Alda Merini, Aforismi inediti 2007-2009

L’opera inedita, vale a dire quella pubblicata senza che l’autore ne sancisca la sua completezza almeno dal punto di vista della comunicazione con il lettore, esiste nella letteratura aforistica, come negli altri generi letterari. Si può anzi affermare che nella letteratura aforistica alcune delle opere più belle sono state pubblicate postume (si pensi a La sua signora di Longanesi, ai Diari di Flaiano, e per risalire indietro nel tempo alle Maximes et Pensées del francese Chamfort o al Taccuino/Brogliaccio del tedesco Lichtenberg). L’opera aforistica interrotta e lasciata in un cassetto può essere facilmente mascherata dall’editore o dal curatore come opera compiuta, grazie al carattere discontinuo e privo di trama del genere aforistico.

Nel caso di Alda Merini, scomparsa nel novembre del 2009, l’editore Rizzoli ha appena pubblicato lo scorso mese di aprile un elegante cofanetto di libro +dvd intitolato Aforismi inediti 2007-2009, Nuove magie, che nelle intenzioni dell’editore dovrebbe raccogliere gli aforismi inediti della poetessa ed essere il seguito del bellissimo Aforismi e Magie, pubblicato sempre da Rizzoli nel 1999.

Più che un libro “magico”, questo nuovo libro di Aforismi inediti con Dvd è senza altro un “oggetto misterioso”. Non c’è nessun tipo di nota filologica che spieghi dove e come era conservato il materiale aforistico inedito (si tratta di appunti,  scartafacci, bozze corrette dall’autore, copie a stampa o altro ancora?), in base a quali criteri è stato organizzato (è per volontà dell’autore o dell’editore che il libro è diviso in capitoli come Il poeta, Assassini e delitti, Amore e Violenza, La menzogna, La gente, i ritratti, La bellezza, Il demonio, Libri, Il manicomio?), la presenza di eventuali varianti e di ulteriori inediti aforistici, etc.

Rispetto agli acquerelli colorati e fiabeschi di Alberto Casiraghy che accompagnavano le pagine del precedente libro Aforismi e Magie, non c’è nessuna indicazione neanche in merito alle illustrazioni in bianco e nero che compaiono qua e là nelle pagine di questo libro di aforismi inediti. Chi li ha creati? Possibile che sia l’art director Francesca Leoneschi come viene indicato nell’ultima di copertina?

Guardando il dvd che accompagna il libro di aforismi inediti e che si intitola “Le mie stanze segrete. Cento giorni con Alda Merini“, dove la scrittrice milanese viene filmata nella sua abitazione dei Navigli mentre racconta la sua vita e la sua opera, sembrerebbe di capire che alcuni di questi aforismi in realtà siano l’estrapolazione di discorsi catturati dalla voce stessa della Merini. Forse è solo una mia opinione personale, ma se così fosse, avrebbe senso una operazione filologica che prima trasforma in aforismi dei frammenti di un discorso orale e poi trasforma gli aforismi così ottenuti in poesie (graficamente sono infatti disposti in versi)? Sono piuttosto perplesso.

Rispetto alla dimensione “lirica e magica” degli aforismi meriniani che tutti conoscono (confesso che il mio libro di aforismi Contagocce è stato profondamente influenzato dalla lettura della poetessa milanese e di aforismi famosi come “Il sogno canta su una corda sola”, “Io amo perchè il mio corpo è sempre in evoluzione”, “Sono piena di bugie ma Dio mi costringe a dire la verità”, “Sono molto irrequieta quando mi legano allo spazio” “Non cercate di prendere i poeti perchè vi scapperanno tra le dita”), questi aforismi inediti sono più riflessivi, più prosaici (nonostante la struttura in versi), più parlati, assomigliando talvolta a delle note diaristiche o a dei ricordi. Soltanto in alcuni casi sembra di rileggere la Merini che tutti conosciamo come l’aforisma che chiude il libro “Forse il manicomio esiste per questo/Perchè il vero peccato mortale per gli uomini/ è la libertà”)

Ecco alcuni esempi tratti da Aforismi inediti 2007-2009:

**

Gli uomini cercano

la spiga dorata: la parola del poeta.

**

Sono curiosa dei movimenti architettonici

dei delinquenti: mosaici bellissimi.

**

All’assassino compete un certo genio

di ilarità.

Egli ride della propria condanna.

**

Si uccide per sete di denaro,

o per senso di colpa, comunque

si uccide sempre.

Si uccide anche con le carezze.

**

Ci sono confessioni di donne

costrette ad abdicare al proprio trono

per amore del tradimento.

**

La gente quando non capisce, inventa.

E questo è molto pericoloso.

**

Un bello può nascondere una faccia

orrenda, un’anima tremenda.

**

Il patto con il demonio

è spesso un patto con la propria malattia mentale.

**

Il manicomio è come un enorme balzo

all’indietro: è la liberazione

di una cattiveria inenarrabile

di cui tu straordinariamente ti senti autore.

E come fai ad essere autore, se sei vittima?

**

Forse il manicomio esiste per questo.

Perchè il vero peccato mortale per gli uomini

è la libertà.

**

L’auspicio per chi come me ama gli aforismi della Merini è che l’editore, Rizzoli o altri, possa finalmente raccogliere in una opera omnia tutto l’immenso materiale aforistico della autrice milanese a partire dal 1992 con la prima raccolta intitolata La vita facile (edita nel 1992 dall’amico ed editore Albero Casiraghy con il quale la Merini ha scritto e stampato la maggioranza dei suoi aforismi) fino ai giorni nostri, accompagnandolo stavolta con una nota filologica più esaustiva e con un criterio di selezione testuale più rigoroso.

Come testimonia nel 1998 “Il Catalogo Generale delle Edizioni Pulcinoelefante“, edito da Scheiwiller, i micro-testi aforistici di Alda Merini pubblicati da Alberto Casiraghy (a sua volte autore di alcuni importanti libri di aforismi e “uno dei più originali pastellisti del novecento”) risultano essere più di cinquecento. La collaborazione di Alda Merini con i piccoli editori – che comprendono, oltre “Pulcinoelefante”, lo “Zainetto”, la “Vita felice”, il “Melangolo” e altri – ha portato alla creazione di numerosi altri micro-testi aforistici. E’ pressochè introvabile anche la raccolta Se gli angeli sono inquieti. Aforismi edita dalla Shakespeare and Company nel 1993 (un’ampia selezione per fortuna si trova in Scrittori italiani di aforismi, a cura di Gino Ruozzi)

Per chiudere il mio articolo e in omaggio alla poetessa, riporto qui di seguito una selezione di aforismi tratti da La vita facile, 1992 (Edizioni PulcinoElefante) e una selezione di aforismi tratti da Se gli angeli sono inquieti, 1993 (Shakespeare and Company).

La vita facile, 1992

Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.

Io mangio solo per nutrire il dolore.

Ci sono adolescenze che si innescano a novanta anni.

Gli aforismi sono gli incantesimi della notte.

Il giocattolo è un ordigno segreto.

Non posso farmi santa perchè ho in mano l’arma del desiderio.

Si va in manicomio per imparare a morire.

La calunnia è un vocabolo sdentato che quando arriva a destinazione mette mandibole di ferro.

La menopausa è il periodo dorato dell’amore.

Colui che pesa le sue parole cade in miseria.

** 

Se gli angeli sono inquieti, 1993

Ciò che un editore sa dei suoi poeti sono le virgole.

Le ali degli angeli raffreddano i poeti.

Il mio vero tipo di uomo è Gesù.

La nudità mi rinfresca l’anima.

Gli emarginati hanno il fiato dolce.

Non sono bella sono soltanto erotica.

Dio ha le mie dimensioni.

Mi deformo cercando la perfezione.

Le libellule riposano su un fianco solo.

Amare un giovane è come sfidare Dio.

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5 risposte a Alda Merini, Aforismi inediti 2007-2009

  1. Anonimo ha detto:

    ho letto con estremo interesse. grazie

  2. Speranza ha detto:

    La sobria sofferenza degli aforismi della Marini ricordano l’espressione parca del dolore dei vecchi e dei malati

  3. lucio_piccenna ha detto:

    La Merini è l’unica che riesce o toccare il cuore e l’anima di chi legge i suoi scritti

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