Festivaletteratura Mantova 2010: per essere perfetto manca solo l’aforisma

Gli scrittori e artisti ospiti erano duemila nel 1997, quando si ebbe la prima edizione e fu subito boom, a Mantova, per il Festival di letteratura, “Festivaletteratura”, che quest’anno ha preso il via mercoledì 8 settembre per durare sino a domenica. Oggi gli ospiti sono più che raddoppiati e sono triplicati  anche gli eventi, passando da 106 a oltre 300

L’elenco di autori e di eventi (incontri, reading, spettacoli, concerti) è davvero lungo. Nessun genere sembra essere stato dimenticato, dalla narrativa alla poesia, dal teatro alla musica, dal cinema alla fotografia, dalla letteratura per bambini al giornalismo sportivo, dal fumetto alla letteratura gastronomica, dal giallo al thriller, etc, etc. Scorrendo il ricco programma del Festivaletteratura (si veda anche il massiccio Pdf) si trovano Emilio Salgari e i suoi romanzi avventurosi, Vittorio Sereni e le sue poesie, Lina Wertmuller e i suoi film, Pier Paolo Pasolini e il suo viaggio lungo l’Italia, Tony Ross e le sue illustrazioni per ragazzi, Frederick Forsyth e le sue spy-story, Eugenio de Signoribus e le sue poesie civili, Amos Oz (a cui è dedicata la retrospettiva di quest’anno) e la letteratura israeliana, Gianni Mura e il giornalismo sportivo, Michela Murgia e il suo romanzo Abbacabadora, Niccolò Ammaniti e le trame della sua scrittura, Edmund White e la sua opera tra poesia e narrativa, Gustavo Zagrebelsky e la crisi della democrazia, Luigi Ballerini e la nuova poesia americana,  Fernanda Pivano e le sue registrazioni inedite, i premi nobel Vidiadhar Naipaul e Seamus Heaney, Eugenio Trìas e la filosofia contemporanea. E poi ancora l’Iran contemporaneo e i suoi autori, il vintage e la rilettura di libri dimenticati, lo spazio “Scritture giovani“, le filastrocche e i suoi bambini, la fisica e la teoria dell’entropia, la psicologia e le emozioni ferite, la grafica e la comunicazione visiva e centinaia di altri eventi ugualmente importanti che non cito solo per ragioni di spazio.

Insomma un palco davvero ricco di sorprese e di ospiti prestigiosi provenienti da tutto il mondo. E per questo gli organizzatori meritano sicuramente un grande plauso. L’unico piccolo neo? Non c’è neanche uno scrittore di aforismi, neanche un cenno sull’aforisma, neanche una virgola, a meno di torcere il collo alla logica e considerare l’evento sui libri presenti nella biblioteca di Flaiano (di cui quest’anno ricorre il centenario) come un evento riguardante l’aforisma.

Lo so che il genere letterario dell’aforisma in Italia quasi non esiste, che i pochi scrittori italiani di aforismi che pubblicano sono condannati a farlo presso case editrici minori senza il conforto di nessuna recensione e che la sola visibilità dell’aforisma è confinata a Internet, nei tanti “citazionari” sparsi per la rete, tra una battuta di Mae West e un paradosso teatrale di Oscar Wilde, una legge di Murphy e un proverbio orientale di saggezza.

A fronte delle tante firme prestigiose (anche Premi Nobel) che partecipano (e hanno partecipato in passato) alla manifestazione del Festivaletteratura Mantova 2010, gli organizzatori sono più che giustificati per questa piccola dimenticanza. Tuttavia segnalo lo stesso (farlo non costa nulla) che in Italia e in giro per il mondo ci sono diversi autori che scrivono aforismi di qualità. E se in Italia un Mauro Parrini o un Antonio Castronuovo o un Beno Fignon o una Marcella Tarozzi Goldsmith (e potrei continuare, l’elenco è davvero lungo) hanno poca visibilità presso il pubblico e la critica (non per la qualità delle loro opere che è elevatissima, si intenda, ma per ben altri motivi), all’estero ci sono scrittori di aforismi che hanno più visibilità, e che talora sono stati pluripremiati e pluritradotti. Potrei citare Belgrado, che è la capitale europea dell’aforisma con il suo Circolo aforistico di Belgrado e i tanti autori serbi (circa un centinaio) che vi gravitano attorno. Potrei citare l’Associazione aforistica finlandese. Potrei citare decine di altri esempi e decine di altri autori di altri paesi dalla Romania agli Stati Uniti, dalla Scozia alla Germania, etc. Solo che in Italia non li conosce nessuno.

E allora il mio auspicio è che il prossimo anno il Festivaletteratura 2011 dedichi un piccolo spazio al genere dell’aforisma contemporaneo (basterebbero anche pochi minuti, sarebbe già qualcosa), rompendo quella specie di velo di Maya che, su internet e non solo (penso anche ad alcune pubblicazioni editoriali), rappresenta l’aforisma come una barzelletta o un proverbio o una pillola di saggezza senza dignità letteraria. Gli organizzatori del Festivaletteratura di Mantova hanno dimostrato di saper organizzare davvero bene un evento letterario con così tante firme prestigiose e tante tematiche, e credo che non sarà un problema per loro trovare un “piccolo” spazio per il “piccolo” grande aforisma.

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