La scrittura aforistica femminile. Intervista a Vesna Denčić

Vesna Denčić (sulla biografia dell’autrice si veda anche il mio articolo al link) ha risposto gentilmente ad alcune mie domande sulla scrittura aforistica e sulla relazione tra scrittura femminile e aforisma. Riporto qui di seguito l’intervista sia in italiano che in serbo. Un elemento particolare che emerge nell’intervista è che l’aforista serbo non è isolato nella sua torre d’avorio e non scrive per un pubblico ignoto, ma al contrario è legato da una rete di relazioni con gli altri aforisti serbi (attraverso incontri e confronti, manifestazioni e premi letterari, antologie, riviste e radio) in un “processo collettivo di creazione che non ha uguali nella storia dell’aforisma (si veda anche mio articolo sul Circolo aforistico di Belgrado). Ringrazio Olja Arsic per la traduzione (Olja Arsic ha la laurea specialistica in lingue e letterature straniere conseguita all’Università di Torino, attualmente lavora come traduttrice e interprete)

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 Gentile Vesna Denčić, quando ha iniziato a scrivere aforismi?

Nei primi anni 80, quindi, più di 25 anni, ho ascoltato Radio Index (NOTA il termine Index in serbo significa “libretto universitario” ed è un programma per gli studenti). Una delle sezioni del programma era dedicata agli aforismi. Il programma ha suscitato a tal punto la mia attenzione che ho cominciato a scrivere anch’io qualcosa. E ‘stato qualcosa di nuovo e diverso da quello che il regime ufficiale, il comunismo autorizzava, qualcosa di un po’ sovversivo e pericoloso, qualcosa che mi provocava a pensare, ad agire. Poi è arrivata la pausa estiva e il programma per gli studenti è stato sostituito da temi più leggeri. Sentivo che mi mancava una provocazione che ho ascoltato ai mesi precedenti, così ho iniziato a scrivere alcune delle mie idee. All’inizio scrivevo per divertimento ed, eventualmente, per far ridere gli amici, e poi ho deciso di inviare qualcuna delle cose scritte a una delle redazioni. Fino a quel momento non conoscevo nessuno scrittore, non potevo nemmeno consultare qualcuno circa il valore e la qualità delle mie cose scritte. Il primo aforisma  venne pubblicato sulla rivista “Student”, il cui redattore era Alexander Baljak. Poi quell’aforisma: “Peccato che non mi intendo di politica, avrei avuto molto da dire” (nell’originale serbo c’è un gioco di parole difficilmente traducibile) è stato pubblicato nella antologia di Aleksandar Baljak. Il primo e in una antologia! Mi ha sorpreso, piacevolmente, ovviamente, dal momento che ero un giovane autore. E’ stata una spinta, ma anche una grande responsabilità. Doveva giustificare questa “perla”, che è stata illuminata da umile esperienza creativa. Per la scrittura non è sufficiente avere il talento, è necessario un sacco di lavoro – leggere e scrivere.

Cos’è un aforisma?

C’è differenza tra la nostra concezione di aforisma e quella accettata al livello mondiale. Nei dizionari la parola aforisma è definita come una “massima breve, concisa e ricca di significati, con elementi di paradosso”. Il termine “aforisma” è di origine greca (aphorismos), ed è diventato famoso per la raccolta di consigli medici, intitolata AFORISMI (Aphorismoi) di un medico antico Ippocrate. Se il collegamento tra Ippocrate e l’aforisma serbo esiste – è nei consigli su come si può curare una società malata attraverso il pensiero conciso, spiritoso e nel nostro caso attraverso l’umorismo nero, la risata.

L’aforisma contemporaneo è caratterizzato da una sentenza definita, lucida, saggia, etica, empirica, ma senza carica, che ogni buon scrittore è in grado di scrivere. Da noi, in Serbia, invece l’aforisma è stato una specie di lotta politica fatta con mezzi diversi da quelli tradizionali oppure, come l’ha definito Aleksandar Baljak in suo aforisma “Un dribbling dello spirito in un piccolo spazio. Il professor Ratko Božović della Facoltà di Scienze politiche ha scritto in un suo saggio: “L’aforisma da noi è da tanto tempo la più aspra e critica delle parole. Quando il pubblico libero e critico si è inaridito, la guerriglia spirituale ha fatto una ramanzina a tutti”.

Noi sembravamo veramente una guerriglia. Lo spirito di ribellione, dissenso e rifiuto di accettare una verità sola, un pensiero imposto e controllato da un solo partito ci ha spinto a sviluppare un modo specifico di esprimere la protesta, la critica. Molti degli aforismi che avevamo scritto non si possono tradurre, perché nessuno potrebbe capire il loro significato, ma qui in Serbia questi aforismi risuonavano come delle bombe. Nelle manifestazioni contro il potere comunista che all’inizio degli anni novanta e gli anni successivi scuotevano la Serbia, la maggior parte degli striscioni dei cortei riportavano gli aforismi che non erano adatti ad essere pubblicati nei giornali o nei media elettronici.

Giocando con i mezzi stilistici prendevamo in giro non solo i governanti politici, ma anche tutto quello che faceva e fa ancora parte della nostra mentalità. E questo lo facciamo ancora oggi con un repertorio ancora più ampio di prima. All’inizio con la nascita di un sistema pluripartitico (scrissi allora: “Fateci tornare il sistema monopartitico, voglio far pace con i miei genitori”, perché all’epoca si bisticciava con i parenti durante tutti gli incontri famigliari: “slave” (le feste religiose tipicamente serbe), matrimoni, funerali, e si finiva sempre per discutere di politica; e poi un altro aforisma “Abbiamo finalmente ottenuto un nuovo governo, questo sarà un vero rinnovamento per la satira”), con la guerra che ha distrutto la Jugoslavia e poi con i mafiosi, i ricchi industriali e altri ancora.

A differenza dei tempi “pericolosi” del comunismo, adesso si può dire tutto, perché le offese che i politici si dicono tra di loro superano tutto quello che in modo civile un aforista possa esprimere. Ma nonostante tutto l’aforisma satirico non è morto! Con una strategia linguistica abbiamo spostato i limiti dell’ordine prestabilito, assegnando alle parole una nuova e diversa dimensione di espressione, priva di patos e di piacere di un gioco intellettuale gratuito.

Bisogna anche dire che noi non scriviamo solo gli aforismi satirici, ma anche quelli sull’amore, sport, bambini, etc. Poco fa è stato pubblicato un libro La bellezza è fugace, curata da Dušan Puača. Si tratta di aforismi sul rapporto uomo-donna e ci sono presenti 24 autori. Aleksandar Čotrić invece sta preparando un’antologia di aforismi per bambini. Anche in questi la nostra impronta è visibile – le frasi costruite bene, con imprevisti cambiamenti e l’umorismo.
 

Qual è il rapporto tra “scrittura femminile” e aforisma?

Gli aforismi sono difficili da scrivere, soprattutto quelli buoni, è per me questa è stata ed è ancora una sfida. Quando ho iniziato a scrivere io, a parte Vaska Jukić-Marjanović, non c’erano altre donne aforiste. Adesso ce ne sono un po’ di più, ma il loro numero è ancora molto inferiore rispetto a quello degli uomini, e per questo che i miei modelli sono sempre stati i maschi forti nello scrivere. Bisognava confrontarsi con loro, sovrapporsi…La vera agonia però inizia mentre si prepara un libro. Centinaia di aforismi vengono esclusi già nella prima filtrazione. Poi li passo ai colleghi che li leggono e anche loro eliminano un bel po’ (segnano quei deboli, scritti male o eventualmente già scritti da qualcun altro). Solo allora si decide se il numero di aforismi basta per un libro o bisogna rimandare la pubblicazione. I miei due ultimi libri li avevo rimandati proprio perché i colleghi mi dicevano che ero in grado di scrivere meglio e che dovevo aspettare di scrivere qualcosa di più forte. Attualmente sto facendo molte altre cose diverse e così non ho tanto tempo per gli aforismi, perché essi richiedono piena e particolare attenzione, senza emozioni femminili.

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Vesna Denčić, Kako si počela da pišeš aforizme?

U prvoj polovini osamdestih, dakle, pre više od 25 godina, slušala sam Radio Index (program za studente) i jedna od rubrika bila je aforizmi, koja je pobudila moju pažnju – toliko da sam počela da ih zapisujem. Bilo je to nešto novo i drugačije od onog što je zvanična, komunistička, politika dozvoljavala, nešto subverzivno i pomalo opasno, nešto što je provociralo na razmišljanje, na akciju. Onda je došao letnji raspust i studenski program zamenila je neobavezna, lagana letnja šema… Osetila sam da mi nedostaje provokacija koju sam prethodnih meseci slušala, pa sam počela da zapisujem neke svoje zamisli. U početku da zabavim i, eventualno, nasmejem prijatelje, a potom se odvažih da pošaljem u neku od redakcija. S obzirom na to da tada nisam poznavala nijednog pisca, nisam mogla nikog ni da konsultujem o vrednosti i kvalitetu svojih zapisa. I prvi aforizam objavljen je u časopisu Student (opet student), u kojem je urednik bio Aleksandar Baljak. Potom je taj aforizam: “Šteta što se ne razumem u politiku, imala bih mnogo toga da kažem.” Baljak objavio u svojoj antologiji. Prvi pa antologijski! Bila sam iznenađena, prijatno, svakako, s obzirom na to da sam bila mlad autor. Bio je to podstrek, ali i velika obaveza. Trebalo je opravdati taj “biser”, koji je zasijao iz skromnog stvaralačkog iskustva. Za pisanje nije dovoljan samo talenat, potrebno je jako mnogo rada – čitanja i pisanja.

Šta je aforizam?

Postoji razlika između našeg i opštevažećeg (svetskog) poimanja aforizma. Pod pojmom aforizam u rečnicima piše da je to, između ostalog, “kratka, jezgrovita, značenjem bogata izreka, sa primesama paradoksa”. Termin “aforizam” je grčkog porekla (aphorismos), postao je poznat po zbirci kratkih medicinskih saveta pod naslovom AFORIZMI (Aphorismoi) antičkog lekara Hipokrata. Veza postoji – saveti kako da se jezgrovitom, duhovitom, u našem slučaju najčešće crnohumornom misli – smehom – zaleči bolesno društvo.

Obeležje savremenog aforizma u svetu jeste profilisana sentenca, lucidna, mudra, etička, iskustvena, ali bez naboja – to svaki dobar pisac može da napiše. Kod nas, u Srbiji, to je bila svojevrsna politička borba, samo drugim sredstvima, ili kako je Aleksandar Baljak definisao, dribling duha na malom prostoru, a profesor Fakulteta političkih nauka dr Ratko Božović u jednom od svojih eseja je napisao: “Aforizam je, u nas, već dugo najbritkija kritička reč, kad je usahla slobodna i kritička javnost, altrenativna duhovna gerila očitala je lekciju svima.”

I zaista, delovali smo kao gerila. Duh pobune, neslaganje i nepristajanje na jednu istinu, jedno mišljenje koje je nametala i kontrolisala jedna partija, terao nas je da razvijemo specifičan način izražavanja protesta, kritike. Mnogi od aforizama koje smo ispisali ne mogu se prevesti, jer niko ne bi razumeo značenje, ali ovde je to odjekivalo poput bombe. Na demonstracijama protiv komunističke vlasti, koje su početkom devedesetih i kasnijih godina prošlog veka potresale Srbiju, veliki broj transparenata je upravo bio satkan od aforizama koji nisu bili podobni za objavljivanje u štampi i elektronskim medijima.

Poigravanjem stilskim sredstvima, izvrgavali smo ruglu i podsmehu vlastodršce, ali i sve ono što je činilo i čini naš mentalitet. A to i dalje radimo, samo sada sa proširenim repertoarom tema; najpre uvođenjem višepartijskog sistema (tada napisah: “Vratite jednopartijski sistem, hoću da se pomirima sa roditeljima”, jer tada smo se sa rodbinom svađali na zajedničkim okupljanjima – bilo da je reč o slavama, svadbama, sahranama, uvek se nekako svodilo na raspravu o politici, a potom i aforizam “Konačno smo dobili novu vlast, biće to pravo osveženje za satiru), ratom koji je razorio Jugoslaviju, potom kriminalcima, tajkunima itd.

Međutim, za razliku od onih “opasnih” komunističkih vremena, sada je moguće sve reći, jer uvrede koje političari upućuju jedni drugima nadmašuju sve što satiričar u civilizovanoj formi može da iskaže. Ali i pored toga, satirični aforizam nije mrtav! Jezičkom strategijom pomerali smo granice ustanovljenog poretka, dajući rečima novu i drugačiju dimenziju iskaza, lišenu patosa i zadovoljstva jeftinog intelektualnog poigravanja.

Treba napomenuti i to da ne pišemo samo satirične aforizme, nego i na ostale teme, ljubavne, sportske, dečje itd. Nedavno je objavljena knjiga Lepota je prolazna, koju je priredio Dušan Puača. To su aforizmi na temu muško-ženskih odnosa i zastupljena su 24 autora, a Aleksandar Čotrić priprema antologiju dečjih aforizama. Ali i u takvim aforizmima vidljiv je naš pečat – zanatski dobre rečenice, sa neočekivanim obrtom i humorom.

Relacija između “ženskog pisma” i aforizma?

Aforizme je teško pisati, naročito dobre, i to je za mene bio i ostao izazov. Kada sam počinjala da pišem, izuzev Vaske Jukić-Marjanović, nije bilo žena u aforistici, sada ih ima malo više, ali i dalje je to veoma mali broj u odnosu na muškarce, tako da su mi uzor bili momci snažni po peru. I valjalo se nadmetati sa njima, nametnuti se itd. Međutim, prava agonija nastaje prilikom pripremanja knjige. Tada se na stotine aforizama naprosto odbaci već u prvoj filtraciji. Potom se prosledi kolegama na čitanje, pa onda i oni odbace poprilično (obeleže šta je tanko, loše ili eventualno da je neko već došao na istu ideju) i tek onda se odlučuje da li ima dovoljno za knjigu ili da odloži objavljivanje. Dve poslednje knjige sam odlagala upravo zato što su mi kolege sugerisale da mogu bolje, da sačekam da napišem još nešto udarno itd. Trenutno radim mnogo drugih i različitih stvari, pa imam manje vremena za aforizme, jer oni traže punu i posebnu pažnju – bez ženskih emocija.

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