvivenza al Giubileo del 2000, (Lietocollelibri, 2000), Taccuino Zen, L’energia segreta delle parole (con disegni zen di Franco Colnaghi, Ca’ Bianca Arte, 2003), Nuvole d’Inchiostro, (Lietocollelibri 2009). Da segnalare che alcuni aforismi di Di Poce sono stati pubblicati nelle raffinatissime edizioni edizioni PulcinoElefante curate da Alberto Casiraghy

Chiedendogli come la sua vena creativa l’abbia fatto arrivare all’aforisma, Donato Di Poce mi ha risposto: “Galeotto fu Umberto Eco e una sua recensione di Pensieri Spettinati di Stanislav Lec, poi il mio amore per Flaiano, infine la frequentazione di Alda Merini e Alberto Casiraghy. Amo l’aforisma per la capacità sintetica e gioiosa di incidere nel linguaggio e nella comunicazione. Poi per la sua essenza filosofica poetica e ironica insieme, credo che solo questo mix possa aver dato origine ad alcuni dei miei ‘Poesismi’. Infine direi che gli aforismi sono dei ‘lampi di verità’ titolo della mia prossima raccolta”.

L’aforisma di Donato Di Poce è un aforisma poetico (C’è chi pensa che io cammino verso la poesia/In realtà è la prosa che si allontana da me), con componimenti brevi di tre o quattro versi, pieni di assonanze e consonanze. Per gli aforismi di Di Poce, Adriano Petta ha coniato il termine di “poesismi” (“infuocato connubio tra poesia ed aforisma”) e mi sembra una definizione pienamente azzeccata. Aforisma e poesia, due parole reputate talvolta incompatibili, come il breve e il prolisso, il netto e il vago, l’ironico e il malinconico, la lucidità e l’emozione, il freddo e il caldo, la libido sciendi e la libido sentiendi, possono talvolta unirsi in modo sorprendente e dare luogo a delle nozze ossimoriche (sull’aforisma poetico si vedano anche i miei due articoli su Alberto Casiraghy e Abdelmajid Benjelloun dove rimando anche al bel libro in lingua francese Desir d’aphorismes, a cura di Christian Moncelet, dove viene analizzato il rapporto tra poesia e aforisma).

All’interno del suo “poesisma“, Donato Di Poce sperimenta sia la velenosità e l’acidità propria dell’aforisma tradizionale (soprattutto in Aforismi satanici dove Donato Di Poce si richiama ai modelli di Kraus, Lec e Flaiano (“Venderei la mia Anima al Diavolo pur d’incontrare Dio!” scrive in uno dei suoi aforismi) sia la fantasia e l’emozione della poesia, come quando in Taccuino Zen scrive (“Prima o poi riuscirò/A pensare con l’Anima/Guardare con il Cuore/ Scrivere con gli Occhi”).

Tema dell’aforisma di Di Poce è l’anima, Dio, la bellezza, la poesia, l’arte, la scrittura (la parola “inchiostro” si trova in molti suoi aforismi fino a comporre il titolo dell’ultima raccolta di aforismi “Nuvole d’inchiostro“), l’invisibile e l’immaginazione (“Quando trovo un pensiero invisibile/Penso sempre che sia mio”). Ma nell’aforisma di Di Poce ci sono anche piccole tracce biografiche (cosa inconsueta per un genere che di solito affronta “verità atemporali”). Così sono molti i personaggi della poesia e dell’arte con cui Di Poce ha stretto un rapporto di amicizia e che vengono citati nei suoi aforismi con dei piccoli omaggi al loro talento: Alberto Casiraghy, Alda Merini, Vanni Scheiwiller, Bruno Munari, Evelina Schatz e altri ancora.

Donato Di Poce è e resta un uomo al di fuori degli schemi abituali, e proprio per questo motivo la sua scrittura aforistica non riesce a restare imprigionata nel piccolo spazio della pagina bianca (“Ci sono tre categorie di Poeti:/I Poeti sinceri, i Poeti visionari/Gli Artigiani della parola/ Io sono un Artista!” dice di sé. Da appassionato fotografo (Il Poeta vede l’invisibile/ Il Fotografo fornisce le prove) Donato Di Poce ha così scritto dei fotoaforismi di prossima pubblicazione ed è un collezionista di fotografie (oltre 600) che ritraggono i murales e i graffiti sui muri delle città, forme brevi, tracce effimere espressioni di un ardore militante o di un rifiuto dei sistema che si accompagnano a immagini e oggetti materiali (le scritte sopra alcuni murales richiamano il significato originario dell’aforisma, quando nella sua sacralità, veniva scritto su pietra o su marmo).

In attesa che Donato Di Poce ci stupisca con qualche sua invenzione (sono 5000 anni che gli aforismi sono incolonnati uno dopo l’altro, separati da uno spazio bianco), pubblico una selezione di aforismi tratti dalle sue principali raccolte:

**
Sorbetti esistenziali per spiriti golosi, 1998

Me ne vado in giro
Con il cielo in tasca
All’insaputa dei Poeti.

Quando una Donna attacca bottone
La mia anima si spoglia.

Tutti vogliono impazzire
Senza avere un minimo d’intelligenza.

Ho scoperto la poesia
masticando primule di luna.

Le Mongolfiere
Sono nuvole di terra.

Il peccato nr.1 è l’ignoranza
Il secondo è l’intelligenza.

Basta un’eiaculazione precoce
Per far finire un amore eterno.

Scrivere aforismi
E’ come entrare in un dramma
E uscirne con una risata.

Un vero genio
Ha sempre lampi d’idiozia.

Gli Umanisti si interessano molto all’Uomo
I Cannibali ne fanno una ragione di vita.

I miei pensieri capovolti
Non sono belli non sono colti
Ma almeno sono corti.

**
Taccuino Zen, L’energia segreta delle parole, 2001

Per Vanni Scheiwiller
Non è stato facile, credimi
Ma per amore degli Alberi
Ho imparato a scrivere di meno.

Per Alda Merini
Faccio fatica a restare
Dentro i margini della mia fantasia.

I miei Pensieri
Sono alghe che fluttuano
Tra gli squali dell’editoria.

Prima o poi riuscirò
A pensare con l’Anima
Guardare con il Cuore
Scrivere con gli Occhi.

Ci sono Poeti che scambiano
Per frammenti cosmici
I loro trucioli esistenziali.

Ci sono tre categorie di Poeti:
I Poeti sinceri, i Poeti visionari
Gli Artigiani della parola.
Io sono un Artista!

Un vero Genio
Non ha bisogno di spiegare le sue Idee
Deve solo fare l’inventario
Delle sue Illuminazioni.

Per Gianni Rodari
Un vero Poeta s’ispira alla vita
Ma usa solo la grammatica della fantasia.

Prima di ridere di un solo uomo
Bisogna inghiottire tutta l’umanità.

Per Evelina Schatz
I Poeti si sa
Quando smettono di respirare
Scrivono…

Il silenzio è l’inchiostro dell’Anima.

La Poesia vera è quella che rimane
Nel cuore di chi ascolta
Quando il Poeta ha finito di parlare.

Per Oki Izumi
Solo i Poeti sanno fare
Della propria oscurità
Un’Oasi di Luce.

C’è chi pensa che io cammino verso la poesia
In realtà è la prosa che si allontana da me.

Io non ho certezze
E non ne sono nemmeno sicuro.

Quando è il momento di tacere, tacete!
Ma senza fare rumore.

Quando trovo un pensiero invisibile
Penso sempre che sia mio.

Non importa che tu sia Fiore o Cammello
L’importante è che io sia Terra o Acqua.

**
Aforismi Satanici, Manuale di sopravvivenza al Giubileo del 2000

Al limoncino della Fede
Preferisco il Vin Santo della Volontà.

Un giorno Dio smise di Creare
E fu il Caos.

Quando uno da un pulpito
Spiega qualcosa che non capisce
Quella è una predica.

Se bevi ogni istante
Alla fontana di Dio
Alla fine avrai il calcare nell’Anima.

Venderei la mia Anima al Diavolo
Pur d’incontrare Dio.

Anche Dio Scriveva Metafore
Poi è diventato realista
Ed ha creato l’Uomo.

Il Centro destra e il centro sinistra
Due poli rovinati dal Centro.

C’è chi nasce per pubblicare romanzi
Chi per scrivere silenzi nel cassetto.

E’ meglio vivere un giorno da Morti
Che una vita da sopravvissuti.

Non guardo mai oltre la siepe
Per non offendere Leopardi.

E’ meglio scrivere gratis
Che pensare a pagamento.

**
Nuvole d’inchiostro, esercizi di leggerezza, 2009

Una piccola dose d’intelligenza
nuoce gravemente alla salute mentale.

Anche gli alberi a primavera
scrivono poesie.
E gli stupidi pensano che siano fiori.

Sono sempre d’accordo con gli altri
quando non dicono niente.

Che cosa è un dirigente?
un’idiota intelligente
che invece di prendere decisioni
indice riunioni.

I poeti sono anime trasversali
che accolgono infinite distrazioni.

Scrivere
è transitare per un attimo
nell’emozione altrui.

Un aforisma al giorno
leva i filosofi di torno.

Speriamo che tra tutti
gli scrittori “cannibali”
ci sia almeno un vegetariano di talento.

La gravidanza isterica
è il risultato
di un amplesso troppo tranquillo.

La semplicità incanta.
La troppa semplicità annoia.

Le stanze dei mediocri
non hanno finestre
aperte sull’immaginazione.

I poeti volano ovunque
per non calpestare
le impronte di Dio.

In Amore servono tre cuori:
uno per amare
uno per essere amati
l’altro per quando si resta soli.

Scrivere è ascoltare il silenzio.
E’ vivere con il mare in tasca.

I veri poeti
sono diamanti sfuggiti
alle collezioni degli editori.

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13 risposte a L’aforisma poetico: I poesismi di Donato Di Poce

  1. Donato ha detto:

    Grazie Fabrizio per la lettura intensa e coinvolgente del mio lavoro. Sono onorato delle tue attenzioni e riflessioni. Grazie soprattutto per aver colto e sottolineato la novità/originalità dei “Poesismi” pur nel solco dell’aforisma poetico, che scardina uno dei 4 assunti classici sugli aforismi(devono essere scritti in prosa)…ma chi l’ha detto? e perchè poi
    Ognuno s’inventa la scrittura che vuole fuori da ogni etichetta…con buona pace dei critici(vecchi) e degli storici(stravecchi) del Genere Aforisma. Amo molto di più la tua lettura e quella della Anna Antolisei.
    Un abbraccio. A presto.
    Donato

  2. Alfonso Lentini ha detto:

    Complimenti, una presentazione come si deve. Gli aforismi di Donato sono rapide lame di luce: “Scrivere è ascoltare il silenzio. E’ vivere con il mare in tasca”!
    Alfonso Lentini

  3. fabriziocaramagna ha detto:

    Nel genere aforistico contemporaneo, ci sono alcuni aforisti che stanno cercando di reinventare il genere, ancora troppo ancorato alla vecchia sintassi di La Rochefoucauld.

    Donato Di Poce è uno di questi nuovi “inventori”.

  4. elenap ha detto:

    splendidi poesismi, ognuno una storia breve concisa e lapidaria, con i sensi rovesciati tutto diventa probabile,vero, grazie Donato e a Fabrizio.
    perchè
    In Amore servono tre cuori:
    uno per amare
    uno per essere amati
    l’altro per quando si resta soli

    • Donato Di Poce ha detto:

      Grazie Elena…sai che Alberto Casiraghy ha stampato uno dei suoi Pulcinoelefanti con una versione di questo mio aforisma:
      “In amore servono due cuori
      Uno per Amare
      L’altro per quando si resta soli”.

  5. maria grazia casagrande ha detto:

    I’Poesismi’ di Donato mi ricordano quei cumuli di foglie secche che, trasportate dal vento d’autunno, attraversano gli incroci delle strade correndo disordinatamente e spettegolando sui passanti.
    Le sue parole ci regalano un’altra percezione del mondo in cui le situazioni tutte possono subire dei capovolgimenti, grazie all’influsso benevolo dell’ironia e della tenerezza.
    Per certi versi risento gli echi della magia di Marquez, dei suoi pesci volanti, e degli abitanti di Macondo che non ricordando più i nomi delle cose avevano incollato minuscoli biglietti sugli oggetti, recanti i loro nomi.
    Belli i tuoi ‘poetismi’ Donato, davvero pieni di magia!
    maria grazia

  6. fernirosso ha detto:

    Me ne vado in giro
    Con il cielo in tasca
    All’insaputa dei Poeti.

    Quando una Donna attacca bottone
    La mia anima si spoglia.

    Gli Umanisti si interessano molto all’Uomo
    I Cannibali ne fanno una ragione di vita.
    (lettura della contemporaneità: i cannibali non distinguono un uomo da un altro, si cibano.Gli umanisti mettono nel freezer alcuni esponenti altri li ricacciano in ragioni di umanità corrente)

    In Amore servono tre cuori:
    uno per amare
    uno per essere amati
    l’altro per quando si resta soli

    Scrivere è ascoltare il silenzio.
    E’ vivere con il mare in tasca.
    Io il mare
    me lo tengo dentro l’o(re)cchio
    punt(u)ale incessante
    mi(o) porto
    riva e ritorno.

    Per salutare e ringraziare,lascio questo
    fra(m)menti

    es-trema-unzione?
    L’o-l’io santo che ardendo brucia e si consuma.

    fernanda f.

  7. fabriziocaramagna ha detto:

    L’aforisma tradizionale, quello di La Rochefoucauld per intenderci, quello in cui “Lo scrittore di aforismi non argomenta nè spiega, egli asserisce; ed è implicito in questa asserzione il convincimento che egli sia più saggio e più intelligente del suo lettore”, ha allontanato dall’aforisma più lettori di quanti ne abbia avvicinati.

    L’entusiasmo dei miei lettori nei loro commenti sugli aforismi di Di Poce dimostra che se l’aforisma cerca un percorso diverso dalla sintassi arrogante di La Rochefoucauld (quella sintassi che noiosamente, pedestramente, scolasticamente si trova in migliaia di noiosissimi siti di citazioni sul web), forse il pubblico si avvicinerebbe di più a questo genere.

    Questa operazione di attraversamento e superamento di La Rochefoucauld è in atto nell’aforisma contemporaneo, in molti paesi europei, come si può leggere anche nel mio blog, anche se gli esiti finali non sono del tutto prevedibili.

  8. Donato ha detto:

    Voglio sottolineare con chiarezza che non è lo scrivere in prosa che determina un aforisma nè come dice Soriano che ” gli aforismi veri e propri, cioè creati originariamente come tali”. Oscar Wilde non ha mai scritto un aforisma vero e pro…prio nè un libro di aforismi(quelli in giro sono tutti estrapolati dai suoi romanzi, saggi, poesie) ma per me è un grandissimo aforista…etc…Gli altri fattori veramente fondamentali per fare un bell’aforisma sono a mio avviso l’ironia, la brevità, la riflessione filosofica, l’esperienza della vita vissuta e più il mix di questi fattori è forte più è bello e universale l’aforisma. Sono stufo dei professionisti di paradossi gelidi e intellettualoidi e di massimatori pseudo filosofici. Vi saluto ricordandovi questo mio aforisma:
    “La cosa più lunga dell’aforsma è l’ispirazione!”Mostra tutto

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