Simona Enache intervista Fabrizio Caramagna

Simona Enache, nativa di Bucarest nonostante il nome suoni italiano, traduttrice e studiosa della letteratura rumena, mi ha intervistato sul tema della scrittura aforistica

Credo che un intervista possa essere considerata opera dell’intervistatore quanto e più che dello stesso intervistato, soprattutto quando l’intervistatore ha le idee molto chiare sull’argomento e pone domande affascinanti. Per cui alla fine credo che quanto il lettore troverà di seguito sia più frutto della capacità di ascolto di Simona Enache che della mia lucidità aforistica. Il lettore troverà alcuni dei temi trattati nel mio blog (che cosa è l’aforisma, aforistica europea, originalità e plagio, internet e la citazione) unite a considerazioni del tutto nuove.

Ringrazio di nuovo Simona Enache (è difficile trovare un intervistatore esperto che sia anche un lettore entusiasta del mio libro di aforismi) e il sito Citatepedia che ha dato ospitalità all’intervista (Citatepedia è un progetto europeo di enciclopedia sull’aforisma e si può leggere in diverse lingue. La maggioranza dei contentuti è per adesso in inglese e in rumeno, ma c’è anche una sezione in italiano).

Qui c’è il link all’intervista in lingua rumena (Interviu cu Fabrizio Caramagna).

Continuando a leggere qui di seguito l’articolo, il lettore troverà la traduzione in italiano della intervista.

Intervista a Fabrizio Caramagna

Fabrizio Caramagna, scrittore di aforismi, nasce il 20 settembre 1969, a Torino, capoluogo del Piemonte, in Italia. Si laurea in Letteratura italiana presso l’Università di Lettere e Filosofia di Torino, con una tesi su alcune poesie inedite di Guido Gozzano, poeta crepuscolare degli inizi del 900. Da circa dieci anni studia le forme brevi della scrittura aforistica (forme di linguaggio aforistico, il paradosso e l’inversione), cercando di stabilire una storia dell’aforisma contemporaneo europeo. Nel dicembre 2009 ha pubblicato “Contagocce“, una selezione di aforismi inediti, che è la prima sua pubblicazione del genere. Una selezione di “Contagocce” sta per essere tradotta e pubblicata in lingua serba. Dal gennaio 2010 gestisce un blog di scritture e letture aforistiche, fabriziocaramagna.blogspot.com che adesso è diventato aforisticamente.wordpress.com

Simona Enache: Signor Fabrizio Caramagna, lei ha realizzato probabilmente il blog aforistico più autorevole in Italia. Che cosa significa per lei l’aforisma?

Fabrizio Caramagna: La realtà è qualcosa di essenziale. Quattro elementi, tre dimensioni, ventuno lettere, sette note musicali, sette colori. Il primo a insegnarci l’essenzialità è Dio che ha creato l’Universo in soli sette giorni e che scritto la Tavola dei dieci comandamenti usando solo 49 parole. L’aforisma è nostalgia di questa essenzialità. Il mio amore per l’aforisma è anche amore della casualità. Scrivere aforismi è un modo di giocare a dadi contro la realtà. Si gettano le parole e si spera che dalla combinazione esca fuori un paradosso, un capovolgimento, un modo di vedere le cose che non è quello ordinario e banale. In un certo senso l’aforisma tende continuamente trappole casuali alla realtà. Un’altra aspetto dell’aforisma che mi ha sempre affascinato è la sua lucidità. Difficilmente l’ispirazione o l’emozione contengono abbastanza concime per fecondare l’aforisma. Uno scrittore di aforismi sentimentale è quasi sempre sterile. Lo scrittore di aforismi dà il meglio di sè quando presenta i suoi aforismi come una espressione consapevole di una lucidità intellettuale

Simona Enache: L’aforisma moderno ha la sua ragione di esistenza? Oppure pensa che l’aforisma è un genere letterario esaurito, che i nostri antenati hanno detto tutto quello che è stato detto?

Fabrizio Caramagna: Dopo 5000 anni di pensiero umano tutto è già stato detto e scritto. La parola è il mezzo di comunicazione più antico e comprensibilmente il più logoro. Copiata, banalizzata, defraudata, reiinventata la parola ogni volta si muove tra la necessità di ripetere e il desiderio di inventare qualcosa di nuovo. Come scrive Pittigrilli nel suo Dizionario antiballistico, una delle antologie più “originali” sull’aforisma, “Tutto ciò che si è scritto contro la donna era stato già detto prima nei Latini, nella Bibbia, nei libri sacri della Cina e della Persia”. Lo scrittore, in particolare quello di aforismi, è sempre in bilico tra il plagio di una fonte e la ricerca dell’originalità.

Simona Enache: L’atteggiamento verso aforisma differisce da paese a paese. Quali pensa che siano i paesi più vicini all’aforisma?

Fabrizio Caramagna: Serbia, Germania e Finlandia sono i paesi dove l’aforisma ha maggiore visibilità come genere letterario. In particolare in Serbia ci sono state guerre, iperinflazione, culto della personalità, censura, nazionalismi e l’aforisma con il suo umorismo nero è stata una forma di difesa da tutto questo (“Sottolineando l’aspetto oscuro della nostra mentalità, l’aforista è diventato uno psicoterapeuta collettivo, scrive l’aforista Slobodan Simic). Il Circolo Aforistico di Belgrado, sorto agli inizi degli anni 80, è un movimento intorno a cui gravitano almeno una cinquantina di aforisti accomunati dalla satira contro la Politica vista come il Male assoluto. In Serbia sono stati pubblicate decine e decine di raccolte aforistiche, ci sono numerosi premi e riviste dedicate all’aforisma e addirittura è stato prodotto un film aforistico, intitolato “Doviđenja, kako ste“, in inglese Goodbye, How Are You). In Finlandia e in Germania c’è un contesto storico totalmente differente, lo scrittore di aforismi è isolato nella sua torre d’avorio e la relazione con il contesto sociale è meno evidente. Tuttavia anche qui c’è un certo livello di attenzione al genere. In particolare ci sono due associazioni, in Germania “Dapha” e in Finlandia “Associazione aforistica finlandese” (“Suomen aforismiyhdistys”) che sono nate nello stesso periodo, nel 2005. La finalità delle due associazioni è la promozione e diffusione dell’aforisma attraverso premi letterari, convegni, seminari e laboratori nelle scuole. Soprattutto in Finlandia (dove il 18 aprile è gionata nazionale dell’aforisma) intorno all’associazione si sono raccolti numerosi aforisti.

Simona Enache: Come è stato messo in contatto con l’aforistica rumena e quale pensa che sia il suo posto nel panorama letterario europeo?

Fabrizio Caramagna: Ho conosciuto gli aforismi di Valeriu Butulescu grazie all’ediziona italiana con traduzione di Giocondina Toigo. Negli articoli sul mio blog ho evidenziato come i migliori aforisti siano nati sotto i regimi totalitari. Stanislaw Jerzy Lec in Polonia, il Circolo aforistico in Serbia, Zarko Petan in Slovenia, Valeriu Butulescu in Romania. Purtroppo in Italia, a parte le traduzioni di Emil Cioran e di Valeriu Butulescu, il lettore può leggere gli aforisti rumeni soltanto in lingua originale. E questo è davvero un peccato, perchè l’aforistica rumena occupa un posto di primo piano nel panorama letterario europeo. In Italia c’è una maggiore attenzione verso il genere della poesia come dimostrano le traduzioni di Mihai Eminescu, George Bacovia, Ion Vinea, Gellu Naum e altri poeti ancora.

Simona Enache: quali pensa siano gli autori simbolo dell’aforistica rumena?

Fabrizio Caramagna: E’ sempre difficile giudicare una letteratura straniera dall’esterno e fare delle comparazioni. Due delle maggiori antologie di aforismi di tutti il mondo, una in lingua inglese e una in lingua tedesca, citano alcuni aforisti italiani e non altri, con dei criteri di selezione che a volte possono anche non essere condivisibili. Credo che tra i contemporanei Valeriu Butulescu sia uno dei maggiori aforisti, e non solo in Romania. Non ho avuto modo di leggere l’antologia di Efim Tarlapan, sull’aforistica rumena e quindi il mio punto di vista è incompleto, ma posso dire di aver avuto modo di apprezzare gli aforismi di Lucian Blaga, Nicolae Iorga e Tudor Musatescu.

Simona Enache: Lei ha scritto e pubblicato in Italia un grande articolo sull’aforistica di Valeriu Butulescu. Pensa che nella traduzione si possa cogliere l’originalità, l’ingegno e la poesia di questo autore?

Fabrizio Caramagna: Tradurre un grande autore è sempre complesso. In italiano c’è una specie di proverbio che dice che “tradurre” significa “tradire” (questo gioco di parole è traducibile anche in rumeno). Valeriu Butulescu è un profondo conoscitore dell’animo umano ed esprime nei suoi aforismi – attraverso l’uso del paradosso e dell’ironia – concetti universali immediatamente comprensibili anche in paesi lontani come la Mongolia o l’Iran (per citare due paesi in cui la sua opera è stata recentemente tradotta). Tuttavia è indubbio che nell’aforisma di Butulescu – per alcuni versi simile alla poesia – c’è una musicalità e un uso della metafora che non sempre è perfettamente traducibile come nella lingua originale. In Italia c’è un aforisma che dice che “l’aforisma è come un’equazione, se sbagli solo una virgola non viene”. Personalmente ho letto la traduzione in lingua italiana di Giocondina Toigo, quella in lingua francese di Genevieve Gomez e quella in spagnolo di Ulises Estrella, e ho trovato delle differenze tra una lingua e l’altra. Alcuni aforismi di Valeriu Butulescu sembrano più efficaci in lingua italiana, altri in lingua francese, altri in lingua spagnola. Valeriu Butulescu è aun autore che trovo molto simile a me, per l’uso del paradosso e per il relativismo e il disincanto con cui guarda il mondo, e mi piacerebbe tradurlo un giorno

Simona Enache: L’aforisma è una forma condensata di espressione letteraria. Pensa che l’Internet sia il modo più efficace per promuovere la letteratura aforistica?

Fabrizio Caramagna: E’ difficile rispondere a questa domanda. Quando il lettore entra in libreria, preferisce acquistare un romanzo o una raccolta di poesie piuttosto che un libro di aforismi. Quando vuole leggere degli aforismi non compra un libro, ma va su Internet. In questo senso Internet serve ad avvicinare all’aforisma lettori che altrimenti non conoscerebbero questo genere. Il rischio che vedo in internet è un utilizzo improprio della citazione aforistica. Ci sono molti siti web che citano aforismi, senza nessuna indicazione del libro da cui provengono, (e talora anche senza nessuna denominazione dell’autore). Spesso di un autore sono citati sempre i soliti dieci-venti aforismi. Nel nuovo contesto in cui sono immessi, gli aforismi vedono attenuarsi il loro tono e senso originario a favore di uno stile comune, una sorta di “paraletteratura” in cui il lettore trova una risposta alla sua domanda di banale saggezza o di divertimento facile.

Simona Enache: Per la poesia e il teatro ci sono molti concorsi letterari, dotati di importanti premi. Pensa che anche l’aforisma potrebbe essere incoraggiato da premi letterari?

Fabrizio Caramagna: L’Italia è il paese dei 2000 premi letterari. La maggioranza dei premi sono dedicati alla poesia e in questo modo anche un poeta mediocre può ottenere un riconoscimento (è semplice calcolo delle probabilità!). Per quanto riguarda l’aforisma, invece, c’è un unico premio in Italia dedicato a questo genere (il premio “Torino in sintesi”) e questo è garanzia di serietà e di grande prestigio. Considerando la marginalità del genere aforistico e la scarsa attenzione da parte degli editori e dei media, un premio letterario può essere l’unico modo per aiutare gli autori di aforismi, spesso condannati all’anonimato, ad uscire allo scoperto leggendosi e conoscendosi a vicenda

Simona Enache: Qualli sono i suoi piani per il futuro, rispetto all’aforisma?

Fabrizio Caramagna: Il mio sogno ideale sarebbe quello di tradurre e pubblicare in lingua italiana i maggiori aforisti europei. Tale sogno però si scontra con gli ostacoli della lingua, con il tempo da dedicare e soprattutto con l’ostilità degli editori poco propensi ad investire economicamente in un genere di nicchia come quello aforistico. Parlando invece di progetti concreti, ho intenzione di tradurre in lingua italiana una antologia dell’aforistica serba, mentre dopo la pubblicazione del mio primo libro di aforismi Contagocce (uscito alla fine del 2009), dovrei pubblicare un secondo libro di aforismi che raccoglierà i miei tanti aforismi inediti di questi ultimi dieci anni. Peraltro una selezione di aforismi di Contagocce dovrebbe essere tradotta in lingua serba ed essere pubblicata a breve presso una importante rivista letteraria di Belgrado. Per quanto riguarda il mio blog di letture e scritture aforistiche, che è partito da poco ma che ha gà ottenuto diversi riconocimenti anche da parte di utenti non italiani, ho in progetto il trasferimento su una piattaforma tecnologica differente, che mi consenta una maggiore flessibilità.

Simona Enache: Grazie per l’intervista, e le auguro molte realizzazioni nella carriera letteraria.

Fabrizio Caramagna: Ringrazio Simona Enache per la magnifica opportunità che mi ha concesso con la sua intervista e per l’attenzione verso la scrittura aforistica. Credo che la ricchezza di scambi culturali tra un paese e l’altro possa davvero favorire lo sviluppo di un genere come quello aforistico, spesso trascurato dalla critica e dal grande pubblico. In tal senso spero di poter presto vedere tradotta in Italia una selezione più ampia degli aforismi di Valeriu Butulescu, in modo da far conoscere meglio al nostro pubblico quello che io considero uno dei più grandi aforisti europei.

Intervistatrice: Simona Enache

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2 risposte a Simona Enache intervista Fabrizio Caramagna

  1. Simona Enache ha detto:

    Gentile Fabrizio Caramagna,

    Ti ringrazio tanto per il meraviglioso articolo su di me. Spero che avremo una bella collaborazione in futuro, con progetti grandi, come successo con questa intervista, o addirittura di più.

  2. fabriziocaramagna ha detto:

    In una intervista chi pone le domande è sempre più “autore” di chi risponde…

    Ti ringrazio per l’attenzione e la sensibilità che hai mostrato verso il genere aforistico

    Fabrizio

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