L’aforisma in Belgio, Louis Savary

L’aforistica in Belgio annovera  tra le sue file diversi interpreti. Tra i più importanti cito  Achille Chavée (1906-1969) e Louis Scutenaire (1905-1987), autore di una serie di diari aforistici intitolati “Mes inscriptions” (ovviamente mai tradotti in italiano!) e maestro indiscusso del movimento surrealista  belga (anche se lo stesso Scutenaire in modo un po’ paradossale si definiva “ni Belge ni surrealiste”). Tra i contemporanei, vorrei segnalare Louis Savary che vive a Wasmes, in Belgio, dove è nato nel 1938.

La biografia che Louis Savary mi ha gentilmente inviato, delinea un percorso atipico. Attore, cineasta e “videasta”, commediografo, drammaturgo e scenarista, autore di canzoni francesi e valloni, poeta e scrittore di aforismi, Louis Savary ha pubblicato cinque libri tra il 1960 e il 1970. E poi più nessuna pubblicazione nel corso dei venticinque anni seguenti “E tuttavia questo periodo resterà per me il più incredibile della mia esistenza. E’ quello nel quale mi sono appassionato per il teatro e il cinema nella speranza di comprendere la vita e di dare un senso alla mia” afferma Savary. Nel 1995 Savary torna di nuovo alla scrittura “organizzando, nel silenzio della camera, lontano dai rumori del palcoscenico, dei piccoli libri di riflessioni e di poesie, piccole note selvagge accumulate in un quarto di secolo”.

Molti dei libri pubblicati dopo il 1995 (oltre una trentina di opere, principalmente presso l’editore Arcam) sono raccolte di aforismi (l’impaginazione è di un aforisma per pagina) o di poesie in forma aforistica, che si compongono di giochi di parole, riflessioni, paradossi, metafore costruite su una logica assurda, un capovolgimento del rapporto di causa e di effetto che si inserisce nella tradizione di La Bruyere e di La Rochefoucauld. Louis Savary sa essere velenoso ma anche leggero e ironico. Demolisce i luoghi comuni, ma non è tragico nè arrogante. Come scrive Patricia Laranco : “La vita non è tragica nè comica, piuttosto essa è tragicomica, ed è quello che Louis Savary cerca di farci comprendere. Louis Savary gioca con le parole in una maniera brillante e sottile, con quella leggerezza rassegnata dei veri filosofi; di quelli che hanno compreso che la vita è, nella sua essenza, instabile, fragile, leggera (crudele?). La mancanza di gravità sfiora l’abisso, ed è un riflesso della futilità delle cose, della profonda assurdità esistenziale.”

 Louis Savary costruisce i suoi libri aforistici allo stesso modo: esplorando in modo più o meno esaustivo un soggetto ben definito (in “Voici venu le temps des larmes“, il tema è le lacrime e il sorriso, in “Opium de personne” il tema è la poesia, in “Sans concession” il tema è la morte, e così via ), che egli cerca di sviscerare in modo aforistico in tutte le sue sfaccettature.

Molti aforismi di Savary sono rinforzati dalla presenza delle immagini e hanno una forma quasi poetica, soprattutto nella raccolta “Opium de personne“. Valga un esempio tra i molti: La poesia è la foglia dell’albero. “Da un lato contempla il cielo, dall’altro scruta la terra” (“La poésie/ c’est la feuille de l’arbre/ d’un côté elle contemple le ciel/ de l’autre elle scrute la terre”). Qui il Savary moralista, che annota in modo lucidamente amaro i suoi pensieri sul mondo, lascia il posto al Savary poeta.

In una intervista a Michel Voiturier, Louis Savary spiega, con humour e con modestia, che cosa è l’aforisma: “Questa forma concisa è situata per me tra la poesia e la filosofia. Essa permette di esprimere il molto in poche parole. E’ un buon modo di dire cose profonde o gravi conservando una grande leggerezza. Queste formule sorprendono il lettore e si recepiscono meglio che i testi lunghi. Esse permettono di dare spazio anche alla musicalità della frase”.

Presento al lettore italiano una breve selezioni di aforismi tratti dalle numerose opere aforistiche (oltre 20) pubblicate negli ultimi 15 anni. Tutti i libri di aforismi di Louis Savary hanno un comun denominatore. Gli aforismi sono in versi (un aforisma per pagina), cominciano senza maiuscola e sono privi di punteggiatura, quasi a marcare una continuità ideale con lo spazio bianco. Ogni singolo libro di aforismi è poi diviso in dieci capitoli ed ogni capitolo ha un titolo specifico:

**

il vero saggio/ non muore/ accetta di lasciare la vita

l’uomo/ questa canna/ pendente sovente/ dal lato sbagliato

è vendendo/ il vento/ che si ammucchia/ del grano

mai della taglia adatta/ per la grandi cause/ ma sempre all’altezza/ di tutte le vostre meschinerie

la vostra saggezza/ deborda a tal punto/ che non la contenete più

è sufficiente una fiammata di prezzo/ nel settore petrolifero/ perchè da qualche parte/ qualcuno muoia di freddo

quando la terra trema/ è l’uomo che ha paura

l’uomo di fede/ ha sempre/ un ferro rovente/ per marchiare/ la pecorella che esce dal gregge

è solamente/ negli specchi/ deformanti/ che le persone/ si riconoscono

non sento sovente/ la voce della mia coscienza/ per contro non smetto mai/ di sentirla ridere

quanto è pesante questo handicap/ del bambino che non ha mai sentito ridere/ i suoi genitori

non abbiamo guadagnato niente/ a ridere/ e tuttavia chi non ha riso/ ha perduto tutto

il riso è un piacere solitario/ di cui si aumenta l’intensità/ quando lo si prende in gruppo

tutta una vita/ a ridere di essa/ senza pensare che alla fine/ essa riderà di noi

la poesia/ è la foglia dell’albero/ da un lato essa contempla il cielo/ dall’altro scruta la terra

la poesia è tutto/ ciò che si può scrivere/ da un capo all’altro/ del cordone ombelicale

la stupidità/ non ha mai conosciuto/ il dolore del parto

l’imbecille/ non si chiede mai/ perchè/ è sempre il primo/ a comprendere

non si muore mai/ della propria stupidità/ solamente/ di quella degli altri

l’uomo ricco/ è colui/ che non lascia vedere niente/ della sua povertà

è sufficiente talora/ perdere la faccia/ per scoprire il proprio vero volto

gli specchi/ non hanno memoria/ ahimé/ per gli storici

a forza di ascoltarsi parlare/ si finisce per dimenticare/ che gli altri/ hanno anche delle orecchie

quando/ le persone conversano/ con i cani/ sono generalmente/ i cani/ che apportano al dialogo/ un po’ di calore umano

anche se possessiva/ una madre/ finisce sempre/ per partorire il proprio figlio

un vero contadino/ riconosce/ la sua terra/ dal sapore del suo pane

poco importa/ il senso di marcia/ l’uomo non perde mai/ il suo ultimo appuntamento

a che fine/ cambiare il vostro sesso/ voi non sarete/ comunque/ mai/ la donna della vostra vita

l’essere putrido/ non prova alcuna difficoltà/ a marcare/ il suo territorio

sporcare il prossimo/ è sempre/ la vostra prima misura/ di igiene

**

le vrai sage/ ne meurt pas/ il accepte de quitter la vie

l’homme/ ce roseau/ penchant souvent/ du mauvais côté

c’est en vendant/ du vent/ qu’on engrange/ du blé

jamais de taille/ pour les grandes causes/ mais toujours à la hauteur/ de toutes vos mesquineries

vous débordez tellement/ de sagesse/ que vous n’arrivez même plus/ à la contenir

il suffit d’une flambée de prix/ dans le secteur pétrolier/ pour que quelque part /des gens meurent de froid

quand la terre tremble/ c’est l’homme/ qui a peur

l’homme de foi/ a toujours/ un fer au feu/ pour marquer/ la brebis qui s’égare

c’est seulement/ dans les miroirs/ déformants/ que les gens/ se reconnaissent

je n’entends pas souvent/ la voix de ma conscience/ par contre je n’arrête pas/ de l’entendre rire

que bien lourd est ce handicap/ de l’enfant qui jamais/ n’a entendu rire/ ses parents

nous n’avons rien gagné à rire/ et pourtant celui qui n’a pas ri/ a tout perdu

le rire est plaisir solitaire / dont on augmente l’intensité / quand on le prend en groupe

toute une vie / à en rire / sans penser qu’à la fin / de nous / elle se rira

la poésie/ c’est la feuille de l’arbre/ d’un côté elle contemple le ciel/ de l’autre elle scrute la terre

la poésie c’est tout/ ce qui peut s’écrire/ d’un bout à l’autre/ du cordon ombilical

la bêtise/ n’a jamais connu/ la douleur/ de l’enfantement

l’imbécile/ ne se demande jamais/ pourquoi/ il est toujours le premier/ à comprendre

on ne meurt pas/ de sa bêtise/ seulement/ de celle des autres

l’homme riche/ est celui/ qui ne laisse rien voir/ de sa pauvreté

il suffit parfois/ de perdre la face/ pour découvrir/ son vrai visage

les miroirs/ n’ont pas de mémoire/ hélas/ pour les historiens

à force de s’écouter parler/ on finit par oublier/ que les autres/ ont aussi des oreilles

quand les gens conversent/ avec les chiens/ c’est généralement/ les chiens/ qui apportent au dialogue/ un peu de chaleur/ humaine

même possessive/ la mère/ finit toujours/ par expulser son enfant

un vrai paysan/ reconnaît/ sa terre/ à la saveur de son pain

peu importe/ le sens de sa marche/ l’homme/ ne rate jamais/ son dernier rendez-vous

à quoi bon/ changer de sexe/ vous ne serez/ quand même/ jamais/ la femme de votre vie

l’être puant/ n’éprouve aucune difficulté/ à marquer/ son territoire

salir votre prochain/ est-elle toujours/ votre première mesure/ d’hygiène

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in L'aforisma in Belgio e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...