L’aforisma in Serbia. Slobodan Simić e Zoran T. Popović

Oltre a Milan Beštić, dalla Serbia mi scrivono anche molti altri aforisti (tra i tanti Aleksandar Čotrić, aforista e deputato del parlamento serbo e Aleksandar Baljak, presidente del Circolo aforistico di Belgrado) inviamdomi i loro testi e dandomi la possibilità di leggere degli aforismi che altrimenti non sarei mai riuscito a reperire. Di questo li ringrazio moltissimo. Il sito jovonikolic e il sito aforizmi.org segnalano il mio blog, mentre ricevo molte lettere da parte di chi – leggendo il mio blog – si dimostra interessato ai miei aforismi e più in generale all’aforistica italiana contemporanea.

Tutto questo avviene mentre qui in Italia nessun blog o giornale o rivista dedica una sola riga al mio prezioso lavoro sull’aforisma serbo. I nostri blogger ed editori sono troppo occupati a parlare di storie di precari e di mafia, di romanzi criminali o di formazione, di “bamboccinismo” o di “avanguardismo”, per accorgersi che oltreconfine c’è una delle espressioni mondiali più alte (e forse eterne) dell’aforistica.

Ogni tanto mi chiedo: come si può descrivere l’amore e la morte e la memoria e l’oblìo e il bene e il male e alla fine di tutto la coscienza umana se lo scrittore è solo un narratore di storie e la letteratura è solo un romanzo? Come può un critico letterario o un blogger parlare sempre di talenti e tendenze narrative, e di nuovi narratori cannibali e di Harry Potter e del prossimo Paolo Giordano e ignorare le luminosità (o gli abissi) di una forma breve come l’aforisma, che parla pur sempre dell’uomo, del bene e del male?

Ma andiamo avanti e parliamo dei nostri amati serbi. Dopo aver presentato al pubblico italiano Aleksandar Baljak, Milan Beštić e Aleksandar Čotrić, vorrei adesso presentare una scelta di aforismi di altri due autori: Slobodan Simić e Zoran T. Popović. Come scrive Slobodan Simić nella sua “Antologia di aforismi contro la guerra” (“Srpsko tajno oružje – Antiratni aforizmi, 2006), l’aforisma serbo non è un divertimento a buon mercato, uno sterile e freddo calembour, “ma un atto di coraggio artistico e morale, diretto ad eliminare ciò che è indegno, cattivo, folle e vergognoso, non solo in una società, ma in un individuo“. Nel corso degli ultimi vent’anni di storia serba, attraverso l’alchimia della cinica propaganda operata dal governo, il male è diventato buono, la crudeltà è diventata la gentilezza, la morte è diventata vita e la schiavitù è diventata la libertà. L’aforisma ha smascherato tutto questo, aiutando il popolo serbo a mantenere una mente lucida.In una storia dominata da guerre, iperinflazione, culto della personalità, censura, nazionalismi, pulizie etniche, “l’aforisma può essere un arte marziale” come scrive Misa Vojisavljević. “L’aforisma è una ironia amara e una satira pungente e dolorosa ma può anche guarire” aggiunge Slobodan Simić.

Sempre Slobodan Simić, che nella vita è uno psichiatra, scrive: “Sottolineando l’aspetto oscuro della nostra mentalità, l’aforista è diventato uno psicoterapeuta collettivo

Come ho già scritto in altri articoli, l’aforisma serbo è doppiamente “sovversivo” perché distrugge senza pietà e senza sosta non solo la stupidità e le bugie della politica, ma anche la vanità, la menzogna, il male e l’ipocrisia dell’uomo. La vena satirica di questi aforismi non è solo politica, ma anche filosofica e metafisica, non colpisce solo il sistema politico, ma ironizza – in modo paradossale – sulla condizione dell’esistenza umana.

Tornerò a parlare nei prossimi articoli di altri aforisti serbi tra cui Ninus Nestorović, Vesna Denčić, Radomir Jovanovic, Rastko Zakić, Ilija Markovic e altri ancora. Ecco qui di seguito una selezione di aforismi di Slobodan Simić e Zoran T. Popović

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Slobodan Simić è nato nel 1963 a Užice. Ha pubblicato i seguenti libri di aforismi: Najcrnje je crveno 1992, Ratni profiter 1994, Vozi, Miško! 1998, Izabrani aforizmi 2003, i Siminom ulicom 2007. La sua opera è stata tradotta in numerose lingue e ha ricevuto numerosi premi. Editore della rivista Užička nedelja, ha pubblicato una antologia di “Aforismi contro la guerra” (Srpsko tajno oružje – Antiratni aforizmi, 2006) in versione serba e inglese. Vive e lavora come psichiatra a Belgrado.

In guerra noi eravamo ubriachi, loro erano drogati. E’ stato rock n roll puro

Nessun popolo si è mai estinto nella storia recente. Questa è una grande sfida per noi.

Il mio televisore si è rotto. Dovrò guardare i bombardamenti attraverso la finestra.

La battaglia dei media continua. E’ stato ucciso il redattore capo.

Abbiamo dovuto ridurli al silenzio.Non c’era altro modo per dialogare con loro

I manifestanti erano di buon umore. La polizia ha dovuto usare tutti i gas lacrimogeni

Rinunciamo ad alcune parti della Serbia, ma non rinunciamo alla grande Jugoslavia

L’opposizione ha ottenuto risultati positivi durante le elezioni. Nessuno degli oppositori è stato ucciso

Mangeremo radici. Dal di sotto.

Stanno distruggendo i ponti. Pensano di poter camminare sulle acque

Non siamo noi che abbiamo bruciato quella città. Qualcuno deve aver lasciato un forno acceso …

La vita non ha più un valore qui. Che è la legge del libero mercato

L’aiuto umanitario è arrivato. Prestate attenzione al momento dello scarico, può esplodere

Hanno sparato ai prigionieri in loco. A nessuno di loro è stato permesso di essere umiliati dalla schiavitù.

Il mondo intero conosce Jugoslavia. La guerra è stata una buona mossa di marketing.

Avevano un buon servizio di intelligence. Sapevano esattamente chi sarebbe morto quando.

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Zoran T. Popović è nato a Sombor nel 1957. Vive e lavora a Pancevo, città vicino a Belgrado. Ha pubblicato sei libri di aforismi: Organizovano rasulo, 1994, Kad porastem biću veliki (aforizmi za decu) 1997, Periodični obra-čun 1999, Aforizmi i druge priče 2002, Spo-jeni sudovi 2004., Kad porastem biću veliki in una seconda edizione più ampia (2005) e D. BEST. OF Z.T.P,. AFORIZMI – 2009. Tra i numerosi riconoscimenti ha ottenuto una premiazione al Festival aforistico Yugoslavo (1990), i premi Dragisa Kasikovic and Radoje Domanovic per il suo libro Organizovano rasulo e nel 2001 il Djordje Fisher per il libro Aforizmi i druge priče. La sua opera è stata tradotta in numerose lingue straniere.

Il leader è affetto da mania di persecuzione. Ha sempre la sensazione che i cittadini lo seguano.

Sisifo è stato promosso al lavoro. Ha ottenuto una pietra più grande.

Caino ha dimenticato l’incidente con Abele. Caino non è una persona piena di risentimento.

Tutti i serbi in uno Stato. Una concentrazione che uccide.

I croati stanno distruggendo le chiese ortodosse e serbi stanno distruggendo le chiese cattoliche. La religione è il nostro nemico comune

Abbiamo inviato loro un messaggio politico chiaro. Li abbiamo bombardati.

Li uccidiamo, ci uccidono. Tutto è sotto controllo.

L’allarme aereo è stato dato dopo i bombardamenti, in modo da non creare inutile panico tra i cittadini.

Hanno cominciato a condurre 1:0 , ma il nostro cecchino ha pareggiato.

Lo sciopero della fame inizierà dopo pranzo. Nessuno dovrebbe fare niente a stomaco vuoto.

I serbi hanno sognato una Grande Serbia. I croati una Grande Croazia. I macedoni una Grande Macedonia, gli albanesi una Grande Albania. In breve, la Yugoslavia è stato il paese dei sogni.

Abbiamo applicato una tattica originale. Siamo indietreggiati davanti al nemico come una armata in rotta.

È noto che non ci sono vincitori in una guerra civile, ma abbiamo bisogno di una verifica pratica.

Coloro che sono morti per un domani migliore, sono stati sepolti oggi!

A tutti i cittadini sono stati letti i loro diritti. La storia si ripete.

Sappiamo che il governo vuole farci felici a tutti i costi, ma non sappiamo quanto ci costi.

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